
(Giuseppe Di Maio) – Fu dai tempi della mia esperienza in RC (Rifondazione Comunista) che questa cosa mi divenne ben chiara: la politica non è un servizio alla collettività, ma la prosecuzione della lotta di classe col pretesto di mirare al bene comune. Mi divenne chiara quando volli analizzare il motivo dell’asprezza di certe lotte in assenza (e lì erano veramente scarsi) di guadagni personali. Capii che quando non si spartisce denari lo stimolo maggiore di quella che chiamiamo “passione politica” è di natura narcisistica. In quell’esperienza gli scontri dialettici, ideologici, strategici, non erano altro che la volontà di primeggiare, di vincere. Altrimenti ci si scontrava, si creavano nuove posizioni, si componevano conflitti insanabili, ci si scindeva. La destra non aveva questi problemi. “La vittoria unisce”, diceva Berlusconi, e alla luce delle spartizioni e dei guadagni immediatamente si ricomponevano i dissidi, sparivano le differenze. Purtroppo, nei partiti degli onesti la magica formula della pace tra i ladri era assente.
Una cosa che nel Movimento accade spesso. Gli eletti che non sono di primo piano, le mezze calzette che non possono ambire a ruoli di prestigio e alla considerazione generale, sono a rischio tradimento. Ma è una iattura che perseguita anche i secondi, i capi, i sorpassati e gli oscurati dai nuovi beniamini degli elettori. Il primo fu Marcello De Vito, condannato a fare il secondo dietro la Raggi, dietro una donna che allo sprint finale delle candidature l’aveva fregato nel momento migliore del M5S romano. Stanco della parte di sostegno, di scialba istituzione, cercò e trovò un motivo più valido per fare politica facendosi corrompere dalle sirene del profitto. Il più famoso fu Di Maio (mio omonimo), obbligato dai fatti a non poter essere premier nonostante il 33%. Si accorse suo malgrado che la controfigura scelta proprio da lui per motivi strategici si era preso tutta la scena e aveva conquistato il favore del suo popolo. Considerando che Gigino non era un corrotto nel senso classico, la sua scissione fu dettata solo dall’invidia.
E non è sempre lo stesso vizio a tormentare le notti di Giuseppe Grillo da Genova, cacciato dalla sua creatura per non aver saputo interpretare il ruolo del padre nobile, per non aver dimostrato la gratuità dei sentimenti familiari? Un vizio che sta scoprendo i limiti della sua creazione, un guazzabuglio che trasformò il suo pubblico in elettori, che ora, alle sue pretese di essere ridotti a spettatori di un guitto, stanno abbandonando la sala.
Se rimangono solo cocci che nessuna super colla può rimettere assieme, io non mi metterò mai a scegliere tra padella e brace, perché la prospettiva che si delinea oggi è un insulto alla ragione. Io resterò semplicemente in attesa.
Giovanni Falcone diceva che “gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”
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https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/10/10/il-senato-taglia-le-intercettazioni-e-renzi-vota-ancora-con-la-destra/7724880/
Quando ai tordi apparirà chiaro il luogo dove sono stati portati sarà troppo tardi : lo spiedo infilato.. là, ne certificherà la consapevolezza.
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Domanda: come mai Renzi, pur volendosi accreditare come accettabile a sx in vista delle varie competizioni, continua a votare a dx?
La risposta esatta consente di evitare lo spiedo infilato proprio.. là.
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Ok.
Quindi inutile per scelta.
Proprio per questo motivo, NON HAI diritto alcuno di criticare Conte e le sue scelte.
Meglio solido scarpone, che scialba ciabatta.
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Il pieno e totale diritto a criticare Conte mi deriva dal fatto che alle politiche 2022 ho votato per il simbolo, il nome e le regole del M5*. Sono stato indeciso fino all’ ultimo se mettere la “X” e ho ceduto solo per il mio legame con le sopracitate caratteristiche. Alle europee ho votato altro, dopo 10 anni di fedeltà assoluta al moVimento. Me ne sono andato perché ritengo totalmente inconsistente e dannosa la guida di Conte. Però, come ripeto, nel 2022 ho votato moVimento.
