Ungaro torna ad accusare l’imprenditore di dichiarare il falso su Melania. L’anticipazione di «Report»

(di Antonella Baccaro – corriere.it) – Una foto di Pinocchio, metafora della falsità, accostata al nome di Paolo Zampolli, pubblicata su X. È tornata a parlare sui social, Amanda Ungaro, modella brasiliana ed ex compagna dell’inviato per gli affari di Donald Trump, da lei accusato di aver coperto l’amicizia della first lady Melania con il finanziere Jeffrey Epstein, condannato per un giro di prostituzione, anche con minorenni.
Lo fa all’indomani delle anticipazioni dell’inchiesta di Report (che la modella posta su Instagram), in onda stasera su RaiTre, che confermano la sua tesi. Lo scoop di Sacha Biazzo è una telefonata del 2017 in cui lo stesso Zampolli, parlando con un suo contatto legato alle Nazioni Unite, ammette che, a due settimane dalle elezioni, Melania gli aveva chiesto di «coprirle spalle».
Insomma di spacciarsi come il primo tramite tra lei e Donald Trump.
Tutto risale al 2016, quando il tabloid britannico Daily Mail aveva pubblicato un’inchiesta sul passato di Melania Trump, accusandola senza prove di aver lavorato come escort. Melania ottenne la rimozione dell’articolo e un risarcimento milionario, anche grazie a quelle dichiarazioni pubbliche di Zampolli.
Ma nella puntata di Report si allungano ombre anche sul ruolo di Zampolli come ambasciatore della Dominìca. Per l’ex compagna Amanda, l’imprenditore avrebbe pagato per quell’incarico e anche per quello che fu dato a lei, di console. Lui smentisce: «Non sono state pagate delle tangenti. Io alla Dominìca gli ho portato un deal da 190 milioni di dollari». Report si occupa anche dell’organizzazione a difesa degli oceani, «We are the oceans», presentata da Zampolli all’Onu e rivelatasi una truffa da 60 milioni di dollari. Sul punto Zampolli fa spallucce, non essendo indagato. Come anche per le accuse di stupro di un’altra donna, Victoria Drake, che secondo l’imprenditore starebbe cercando di estorcergli denaro.
Intanto dell’inchiesta si comincia a parlare negli Usa (lo fa il sito «Occupy democrats»). E in Brasile, dove la first lady brasiliana Janja Lula da Silva si è indignata per gli insulti rivolti da Zampolli alle brasiliane, secondo lui, «programmate per fare casino».
Quanto a Amanda, in un post pubblicato ieri su X riprende il proposito espresso da Zampolli di testimoniare davanti al Congresso americano sul fatto di essere stato lui a presentare Melania a Trump. «Giusto per chiarirti le idee — scrive Amanda —: mentire sotto giuramento, specialmente al Senato, è un crimine». E sarcasticamente aggiunge: «Avrai un aspetto assolutamente splendido in quella tuta arancione (si suppone la tuta dei carcerati a Guantanamo, ndr) per cui hai lavorato così duramente, chiedendo così tanti favori a Pam Bondi (procuratrice generale, ndr) e Stayce Cleveland (non meglio identificata, ndr) solo per farmi finire in questo posto». Il riferimento è all’accusa rivolta dalla modella a Zampolli di averla fatta espellere dagli Usa tramite la polizia antimmigrazione clandestina. Per Amanda, l’ex mente come «un ragazzino delle superiori». Ma Zampolli ha già pronte le querele.
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