(Dott. Paolo Caruso) – “Sic transit gloria mundi!” ( così passa la gloria del mondo). Un richiamo alla modestia per la nostra Premier. Alla Meloni non manca la solidarietà di tutti i politici italiani. Doppiamente sbeffeggiata da Trump e da Putin trova conforto a casa sua, nel suo Paese. Dal neo Zar le arrivano offese per mezzo dell’inqualificabile suo portavoce di regime. Si era fidata ingenuamente dei due Tycoon, l’americano e il russo, compari di merenda”, come Pinocchio si era fidato del gatto e della volpe”. È così che la Meloni ” first lady ” d’Europa, pontiera dei due continenti, si è ritrovata buggerata. Non è che avesse dato direttamente fiducia a Putin, ma, visto che i due mandrilli sono amici, caduta la fiducia dell’uno, era fatale la reazione dell’altro. Ma i partiti di tutto l’arco costituzionale, in Parlamento e fuori, hanno fatto quadrato a sua difesa. È giunto fatalmente anche per lei l’ora della verità, il “redde rationem” alle sue fughe solitarie oltre Oceano. L’ Europa a lei, come a tutti sovranisti (Orban in testa), era indigesta e, come sono soliti fare i figli adolescenti, anche lei aveva cercato, fuori casa, il calore della famiglia, che però altrove non poteva trovare. Trump è l’automa di se stesso. Inaffidabile egocentrico, incapace di un rapporto lineare e leale. Dà infatti solo risposte alle pulsioni del suo umore cangiante, come quando definiva pubblicamente la Meloni “bella”, con qualche imbarazzo istituzionale, o quando la chiamò “traditrice fascista”, dando la stura a Putin di sbeffeggiarla, mettendola così alla gogna mediatica. Lo sboccato conduttore televisivo russo, già noto per le sue intemperanze sessiste, dando sfogo alla sua consueta volgarità ha potuto esternare la rabbia del suo “padrone” nei confronti della Caciottara che nonostante il rapporto deteriorato con il suo amico Trump non riesce a trovare una giusta collocazione politica. L’ Europa guardinga ora la sta ad osservare. Il suo ridimensionamento e il rientro tra il gruppo dei cosiddetti Paesi volenterosi riesce a incattivire ancora di più Putin che forse sperava dalla amica di Orban maggiore vicinanza di interessi. Dico sommessamente alla Meloni che alle batoste della vita si può essere impreparati, ma non vanno eluse senza una fondamentale riflessione: bisogna restare sempre con la schiena dritta. Italia vuol dire Europa e viceversa. Nostro ambito culturale e vitale è il vecchio e caro Continente, dove si trova quel che altrove non c’è: la libertà e la democrazia nel rispetto inalienabile della Persona e dei suoi valori.