
(Stefano Rossi) – Nanni Moretti, dopo mesi di genocidio, pulizia etnica e crimini di guerra ha scritto su Instagram sopra una foto di Netanyahu: “Ma quanti palestinesi devono ancora morire perché tu sia soddisfatto e finalmente la smetta?”
Pensando così di appagare la sua coscienza di uomo di sinistra.
Scrivo questo perché è chiara l’infamante ipocrisia di tanti politici, intellettuali, artisti italiani che non hanno il coraggio di parlare chiaro e diretto.
Non scrivono “Israele”, non scrivono “ebrei”, non dicono “popolo israeliano”, ma celano la loro pavidità dietro il paravento di Netanyahu.
Eppure, al governo israeliano, non c’è solo lui.
Il genocidio, pulizia etnica e crimini di guerra vengono commessi da un intero governo votato e sostenuto da un intro popolo pronto a rivotarlo.
Benny Gantz si dimise e ritirò il sostegno del suo partito al governo di Netanyahu.
Tutti gli altri ministri rappresentano il popolo israeliano condividono la scelta di questa mattanza quotidiana. E ci sono ministri più estremisti di Netanyahu.
Quindi, attaccare solo lui come fosse un marziano sceso in terra, senza citare mai Israele vuol dire non raccontarla nel modo corretto.
In quel governo c’è il ministro degli Esteri, Israel Katz, che nel gennaio 2024, andò in Consiglio della UE a dire che si poteva costruire un’isola artificiale dove “mettere temporaneamente” i palestinesi, tra lo stupore generale di chi lo ascoltava.
Ronen Bar, ex direttore dello Shin Bet, cacciato da Netanyahu, ma la Corte Suprema avrebbe annullato il suo allontanamento, scrisse una lettera con la quale denunciava i crimini di guerra commessi dai coloni a danno dei palestinesi nella Cisgiordania definendoli “atti di terrorismo ebreo”.
Chi mai in Italia si sognerebbe di accostare queste due parole: “terrorismo” ed “ebreo”?
E se lo facesse, verrebbe subissato da polemiche, censure, denunce.
Bene, lo fece il capo dei servizi segreti degli ebrei-israeliani.
A Cannes, prima dell’inizio del Festival, più di 300 artisti hanno firmato l’appello, contro il genocidio in atto, pubblicato da Libération con queste parole: “Noi, artisti e personalità della cultura, non possiamo restare in silenzio mentre a Gaza è in corso un genocidio”. Seguono molte firme tra le quali, Richard Gere, Xavier Bardem, Susan Sarandon, David Cronenberg, Pedro Almodóvar, ma anche Paolo Sorrentino, Mario Martone, Gianni Amelio, Sergio Castellitto, Gabriele Muccino, Jasmine Trinca, Elisa Amoruso, Laura Morante, Saverio Costanzo, Roberto Andò, Francesca Archbugi, Isabella Ferrari, Matteo Garrone, Valerio Mastandrea.
Fateci caso, in questi inutili, ripetitivi, mai esaustivi dibattiti pseudo politici che siamo costretti a vedere in televisione, quando qualcuno prende coraggio e prova timidamente a criticare quel Paese che confina a Nord con il Libano, a Est con Siria e Giordania, a Sud-Ovest con Gaza e Egitto, non dirà mai quel nome ma “Netanyahu”.
Solo lui, secondo questi coraggiosi guerrieri delle parole, sarebbe il responsabile di questo olocausto.
Dimenticando che il governo di Benjamin Netanyahu è stato votato per ben sei volte dagli israeliani e che, secondo vari sondaggi, sarebbero pronti a rivotarlo di nuovo!
Concludo con questo nuovo sondaggio condotto dalla Pennsylvania State University secondo cui, l’82% degli israeliani è favorevole alla deportazione di tutti i palestinesi (non si sa bene dove) e il 47% approva lo sterminio in atto.
Ecco, non credo sia corretto e giusto riferirsi ad un solo ebreo-israeliano per questo sterminio in atto a Gaza.
