
(estr. di Phillip Nieto – dailymail.co.uk) – Donald Trump ha dichiarato lo Stretto di Hormuz “permanentemente aperto” dopo colloqui segreti con Xi Jinping, sostenendo che il leader cinese avrebbe accettato di smettere di armare l’Iran.
Il presidente ha fatto l’annuncio mercoledì su Truth Social, aggiungendo che Xi gli avrebbe dato “un grande, caloroso abbraccio” in un prossimo incontro.
«La Cina è molto felice che io stia aprendo permanentemente lo Stretto di Hormuz», ha scritto Trump su Truth Social. «Lo sto facendo anche per loro — e per il mondo. Questa situazione non si ripeterà mai più».
«Hanno accettato di non inviare armi all’Iran. Il presidente Xi mi darà un grande, caloroso abbraccio quando arriverò lì tra qualche settimana», ha continuato Trump.
«Stiamo lavorando insieme in modo intelligente, e molto bene! Non è meglio che combattere??? MA RICORDATE, siamo molto bravi a combattere, se necessario — molto più di chiunque altro!!!».
Dopo il fallimento dei colloqui di pace con il regime islamico nel fine settimana, il presidente ha lanciato un blocco navale dello Stretto di Hormuz, un passaggio petrolifero cruciale attraverso il quale transita circa un quinto delle forniture mondiali.
Trump ha imposto il blocco per costringere Teheran a tornare al tavolo negoziale, mostrando — secondo quanto riferito — una certa riluttanza a riprendere la campagna di bombardamenti che ha portato il caos in Medio Oriente.
Non è ancora chiaro se Trump intendesse dichiarare lo stretto immediatamente aperto al traffico marittimo o se stesse segnalando l’intenzione di raggiungere una soluzione permanente mentre i negoziati con l’Iran proseguono. […]
Trump e Xi dovrebbero incontrarsi per un vertice diplomatico a Pechino a metà maggio, per discutere della gestione dei dazi commerciali e dell’accesso degli Stati Uniti alle terre rare.
Il vertice sarà il primo grande viaggio all’estero di Trump dall’inizio della guerra contro l’Iran — il principale alleato mediorientale della Cina.
La Cina, insieme alla Russia, ha assistito l’Iran durante le cinque settimane di conflitto fornendo immagini satellitari e intelligence utilizzate per colpire basi militari statunitensi con missili balistici e droni kamikaze.
Nelle ultime 24 ore, le forze armate statunitensi hanno bloccato sei petroliere nel tentativo di attraversare lo stretto.
Il Pentagono, nel frattempo, si prepara a inviare altri 6.000 soldati nella regione a bordo della USS George H. W. Bush e di diverse altre navi da guerra.
Pechino ha criticato il blocco imposto da Trump, con Xi Jinping che lo ha definito “pericoloso e irresponsabile”, aggiungendo che il mondo non deve “tornare alla legge della giungla”. […]
Grazie alla goffaggine del duo Trump/ Meloni vengo a scoprire che anche in Iran esiste l’umorismo. Dall’agenzia Adnkronos: Trump contro Meloni, Iran tra ironia e sfottò: “Cara Italia, noi come alleato al posto degli Usa”:”Cara Italia, il vostro primo ministro ha difeso il Papa e perso un alleato a Washington – scrive su X la missione diplomatica di Teheran in Ghana – Vorremmo offrirci per occupare il posto vacante“.”Le nostre qualifiche: 7.000 anni di civiltà, un amore condiviso per la poesia, l’architettura e il cibo che richiede più tempo per essere preparato rispetto alla capacità di attenzione di Trump – scherza il post – L’unica cosa per cui Iran e Italia abbiano mai litigato è chi abbia inventato il gelato: il faloodeh è arrivato per primo, ma il gelato ha fatto più rumore. Siamo in una ‘guerra fredda’ su questo tema da 2.000 anni”.
E ancora, sempre dall’ambasciata in Ghana: “L’Iran nega categoricamente tutte le accuse di taglio della pasta. Rispettiamo l’integrità territoriale degli spaghetti. Qualsiasi affermazione contraria è infondata e non riflette la nostra posizione ufficiale (Per favore, non controllate le nostre cucine per questo. Non vogliamo perdere il nostro potenziale alleato).
I precedenti
Non è la prima uscita di questo tipo da parte di Teheran. Già nelle prime ore dopo le critiche di Trump – secondo cui a Meloni “non importa se l’Iran ha un’arma nucleare e fa saltare in aria l’Italia in due minuti” – un’altra missione diplomatica iraniana, in Thailandia, ha replicato con toni simili: “Perché dovremmo fare del male all’Italia? Adoriamo gli italiani, il calcio e il cibo, e amiamo città come Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Genova e Torino, così come la Sardegna, la Sicilia e tutto ciò che c’è in mezzo”.
Si segnala anche l’ambasciata in Armenia, che si è rivolta direttamente a Trump: “Se confermiamo che hai vinto, se confermiamo che sei il più vittorioso autore di blocchi nell’intero mondo, poserai il telefono per mezz’ora – solo mezz’ora – per occuparti dei tuoi doveri principali? I 30 milioni di americani senza assicurazione sanitaria, gli 800mila americani senza casa, le infrastrutture americane in rovina. Il deficit di 38 trilioni di dollari…”
Se non fosse che effettivamente impiccano gente un po alla come gli gira e obbligano le donne e uomini a sottostare a usanze religiose repressive, come d’altronde in decine se non centinaia di altre nazioni, a me sembrerebbero piu affidabili e simpatici di Trump
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