
(ANSA) – SYDNEY, 26 FEB – Più della metà degli australiani adulti si dicono preoccupati per il potenziale dell’Intelligenza Artificiale (IA) di causare danni o facilitare il crimine. E anche circa metà cade vittime di un crimine reso possibile dalla tecnologia. Una nuova ricerca dell’Australian Institute of Criminology indica che la maggioranza degli australiani esprime preoccupazioni per la diffusione delle piattaforme che usano la IA per rintracciare la loro ubicazione, accedere ai loro devices e accounts, oppure impersonarli, o frodarli.
Basandosi sulle risposte di oltre 16.000 australiani compilate l’Australian Cybercrime Survey 2024 e su un questionario a questa collegato, il rapporto offre il più chiaro quadro nazionale delle paure degli australiani verso il cattivo uso della IA. Quasi tre australiani su quattro hanno usato almeno una app IA negli ultimi 12 mesi per rintracciare la loro locazione, e la maggioranza degli adulti hanno usato almeno tre piattaforme nello stesso periodo.
Ma ripigliati, la guardano anche loro la TV. E non solo telegiornali o documentari.
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Guardare Sanremo e pensare al futuro non sono aspetti che si escludono a vicenda; il problema nasce nel momento in cui ci si limita solo a guardare Sanremo proprio per non pensare al futuro.
Gli australiani fanno bene a preoccuparsi e non sono gli unici.
Al momento l’uso dell’IA in ambito lavorativo è limitato, tuttavia nonostante ciò sul muro si iniziano a vedere le prime crepe che non sono dovute all’invecchiamento dell’intonaco ma ai pilastri che iniziano a cedere.
Secondo Morgan Stanley in GB nell’ultimo anno c’è stata una perdita netta dell’8% di posti di lavoro dovuti al fatto che l’IA sta sostituendo manodopera per ridurre i costi; in particolare i giovani che beneficiano di un buon National Living Wage (salario minimo) risultano essere tra i più penalizzati.
https://www.morganstanley.com/insights/podcasts/thoughts-on-the-market/ai-impact-on-jobs-economy-rachel-fletcher?
La notizia è stata ripresa dal Guardian.
AI is hitting UK harder than other big economies, study finds | AI (artificial intelligence) | The Guardian
Ho il timore che se in GB l’impatto che l’IA avrà sui posti di lavoro si può confrontare con un’esplosione di qualche quintale di tritolo, ne paese de a pizza, ‘o sole e ‘o mare; avrà l’effetto di una bomba nucleare.
Dal mondo di sottosopra arriva poi una notizia che farà venire gli attacchi di bile a chi si considera di sinistra, schifa gli USA a prescindere con tutto l’armamentario di kagate tipiche da suonatore di wuvuzela.
Questo è quello che ha detto Jamie Dimon, CEO di JP Morgan Chase.
Americano, amministratore delegato, di una banca; le ha tutte eppure….
Rollout of AI may need to be slowed to ‘save society’, says JP Morgan boss | Davos 2026 | The Guardian
arriva a sollevare un problema di responsabilità collettiva.
Da noi manco un attivista no global di lungo corso pensa una cosa del genere.
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Prendo atto della tua onesta riflessione.Pur esulando dalle mie conoscenze primarie e dai miei pensieri ricorrenti tendo ad essere più fatalista: il mondo(umanità) si è sempre salvato da solo dalle problematiche emerse nel corso della storia per adattamento e reazione.In più c’è da dire che tra le pochissime qualità intrinseche dell’Italietta vi sono creatività e la darwinistica capacità di reazione alle difficoltà(ora sopita e che dovrà risvegliarsi necessariamente).
Pur non sottovalutando i probabili sconvolgimenti sociali ho una predisposizione ottimistica verso il futuro:
Quel manipolo di iperoligarchi esponenti dell’ultracapitalismo tecnologico non hanno l’anello al naso e non sono dementi: pur dovendo sopperire alla loro drogata voracità di potere e denaro sanno che se tirano troppo la corda rischiano di darsi la zappa sui piedi.
Per esistere il Ricco deve necessariamente esistere il povero. E per povero intendo le persone normali come me ,te assieme ad altri miliardi di individui(senza offendere nessuno,si intende) che “fanno girare l’economia” comprandosi la macchina piu o meno bella o il telefono piu o meno costoso o l’elettrodomestico più o meno inutile.
E’ chiaro che la classe meno abbiente,come purtroppo è sempre successo da millenni, soffrirà di più… ma non possono permettersi di rompere il giocattolo che li ha resi straricchi,pena l’erosione veloce del loro benessere.Saranno loro,(per loro convenienza personale in primo luogo) a cercare di risolvere il problema.Non fosse per altro, che le guerre civili(senza necessariamente con spargimento di sangue) sono molto temute e tutt’altro che utopiche(basta conoscere le teorie macroeconomiche che vanno per la maggiore di questi tempi).
Certamente il cittadino medio deve sfruttare questa occasione non simpatica per accendere il cervello e risvegliare la consapevolezza ad un grado più elevato, con l’intento di farsi fregare il meno possibile.
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