
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Non è facile contare fino a dieci prima di parlare. Ma ancora più difficile è riuscirci prima di digitare. Come si fa a rimanere con un telefono in mano per dieci, interminabili secondi senza cedere all’impulso di esprimere un giudizio netto e definitivo su qualcosa di cui non si sa nulla?
Si consideri il caso, puramente ipotetico, di un ministro dei Trasporti Emotivi alle prese con la notizia di un poliziotto indagato a Rogoredo per avere ucciso un pusher. Nella sua testa, dove Buoni e Cattivi abitano in stanze separate e non comunicanti, prende immediatamente forma il verdetto. I contorni della vicenda sono ancora confusi e la prudenza suggerirebbe di aspettare, ma le dita stanno già correndo sulla tastiera per celebrare il rito quotidiano del quarto d’ora di indignazione: «Io sto col poliziotto, senza se e senza ma!».
Arriva la notte, ma non porta consiglio, nemmeno a un vicepresidente del Consiglio, e il giorno dopo i suoi polpastrelli allergici alla temperanza tornano a pestare sul solito tasto: «Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato!». E se poi la realtà prende un’altra strada, il Buono perde l’aureola e la legittima difesa si trasforma in un regolamento di conti? Nessun problema. «Rifarei quel post» afferma imperterrito l’ipotetico ministro. Evidentemente conosce la prima regola del perfetto digit-attore: quando i fatti non vanno d’accordo con le opinioni, bisogna cambiare i fatti, mica le opinioni.
Confesso: mi è piaciuto.
Ritratto di Salvini in poche pennellate.
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Da quella scena in cui il defunto pregiudicato dandogli una pacca sulle spalle gli consentiva di formare un governo con i five stars per lui è iniziata una discesa senza fine e ancora siamo a metà del percorso 🤔
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Il poveretto è veramente inqualificabile, tra l’altro è così poco intelligente da continuare ad esporsi per compiacere gentucola con la seconda elementare e tanta voglia di far fuori quelli che gli fanno concorrenza per un pezzo di pane, per fortuna sempre meno, che già lo vota…. dedicati alle sagre paesane e restituisci 49 milioni di euro che mettevamo a posto metà delle donne che avete truffato con le vostre indecenti promesse elettorali su opzione donna…..
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L’adesione formale è arrivata ieri, nel quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina. Roberto Vannacci, scissionista dalla Lega e per questo fuori anche dal gruppo dei Patrioti, è entrato nell’Europa delle nazioni sovrane, la famiglia politica dell’estrema destra tedesca dell’AfD.
«Mi riconosco totalmente nei valori e nei principi, insieme faremo un gran lavoro» ha detto Vannaci arrivando ieri alla conferenza stampa convocata insieme a René Aust, eurodeputato tedesco e copresidente del gruppo. Che ha ricambiato il saluto: «È un giorno splendido, siamo veramente orgogliosi». L’elenco dei valori e principi comuni è il mosaico del programma delle destre ultraconservatrici: «Difendere la sovranità nazionale contro il federalismo europeo a partire dalla truffa del Green deal», «l’immigrazione è l’importazione di altre culture» e anche «la perdita di sovranità monetaria è stato uno degli scalini che ha portato al declino dell’Unione europea».La linea di frattura più grande, però, rimane quella del sostegno a Kiev, il punto su cui Vannacci ha deciso di fare leva per lasciare la Lega e inaugurare la guerriglia a destra della maggioranza. Ieri Vannacci ha votato contro la risoluzione del Parlamento europeo di sostegno all’Ucraina, mentre il Carroccio si è astenuto. «La Lega in Europa ha sempre votato contro le armi in Ucraina. L’incoerenza si è verificata in Italia, dove invece al momento della firma del decreto per la consegna delle armi all’Ucraina e del sostegno economico, la Lega ha votato a favore». Allo stesso modo, mentre a Montecitorio era in corso il dibattito sul conflitto, il deputato di FnV Edoardo Ziello ha attaccato il partito: «Ancora una volta spicca l’ipocrisia della Lega: dalla parte della pace a parole, ma nei fatti continua a votare a favore degli invii di armi all’esercito di Zelensky. Il solito cortocircuito volto a prendere in giro gli italiani».
Il Carroccio è il primo bersaglio della guerra a bassa intensità che l’ex generale ha intenzione di portare avanti nei confronti della maggioranza: oltre all’Ucraina, i tre deputati vannacciani hanno presentato interrogazioni alla Camera riguardo alle proroghe per le concessioni balneari e lo stralcio delle cartelle esattoriali. Ieri, poi, Vannacci ha annunciato che Futuro nazionale presenterà un proprio pacchetto sicurezza. Tutti temi cari alla Lega ed è probabile che il copione si ripeta identico fino alle elezioni. «Non faccio parte di nessuna coalizione» ha detto ieri l’eurodeputato, che ha bollato il governo come «non abbastanza di destra. Basti pensare che un suo esponente vuole portare avanti lo Ius Scholae». La fiducia, però, l’ha fatta votare: «perché è il governo meno peggio». Riguardo a un ingresso di Futuro nazionale nella coalizione, il sottosegretario meloniano Giovanbattista Fazzolari ieri ha risposto solo con una puntualizzazione: «Il centrodestra si è presentato con un programma unico, in cui ha indicato il sostegno all’Ucraina. Chi vuole stare in coalizione deve condividere il programma».
Da Il Manifesto Aggiornamenti24/02/2026, 22:25 articolo aggiornato
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