
(di Marcello Veneziani) – Il mondo che lascerà Joe Biden al termine del suo mandato è una bomba a orologeria, un pianeta ulcerato ed esplosivo, a sud come a est, tra scenari di guerra e tensioni internazionali, dall’Ucraina alla Palestina, a tutto il Medio Oriente, alla Corea, alla Cina. E dall’Onu alla Corte dell’Aia. L’odio verso l’Occidente è cresciuto nel mondo, i desideri di vendetta e di rivalsa covano in molti focolai e la pace mondiale è oggi come in pochissime altre fasi precedenti negli ultimi 80 anni messa davvero a rischio.
Il mondo che aveva lasciato Donald Trump nel 2020, pur assediato dalla pandemia, era meno compromesso, non c’erano conflitti e tensioni, guerre virali in corso, col rischio di propagarsi anche da noi. Trump lo spaccone, Trump lo sbruffone non aveva fatto guerre da nessuna parte, ed era riuscito pure a sedare alcune situazioni di pericolo, come quella con la Corea di Kim. Non c’erano rischi speciali, con l’Islam, la Russia e la Cina.
Ma la menzogna mediatica dell’Occidente fa passare Biden (col suo mondo dem) per un pacifista umanitario e Trump per un guerrafondaio pazzo. E ci dicono di temere il futuro in mano a Trump, che abbiamo già peraltro testato nel precedente mandato, quando dovremmo piuttosto temere il presente ancora in mano a Biden (o alla sua cerchia). Al di là di quel che succederà alla Casa Bianca, occorre una riflessione realistica sullo stato delle cose presenti e sui rischi che stiamo correndo in base ad alcuni pregiudizi, alcune preclusioni che non vogliamo superare.
Per risvegliarci dal nostro sonno occidentale, è necessario innanzitutto partire da una considerazione: l’Occidente non è il mondo, ma una porzione sempre più ristretta del pianeta e sempre più divergente.
Anzi l’Occidente patisce oggi una paradossale, doppia incongruenza, per eccesso e per difetto: è una realtà troppo ristretta per coincidere con la società planetaria e i suoi parametri globali; ma al contempo l’Occidente è un’entità troppo vasta che assembla mondi distinti e spesso divergenti. Dire Occidente, infatti, significa accorpare in una sola dimensione il mondo statunitense e canadese, il subcontinente latino-americano e l’Europa intera, dall’Atlantico agli Urali. Non sono la stessa cosa, non hanno comuni interessi vitali, strategici, economici e geopolitici. La reductio occidentale presuppone in realtà l’egemonia americana, la subalternità europea e la sudditanza sudamericana.
Aveva una residua validità il rifermento all’Occidente quando indicava la civiltà cristiana, pur nelle sue diverse accezioni e derivazioni secolari, ben sapendo che esisteva anche un cristianesimo orientale, russo-bizantino; il cristianesimo era il filo d’Arianna che accomunava i tre Occidenti e alcuni paesi sparsi nel mondo. Ma oggi che il riferimento religioso appare assai meno pregnante e influente, anzi si è fatto marginale e viene sempre più emarginato, cos’è l’Occidente? Individuo, libertà e democrazia, si potrebbe forse rispondere, o tecnologia, capitale privato e mercato; ma non sono più tratti specifici ed esclusivi dell’Occidente e non appaiono più vincenti nella forma occidentale.
A lungo l’Occidente è stato un tempo più che un luogo: il tempo della modernità rispetto al resto del mondo che pareva arretrato, ma oggi non è più così. A ciò si aggiunge il calo demografico che investe l’Europa e il nord America. Anche dal punto di vista demografico, la Cina, l’India o l’Islam sono universi più popolosi dell’occidente euro-atlantico o riferito ai paesi del G7, che includono pure il Giappone.
Al tempo stesso, come hanno dimostrato anche le più recenti situazioni conflittuali, da quella russo-ucraina a quella israeliano-palestinese, la posizione dell’Occidente è minoritaria rispetto al resto del mondo, alla divergente valutazione di quegli eventi che ne danno Cina, Russia, India, Brasile, Africa e Sudafrica, paesi islamici e paesi non allineati. La distinzione tra il giusto e l’ingiusto, il bene e il male, secondo il metro occidentale, non risponde affatto all’unità di misura del resto del mondo. Bisogna prenderne atto. Nè possiamo imporre la nostra intermittenza etica nel giudicare le catastrofi umanitarie, i genocidi, i massacri delle popolazioni civili e i crimini contro l’umanità. Il resto del mondo non condivide, non comprende i nostri criteri e i nostri manicheismi. Il caso palestinese come il caso ucraino lo dimostrano.
