TRUMP, ‘CON CUBA PENSO DI POTER FARE QUELLO CHE VOGLIO, PRENDERLA O LIBERARLA’

(ANSA) – NEW YORK, 16 MAR – Cuba è un Paese “indebolito ora, penso di poter fare quello che voglio, prenderlo sotto qualche forma o liberarlo”. Lo ha detto Donald Trump.
NYT, ‘USA HANNO DETTO A CUBA CHE IL SUO PRESIDENTE DEVE DIMETTERSI’
‘Per far avanzare le trattative. Nessuna pressione per azioni contro i Castro’
(ANSA) – NEW YORK, 16 MAR – Gli Stati Uniti hanno detto che il presidente cubano deve dimettersi per far andare avanti e progredire le trattative nell’ambito dei contatti in corso sul futuro dell’isola. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti.
La mossa eliminerebbe una figura chiave ma lascerebbe in carica il governo comunista che guida Cuba da decenni. I negoziatori americani hanno fatto capire che il presidente deve dimettersi ma hanno lasciato ai cubani la decisione sui prossimi passi. Secondo quanto riferito, gli Stati Uniti non stanno facendo alcune pressione finora per intraprendere azioni contro i membri della famiglia Castro.
TRUMP, ‘CUBA VUOLE UN ACCORDO, ME NE OCCUPERÒ DOPO L’IRAN’
‘Molto presto o stringeremo un accordo, o faremo ciò che dobbiamo fare’
(ANSA) – WASHINGTON, 15 MAR – Il presidente americano Donald Trump ha affermato che Cuba vuole stringere un accordo con gli Stati Uniti, ma che intende porre fine alla guerra in Iran prima di occuparsi della nazione caraibica.”Credo che molto presto o stringeremo un accordo, o faremo tutto ciò che dobbiamo fare”, ha detto ai giornalisti domenica, a bordo dell’Air Force One di ritorno dalla Florida.”Stiamo parlando con Cuba, ma ci occuperemo dell’Iran prima di Cuba”, ha aggiunto.
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Ok,se se ne occuperà dopo l’affare Iran ,cioè a babbo morto, allora i cubani almeno da questo punto di vista possono dormire sonni tranquilli anche se dovranno occuparsi di tutto il resto a causa delle sanzioni ..
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Almeno hitker aveva una scusa per volere i Sudeti, Zio Sam la vuole e basta, magari col motto Make Guantanamo bigger?
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GLI STATI UNITI E LE SANZIONI A CUBA (Gemini)
Gli Stati Uniti, nel caso della Baia dei porci, impedirono alla Russia di mettere una base militare a Cuba, per timore dell’eccessiva vicinanza con i suoi confini, cosa che non ha impedito loro di circondare la Russia di basi militari americane.
Un lembro dell’isola è occupata da Guantanamo, l’orribile carcere delle torture americano. Da questo carcere sono transitati 780 prigionieri politici e attualmente ci sono 30 detenuti. Molti detenuti sono stati trattenuti per decenni senza accuse formali o processo come “combattenti nemici illegittimi”.
Si stima una spesa di circa 13-15 milioni di dollari annui per detenuto, rendendolo il carcere più costoso al mondo, peggio del centro per migranti in Albania in cui ogni prigioniero ci cosya 33.000 euro l’anno.
L’invasione della Baia dei Porci (aprile 1961) fu un tentativo fallito da parte di esuli cubani, addestrati e finanziati dalla CIA, di rovesciare il governo di Fidel Castro.
Gli Stati Uniti miravano a eliminare l’influenza sovietica nei Caraibi dopo la rivoluzione cubana del 1959 con l’aiuto della Brigata 2506, composta da circa 1.400-1.500 esuli cubani.
Il 15 aprile 1961 ci furono dei bombardamenti aerei preliminari; il 17 aprile lo sbarco anfibio sulla costa a sud di Cuba.
Gli USA cercarono di distruggere l’aviazione cubana con vecchi bombardieri B-26 camuffati, ma fallirono l’obiettivo di neutralizzare tutta la difesa aerea di Castro.
La Brigata sbarcò il 17 aprile, ma incontrò una resistenza immediata e superiore numericamente (circa 20.000 soldati cubani e miliziani).
A quel punto Kennedy decise di ritirarsi per timore dell’intervento russo che avrebbe portato a una guerra atomica.
Dopo meno di 72 ore, gli invasori si arresero.
Ci furono 114 morti tra gli esuli e oltre 1.100 prigionieri che furono poi riscattati dagli USA in cambio di cibo e medicinali per un valore di 53 milioni di dollari.
ne seguì il rafforzamento di Fidel Castro e dei legami tra Cuba e l’URSS. Fu grave il danno d’immagine per l’amministrazione Kennedy e la CIA.
Oggi tutto si ripete?
Già dal 1960 gli Stati Uniti avevano messo sanzioni a Cuba fino all’embargo completo nel 1962.
Embargo commerciale totale (1962)
Divieto quasi totale di commercio tra USA e Cuba.
Divieto di investimenti USA a Cuba
Imprese statunitensi non possono investire nell’isola.
Blocco finanziario
Limitazioni su dollari, banche, pagamenti internazionali.
Restrizioni ai viaggi
Cittadini USA possono viaggiare solo con autorizzazioni specifiche.
Sanzioni extraterritoriali (Legge Helms-Burton)
Penalizzazione di aziende di altri paesi che fanno affari con Cuba.
I risultati furono di forte carenza di farmaci, carburante e beni essenziali.
Ogni anno l’Assemblea generale delle Nazioni Unite vota contro l’embargo
Obama lo allentò col ripristino relazioni diplomatiche e la riapertura ambasciate, viaggi più facili
Autorizzate 12 categorie (studio, cultura, famiglia). Niente turismo libero, ma meno restrizioni. Limiti più alti per inviare denaro ai cubani. Permesse esportazioni USA di: telecomunicazioni, materiali da costruzione, beni per settore privato cubano…
Trump è tornato indietro vietando i viaggi educativi di gruppo e non familiari, crociere e rotte aeree, affari con imprese legate a esercito e sicurezza cubani, limiti più rigidi all’invio di denaro, divieto di acquistare prodotti cubani (es. rum, sigari).
Ora Trump dichiara: “Trump: «Credo proprio che avrò l’onore di prendere Cuba. Penso di poterci fare tutto quello che voglio, se proprio volete sapere la verità».
Insomma è una sfida aperta alla Russia che ha sempre difeso Cuba.
A Cuba, 11 milioni di persone sono senza elettricità, il cibo sta marcendo. gli ospedali vanno in tillt e le ambulanze non hanno carburante per funzionare.
La Russia ha inviato aiuti umanitari, ma i Marines statunitensi li hanno bloccati.
Questa situazione è disumana; il mondo deve fare qualcosa.
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Cristina Correani: “Se l’aggressione diventa strumento legittimo quando conviene alla potenza giusta, allora diventa legittima per tutti. Ieri l’Ucraina, oggi Teheran, domani Taiwan o Cuba. Il precedente è la più pericolosa arma di distruzione di massa”.
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