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Disse il merlo al tordo sentirai che botto si nun sei sordo e ormai manca poco 🤔
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Le persone che fanno niente per qualcosa sono molte. Le persone che fanno qualcosa per niente (o “gnente”)? Rare come quadrifogli. In politica diventano “pentafogli” perché, come tutti sappiamo, bisogna sporcarsi le mani e risulta impossibile trovare centinaia di quadrifogli. Inoltre – mai bisognerebbe dimenticarlo – i politici devono giocoforza venire a patti con il potere economico, che non ha interesse alcuno per la collettività, tutt’altro. L’interesse principale è l’aumento di capitali e potere stesso, poco importa a discapito di chi, anzi…, più acini si schiacciano, più sarà il vino. Quello che abbiamo vissuto, in un passato recentissimo, fu esemplificativo: uno Stato – che dovrebbe tutelare l’interesse comune – piegatosi al volere di privati potenti, senza vergogna alcuna. Per il sottoscritto sarà sempre un gatto che si morderà la coda, anche se spero – per le future generazioni – di sbagliare. Purtroppo è la storia stessa del mondo a confermare il mio pensiero “populista”; una storia insegnante che “cane non mangia cane” ma altra carne sì. Insomma, raindrops keep falling on my head, ma se l’ombrello non l’abbiamo dubito che qualcuno mai ci proteggerà dal diluvio.
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Corruzione: Degenerazione spirituale e morale, depravazione; totale abbandono della dignità e dell’onestà.
Restando alla definizione generica del concetto (senza aspetti giuridici) i corrotti in questa storia (del Movimento) sono molti.
Nei molti casi alla Di Maio i motivi del “totale abbandono della dignità” è talmente palese che non vale la pena soffermarsi.
Grillo rappresenta invece una forma di corruzione molto più complessa, complessità probabilmente dovuta anche all’ eclettismo del personaggio.
Le cause della sua “degenerazione morale” restano sospese nel dubbio fra pragmatismo da interesse personale, egoismo da prima donna scopertasi in seconda riga del cartellone, nostalgia senile, invidia per la gioventù o incaponimento ideale.
Forse tutto questo e altro, o forse no; non lo capiremo probabilmente mai.
Gli ideali delle origini a suo dire perduti rappresenterebbero il più comprensibile e perdonabile dei motivi; ma è lui che ci ha insegnato il superamento di destra e sinistra per concentrarci sull’utile da portare a casa, adesso e subito.
Mi/Vi chiedo, il Grillo di oggi quale progresso porta a casa, al Movimento e quindi al Paese ?
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Io non credo alle coincidenze, quindi qualcuno mi spieghi sto teatrino di azzuffatina proprio dopo le elezioni europee, quando sono accadute due cose, una di prassi, cioè il M5S va male alle elezioni europee, nel 2014 quando era all’ opposizione e vinse Renzi con il 41% e nel 2019 quando era al governo e vinse Salvini con il 36%, ora prende il 9,999%, perde ma, novità, si posiziona contro la Von del Lina, contro invio armi in Ucraina e contro la risoluzione di uso di armi direttamente su suolo russo! Se a guidare il M5S ci fossero stati Di Maio e Grillo, quello che trafficava con l’ amico grillino Draghi per far fuori Conte, come si sarebbe posizionato e come avrebbe votato il M5S in Europa? Perché veramente il nodo del problema è il campo progressista, ancora ipotetico, le amministrative regionali, la regola dei mandati, gli unici utili quelli a fa in cubo, o c’è altro? Conte convoca un’ assemblea costituente tutta interna al un partito con il 9,999% e si imbastisce tutto sto casino con Grillo che pare abbia scoperto ora che Conte è il capo politico del M5S, quello che lui ha chiamato e convinto ad diventare a febbraio 2021? Ma guarda a volte te le coincidenze……Posto che il M5S disturba, ha disturbato più con Di Maio e Grillo, o potrebbe disturbare di più con Conte spinto dagli iscritti su una linea politica ancora più netta, o addirittura con un sostituto non gradito a Grillo, ancora più radicale? Perché quello che Grillo ha fatto del M5S nel momento in cui occorreva posizionarsi non per il pollaio italiano , ma per il futuro dei conflitti attuali si chiama Draghi, leggi USA! Ma Conte vuole la coalizione con il PD gne, gne, gne……forse, previsione, intanto in Europa il M5S è in un gruppo europarlamentare opposto al PD e vota esattamente al contrario del PD! E Grillo vuole riprendersi tutto, per farci cosa? Invece di scartavetrarci le 🎾🎾 con le solite min@iate su mandati, valori rinnegati da pupilli ed interessi aziendali e familiari, ci dica due parole sull’ Europa e su due guerre in corso in possibile escalation a terza guerra mondiale perché riprendersi la terza forza politica di un paese in guerra conta un po’ di più, soprattutto per chi lo dirige da 70 anni…….Conte è democristiano, stampella del PD? Ditemi di chi è stampella il signor Grillo perché ancora non l’ ho capito…..o forse l’ ho capito fin troppo bene, da quando sceglieva insieme a Di Maio i candidati!
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Non è vero che i grillini stanno abbandonando la sala, piuttosto… stanno prendendo coscienza che il Mov. si è evoluto e, oltre a fare ombra al piddì, sta facendo nascere un vero partito di sinistra per poter ambire alla sala dei bottoni.
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