Che senso ha persistere in questa cecità e auto-sopravvalutazione e considerare ancora gli Usa i gendarmi del mondo e l’Occidente il paradigma del pianeta? Perché non accettare realisticamente la situazione effettiva e trarne coerentemente le conseguenze? E’ tempo di lavorare per un mondo multipolare, smobilitando le pretese egemoniche dell’Occidente; anzi rimettendo in discussione l’idea stessa di Occidente. Un conto è difendere la nostra civiltà, un altro è illudersi di essere alla guida del mondo; ed invece, da quel punto di vista, il peggior nemico della civiltà occidentale è l’Occidente stesso, in preda al delirio woke, alla cancel culture, al politically correct, al processo permanente contro la sua stessa civiltà, le sue derivazioni e le sue matrici.
Anche l’Oriente assomma in realtà mondi assai diversi, irriducibili tra loro per storia, caratteri, religione, cultura. Si può davvero mettere sotto una stessa categoria spaziale, storica e geopolitica l’Islam, la Russia, la Cina, l’India, il Giappone e via dicendo? E l’Africa a quale emisfero apparterrebbe? La diade Oriente-Occidente non è un indicativo spartiacque più di quello tra Nord e Sud del pianeta.
Insomma, da qualunque parte lo si osservi, non resta che oltrepassare l’Occidente. Era il futuro per il resto del mondo ma oggi è stato scavalcato da più ardite tigri della tecnologia e del commercio globale. L’Occidente oggi è il vecchio, senza essere l’antico; è il passato, senza essere l’origine. Indica il luogo e soprattutto il tempo del tramonto. A ovest si fa sera, e si teme la notte. Non resta che andare oltre l’Occidente, pur restando italiani, mediterranei, europei.
La Verità
E dalli con il Trump pacifista! O ci sono o ci fanno: in politica estera non c’è distinzione tra repubblicani e democratici! L’imbarazzo tra Biden e Trump era solo sul chi fare la guerra. Se prima farla alla Cina e poi alla Russia, o viceversa. Tutto il resto sono solo illazioni di lacchè partigiani dell’uno o dell’altro.
Per dire quanto sono pappa e ciccia: in Afghanistan Trump ha contrattato il ritiro coi talebani e Biden l’ha portato a termine. In Ucraina Trump non ha fermato le manovre USA per inglobarla nella NATO, ha solo cercato di sfruttarle per colpire Biden. Biden, in Ucraina, non ha fatto altro che seguire le linee già tracciate dai suoi predecessori, sia repubblicani che democratici. DUNQUE: CHE LA SI PIANTI CON QUESTO STUPIDO E IGNORANTE VOLER SPACCIARE TRUMP COME PACIFISTA: NON LO È MAI STATO E MAI LO SARÀ!!!!!!!!!!!!!!!! È COME TUTTI GLI ALTRI PRESIDENTI ROSSI O BLU.
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Trump non è pacifista, ma nemmeno guerrafondaio. Pensa solo al suo orticello, ovvero l’America, è questo non può che essere un bene per il mondo.
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Tutti i presidenti USA pensano all’America. Nessuno escluso. Se poi questo sia un bene per il mondo, lasciamene dubitare: il caos che regna sempre più sarà pur figlio di qualcuno.
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“Il caos che regna sempre più sarà pur figlio di qualcuno”
Si, è figlio degli angloammeri-cani con una spruzzatina di sale francese, dove c’è caos, rivoluzioni colorate , LGBT, colpi di stato guerre, genocidi sempre e solo grazie a loro,
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Bè, ma questo articolo conferma, se mai ce ne fosse bisogno che oggi essere atlantisti è anacronistico e deleterio,
Perciò è un avviso ai naviganti, soprattutto a quelli che lo sostengono pur sapendo che lo zio Sam ha costruito nella nostra nazione un immensa polveriera dove noi come pecore pascoliano come se nulla fosse.
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Tifo Trump solo perché ha promesso che farà uscire gli USA dalla NATO (decretandone la fine) e per la sua linea isolazionista: meno gli americani mettono piede fuori dal loro cortile e meglio sarà per tutti.
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Ma la NATO amico mio stava già morendo di suo. È stato, anzi, HA stato Putin a farla risorgere dalle ceneri. E proprio adesso che tutto si sta incasinando vuoi decretarne la fine? Siamo realisti. Perché, o l’Italia si trasforma nella Svizzera (cosa legittima ma improbabilissima) oppure diventeremo un Paese in balia letteralmente di chiunque.
