(corriere.it) – Il comitato del «Sì» sulle tracce di Beppe Grillo. Strano, ma vero. Tra i promotori della riforma c’è chi ha la curiosità di capire come voterà il fondatore del M5s, ammesso che alla fine si presenterà al seggio. Chi lo frequenta, fuori dalla politica, è convinto che Grillo non abbia dubbi, tanto sarebbe forte l’amarezza nei confronti della magistratura per la vicenda che ha visto condannato il figlio Ciro. Sarebbe la svolta definitiva ma anche la nemesi, per Grillo, che costruì un partito sul primato dei giudici e sulla palingenesi dei pm. L’ennesimo testacoda che vedrebbe il comico-guru dalla parte opposta rispetto al successore Giuseppe Conte, fiero paladino del «No». Grillo potrebbe intervenire oppure restare in silenzio, concentrandosi, come ha fatto ieri dal suo blog, sull’Intelligenza artificiale. La scorsa settimana ha trascorso tre giorni a Roma, all’Hotel Forum, con gli amici di sempre. Culla l’idea di tornare in tv.