L’Anticristo evocato dall’imprenditore e politico tedesco è un grande attore che finge di assumere i tratti di Cristo. È bene che questi grandi simboli ritornino sulla bocca dei potenti perché viviamo tempi apocalittici

(Massimo Cacciari – lastampa.it) – Circola per il mondo l’ideologue per eccellenza del mondo trumpiano tenendo conferenze riservate alle élite più esclusive sulla figura dell’Anticristo. Non si comprende bene se per annunciarne la venuta o per denunciarne l’operosa presenza. Ancora meno che cosa precisamente Mr. Thiel intenda con essa. Una serie di tremende battaglie precede il Giorno del Giudizio, in cui la Città santa, la nuova Gerusalemme scenderà dal cielo, dove se ne stava presso il Signore, acconciata come una sposa. Battaglie dall’alterna fortuna; ora le potenze dell’Anticristo sono sconfitte, sembrano annientati i loro eserciti, ed ecco invece che si raccolgono e ritornano di nuovo. Alla fine sono esse che circondano il “campo dei santi” e soltanto il Fuoco che cade dal cielo le getta nell’abisso per tutta l’eternità. I “santi” debbono attendere questo Giorno armati di tutta la loro pazienza. La vittoria non sarà opera loro.
Che senso immagina abbia Mr. Thiel la propria venuta? I poteri che rappresenta incarnano la misteriosa figura, evocata da San Paolo, di colui che trattiene o frena la piena affermazione dell’Anticristo? Oppure considera tale figura un ostacolo che ritarda la definitiva vittoria del Signore, e vorrebbe perciò toglierla di mezzo al più presto? Oppure, ancora, ritiene che gli eserciti a sua disposizione siano in grado di realizzare con le proprie forze il nuovo cielo e la nuova terra? Che il Signore abbia conferito a loro direttamente questa salvifica funzione? Parrebbe quest’ultima l’interpretazione più adeguata. Se pensiamo di poter annientare una civiltà millenaria, poiché ritenuta immagine della Babilonia ricettacolo di dèmoni, dimora di tutti gli spiriti impuri e ributtanti, è chiaro che consideriamo noi stessi depositari e artefici in terra della volontà divina. Ora, proprio la sua capacità di assumere i tratti, il volto, le stesse parole del Cristo caratterizza l’Anticristo. Perciò nei secoli è tremendamente arduo distinguerli. Questo rende così forte la seduzione che l’Anticristo esercita sui popoli. Anche egli compie opere straordinarie, avvalendosi di idoli e falsi profeti. E sempre distrugge e fa guerra promettendo pace e sicurezza. Ne ha spiegato la vera natura il più grande filosofo russo contemporaneo, ispiratore di Dostoevskij, Soloviev: l’Anticristo mira alla istaurazione dello Stato mondiale, annullando ogni differenza nazionale, culturale, religiosa. Rivendica a sé il potere di fare che ciò che è stato non sia, cessi per sempre di essere. Il suo potere non ha memoria. Soltanto il presente del suo regno conta per lui. L’altro non è riconoscibile se non come un momento da superare. Egli predicherà col volto di Cristo: forse che esistono differenze o contrasti sotto la tenda del Signore? Forse che il Suo popolo sarà ancora diviso? Ecco, «faccio nuova ogni cosa» dice Colui che siede sul trono. L’Anticristo è un grande attore, sa fingere di esserlo.
È bene che questi grandi simboli ritornino sulla bocca degli attuali potenti della terra. Essi aiutano a comprendere che i tempi che viviamo sono davvero apocalittici. Tali cioè da richiedere decisioni ultime. Può essere che la spinta verso forme sempre più complesse di aggregazione in ogni campo dell’attività umana debba sfociare in un Ordine politico globale; può essere che questa sia una tendenza inesorabile. Ma essa può concepirsi secondo forme anche opposte. Attraverso una “modesta” rete di accordi economico-commerciali, in base ad una ratio essenzialmente economica, dalla utilità per tutti i contraenti riconoscibile e calcolabile. Una estrapolazione, in fondo, di quella ratio per cui “un tempo” abbiamo cessato di massacrarci come lupi. Potremmo però compiere un passo più virtuoso verso la “pace”: dal contratto al trattato politico, dalla semplice rete di reciproci interessi a veri patti o foedera tra i grandi spazi imperiali che hanno in mano i destini del pianeta. Nell’ambito di questi foedera troverebbe posto la fondazione di organi sovra-statuali, dotati di potere giudicante sulle liti tra le tribù della terra, tribunali appunto.
Compiti “modesti” come si vede, rispetto all’instaurazione di un autentico Stato mondiale. Compiti cui sembravano pure dedicarsi, con più o meno buona volontà, e tra mille contraddizioni, i due Titani usciti vittoriosi dalla seconda Grande Guerra. Ora il segno dell’apocalisse sembra irresistibilmente tendere alla terza possibile soluzione: lo Stato mondiale non può che essere lo Stato di uno solo. Più la terra si fa piccola, più lo Spazio globale esonda da ogni limite territoriale per farsi aereo-cosmico, più sembra non esservi luogo per una pluralità di potenze. Dal mercato all’oligopolio e, infine, al monopolio. Realizzato da noi, dal più forte tra noi, da chi è in grado di trattare il suo nemico come un semplice criminale, imponendogli la pena. Ma ciò, inutile illudersi, non sarà realizzabile se non attraverso la Grande Guerra.
Guerra che mostrerà marchiati a sangue sul proprio volto i segni dell’Anticristo. I segni del potere umano quando si pretende assoluto; il marchio di chi ritiene di poter annullare anche il più infimo tra i viventi; di chi si maschera come il Bene destinato a trionfare contro le tenebre, la selva oscura altrui. D’altronde già conosciamo tutto l’armamentario dell’Anticristo almeno dalla prima Grande Guerra. «La Croce è ormai in rotta?», si chiedeva allora Karl Kraus. Non più in punta di piedi viene il Maligno a chiedere prole alla morte. «L’odio deve levarsi; non è fatto l’amore per essere infinito». Reale e invincibile solo il primo? Idillica illusione l’esistenza del secondo? Vale solo il potere? Mr. Thiel viene a insegnarci come contrastare e combattere le iene dell’Anticristo o come salire sul loro carro, quello del destino?
Un mesetto di attesa ed eccolo là,come volevasi dimostrare.
Il punto più basso del Cacciari filosofo sul miopersonalissimo cartellino,anche se 3 categorie più avanti rispetto al ricciolino di Bisceglie
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