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Commenti sulla condanna dei democratici israhelliani:
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Demolitore il discorso della ragazza, documentato e argomentato. Il giovanotto non ha avuto possibilità di replica valide.
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Sta lì come sparring patner, evidentemente…
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Stavolta il nostro ha ragione. Io stesso faccio spesso notare che lo sbruffone , odioso, autoritario Trump ha avuto il merito di non scatenare alcuna guerra, anzi. E non ha mandato nessun soldato americano a esportare democrazia a suon di bombe facendosi ammazzare.
Ed anche sul resto, sono molto d’accordo
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Sono due personaggi che si danno del delinquente l’uno con l’altro 🤷♂️
Pensa in che mani !
Comunque Trump incazzato com’ è, se vince, spenderà un bel po’ di tempo a sistemare i conti sospesi in casa.
Forse avremo modo per tirare il fiato. Speriamo!
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Fino a quando non arriveranno bombe atomiche in terre d’occidente, l’occidente sarà la guida del mondo, Trump o Biden non cambia nulla.
Solo con bombe atomiche in terre d’occidente cambierà sicuramente lo scenario mondiale, quindi si tirerà la corda il più possibile.
L’Italia avrebbe la scusa della Chiesa per intraprendere la strada pacifista, ma ne’ destra né fac-simile PD la intraprendono, commettendo un grosso errore storico-politico.
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Nel mentre che il Veneziani elaborava queste sue teorie, l’IOccidente, a guida anglo-americana coi fidi zerbini europei, dal dopoguerra ad oggi, ha lavorato sodo::milioni di morti civili ammazzati dalle loro bombe.
E il lui dov’era?
A far da palo nero contro il pericolo comunista evocato come alibi dai criminali a stelle e strisce che critica mielosamente anche oggi senza dire una parola di condanna netta sul mattatoio che gli americani e zerbini europei stanno tenendo i piedi in Ucraina e che la sua collega Meloni sostiene allegramente presa com’è dal compito di restaurare i fasti del ventennio fascista di cui pure lui è tanto innamorato?
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Un Veneziani inedito questo di stamattina: deve aver letto tutti i libri di Travaglio in una nottata insonne. Non tanto per la sua simpatia per Trump già nota ma per tutto il ragionamento successivo. Neanche Orsini di sarebbe spinto fino a questo punto.Beh,giunti a questo punto, al neoputiniano non resta altro che comunicare al resto della ciurma il suo pensiero : Camerati contrordine!!!
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Detto diversamente, il pensiero di Veneziani si condensa in tre antiche parole: Dio, Patria, Famiglia.
Dio rappresenta il MITO, di cui il filosofo di Bisceglie non può far a meno perché il popolo si deve pur nutrire di un miraggio, inesistente ma necessario a frenarne le pulsioni. Altrimenti prevale l’anarchia dello spirito di ogni singolo individuo. In questo senso, per lui, è stata la Rivoluzione francese il peggiore evento storico in quanto ha innestato il MALE che man mano si è ingigantito fino a raggiungere dimensioni ipertecnologiche e consumistiche, peraltro sempre più invasive e devastanti. Se la storia si fosse fermata al Medioevo, un Veneziani non sarebbe neanche nato perché non ce ne sarebbe stato bisogno, e la vita sarebbe stata un ambiente bucolico e idilliaco a misura d’uomo.
La patria, invece, rappresenta la COMUNITA’ in sintonia pacifica con altre patrie altrui. Il dubbio è se vi si può commerciare o resistere con una preventiva autarchia (ma io muoio se al mattino non bevo una tazza di caffè. Il karkadè e la cicoria essiccata non li sopporto). Naturalmente ci vuole qualcosa per alimentare l’Amor Patrio, spero non la guerra specie se di conquista.
La Famiglia (rigorosamente di uomo e donna) rappresenta invece la cellula fondamentale della società in cui far nascere e crescere i sentimenti, ovviamente pii.
Per concludere mi permetto di porre a Veneziani l’interrogativo seguente: e se fosse il CAPITALISMO l’origine di tutti i mali, e in quanto tale la sua abolizione risulterebbe benefica per far rinascere su più sane basi la/le società??
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Lui ,se fosse sveglio,ti risponderebbe che il capitalismo e figlio anch’esso della rivoluzione borghese parigina.Essa si servì del popolo ma non era del popolo appartenente ,in chiave anti aristocratica per prendersi il suo posto,come da marxista lotta di classe inteso.
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