In uno dei video qui postati, Moni Ovadia si lamentava del fatto che, su un cartellone che girava alla festa di Ottolina TV “Mandiamoli tutti a casa” o qualcosa del genere, c’era scritto “Fuori gli ebrei”. Secondo lui, si doveva scrivere “Fuori i sionisti”, aggiungendo che c’è una piccolissima parte di ebrei contraria al genoicidio (mi perdoneranno Mulè e Parenzo paraponzo ponzi pà…), piccolissima ma presente.
Quindi secondo logica, si avrebbe pieno titolo di scrivere, per una sineddoche ben fondata, “Fuori gli ebrei”!
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Tanto va il gatto al lardo…:
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… che se magna anche l’uccellino:
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“Pensando così di appagare la sua coscienza di uomo di sinistra”. Stefano Rossi, ma chi caxxo sei per parlare della “coscienza” di un’altra persona, che credo non sia un tuo parente stretto? Ripeto: chi minchi* sei? Chi ti ha dato lo scettro del difensore della causa palestinese? Chi? E qual’è il nuovo gioco? Che se un intellettuale o un artista che non sia Ovadia, o qualsiasi altro pieno di certezze fin dall’8 ottobre 2023, e di tanta ideologia d’accatto, decide di dire la sua, senza usare le parole d’ordine di Stefano Rossi, tipo “genocidio”, o senza prendersela con l’intero popolo israeliano, è fuori dal giro? È un ipocrita? Ma va a ciapà I ratt!
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Quindi dopo 3 anni in cui qualunque st@onzo ha bollato di putinismo chi non osasse difendere la causa degli ucraini, che andavano armati e sostenuti per difendersi dall’ aggressore, ora si scopre che quando ad essere massacrati sono i palestinesi, civili, senza alcuna guerra, con due eserciti a fronteggiarsi in campo, per difenderli ci vuole lo scettro…..non basta la coscienza! Perché non è un genocidio, è una questione semantica oppure un nuovo gioco di società….quanti palestinesi, le pedine un po’ scure di pelle, devono morire per vendicare il graffio sul viso bianco o israeliano, che non è proprio bianco, ma comunque dei nostri? Le istruzioni per il nuovo burraco le trovi in un episodio del 1944 a Milano, durante la Repubblica Sociale Italiana, i repubblichini insomma, coadiuvati dagli alleati nazisti nella stessa ferocia e perché poi fu scelto proprio piazzale Loreto per l’ epilogo! Il 15 ad 1 , poi con l’ inflazione la cifra è aumentata, ma il gioco continua…..con la stessa mentalità da giocatori incalliti, dove poi , quando viene eliminato dal gioco, il miglior giocatore, quello guida, restano gli altri…..che non hanno mica responsabilità! E sarà questione di strategia di gioco, ogni volta c’è sempre il campione da applaudire e poi da disconoscere….Ma questi campioni guida nascono sotto i cavoli o li scelgono le squadre?
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PS
fra un ratto e l’ altro, difficili da prendere, scappano, ma dentro un perimetro ben definito li prendi, e li secchi sul posto, ripassati la cantilena soporifera: non tutti i palestinesi sono terroristi, ma tutti i terroristi sono palestinesi, non tutti gli israeliani sono massacratori di civili, ma tutti i massacratori sono israeliani, non tutti gli italiani erano fascisti, ma tutti i repubblichini erano italiani, non tutti i tedeschi erano nazisti, ma tutti i nazisti erano tedeschi, ariani, non tutti i russi erano staliniani, ma tutti gli staliniani erano russi, non tutti i grulli sono str@nzi, ma qualcuno riesce ad essere contemporaneamente grullo e str@nzo….e finalmente dormi! E domattina sei già pronto , bello tosto, dentro il giro…..quello di chi pensa che il mostro , di ogni tempo e luogo, non sia sua responsabilità, ma unico colpevole , generato da un fato avverso…….ma che state tutti a correre dietro ai ratti ?
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sempre più convinto il cervello di nomen in omen
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Caro L’ho Guasto, dopo ‘sto discorso senza né capo né coda lo scettro della causa palestinese so io dove te lo meriteresti
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Non è sconclusionato il mio discorso. L’ho solo scritto incazzato nero dopo aver letto Stefano Rossi.
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