
(Gioacchino Musumeci) – Che sia politicamente inetta è un fatto assodato. Le vele del sovranismo israelo americano di cui si è fatta portavoce, sono piene di rattoppi e il galeone Meloniano sta sulla secca peggiore. Ma è la Meloni che ha deciso la rotta. E i danni che ha prodotto sono devastanti.
Nelle sue ultime comparizioni la povera premier si è arrabattata per proiettare le responsabilità del disavanzo, per cui l’Italia è incagliata nella procedura di infrazione, sul superbonus edilizio.
Ma la domanda è semplice. Se la misura era così dannosa, perché cambiarla 16 volte piuttosto che cancellarla e sostituirla con una norma intelligente scritta da Giorgetti.
Meloni ha cancellato il Rdc e l’ha sostituito con l’assegno di inclusione. Ma dei furbetti dell’assegno o di altre misure assistenziali non c’è traccia sui giornali perché per milioni di persone la realtà è mostrata dai media e non c’è altro da sapere.
E pare brutto rivelare che nel 2025 almeno 50milioni di euro sono stati distribuiti a non aventi diritto sfuggiti ai controlli.
Che poi c’è anche questo: l’Italia, dopo aver firmato il patto di stabilità che la obbliga ai parametri che oggi vorrebbe rivedere unilateralmente – e non si può materialmente fare – è in procedura di infrazione perché ai controllori dei conti sono sfuggiti 8 miliardi di crediti del superbonus, gestito per quasi quattro anni dal governo Meloni. Colpa di Conte? Stando a sentire la premier si.
Ma si può essere davvero tanto ridicoli?
Non solo la Meloni ha tenuto la norma che considera dannosa per tutti, che già fa ridere. Il guaio peggiore è che governa ma non sa tenere i conti a bada. 8 miliardi, cioè poco meno della metà delle risorse impegnate nella manovra finanziaria, sono passati inosservati.
Ma l’assurdo culmina con la narrazione mediatica:
Mentre certi giornali scrivevano a caratteri cubitali della Meloni risanatrice dei conti pubblici, grandi applausi etc, la verità pendeva sulle nostre teste come una ghigliottina beffarda.
Il nostro debito pubblico cresceva nel silenzio degli addetti ai lavori, e fine del 2026 avrà superato perfino quello greco. Cioè con Meloni siamo i peggiori in assoluto perché questo governo rappresenta la destra più inetta della storia. Meloni ha sprecato un’occasione perché ha scelto di accompagnarsi coi peggiori incapaci. E i risultati oggi stanno sotto gli occhi di tutti.
I nostri titoli settennali promettono il 4% perché diversamente non se li fila nessuno. Il debito cresce, il Pil è semplicemente ridicolo. Perché qualcuno dovrebbe comprare i titoli di uno stato che non cresce? Perché privatizzazioni selvagge e tagli ai comparti pubblici garantiscono l’onorabilità degli impegni mentre i cittadini non sanno come fare il pieno dell’automobile o pagare una bolletta. Altro che politiche per la famiglia contro la desertificazione demografica.
I tutto questo sfacelo ancora da pagare, Giorgia Meloni non si preoccupa del futuro perché gli interessi sui titoli come i morti di fame a milioni, saranno grane del prossimo governo che vorrà addirittura criticare.
E il superbonus, su cui è passata dalla difesa della misura all’ombrello della sua incredibile inettitudine, non è l’unico argomento.
Tra le assurdità promosse dal governo di Giorgia il centro in Albania passerà alla storia. Ricordo quando si raccontava che 45 euro giornalieri spesi per un migrante fossero inaccettabili. Un migrante in Albania ne costa agli italiani, compresi gli elettori della Meloni, circa 500 al giorno. E per tanti quella cifra è la pensione.
Quasi due milioni di pensionati nel nostro Paese sopravvivono con quella cifra. Un popolo di invisibili che emerge soltanto ai margini delle relazioni sulle statistiche di volta in volta redatte per fotografare la situazione economica del Paese.
Non che tutti questi li abbia inventati Giorgia Meloni, ma una cosa è sicura: la donna del popolo è interessata al mercato delle armi piuttosto che aiutare i cittadini che la hanno dato il voto. Pensavano fosse davvero la rivoluzionaria che si agitava dai banchi dell’opposizione.
Invece era solo una patacca. Una macchia che si racconta “ pulito perfetto” e prega il detersivo di non lavarla via.
Ci sarebbe da stampare l’articolo e farci dei manifesti….non fosse che gli ultras meloniani ancora non si sono ripresi dalla sbornia delle sue promesse di sovranismo, taglio delle accise e rinascita del Menga, con tanto di promesse di ricostruzione in Ucraina e caduta della Russia e poi di speculazione con case in riva al mare in Palestina.
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Io sono più drastico… chi ha più di 20 anni di anzianità politica è da mandare a casa…proporre tale legge per permettere agli italiani di essere amministrata da giovani e non da vecchi rimbambiti.
Tanto più che quando sei anziano il” futuro” non lo tratti e non lo consoci …e il” futuro “se ne va…gfacendo morire uno stato…inesorabilmente senza alcun ricambio.
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Sarebbe una boccata d’aria fresca!
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