
(di Michele Serra – repubblica.it) – La forma è sostanza, dice il saggio, ma è un concetto che, come comunità, abbiamo dimenticato da tempo immemorabile. Quando un membro della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai accoglie un giornalista “sotto esame” mostrando carota e cognac, come ha fatto l’esponente di Forza Italia Gasparri, vuol dire che confonde le istituzioni con il suo tinello: ovvero le abita (nel suo caso da una vita intera) non come uno dei momentanei rappresentanti, ma come un inquilino stabile, e in ciabatte. Non ha alcun rispetto non solo per il cittadino venuto a rendere testimonianza; neppure per il ruolo istituzionale che in quel momento ricopre.
Già quel ruolo è antipaticamente ingombrante: che il Parlamento sia dotato di uno strumento di controllo – nella sostanza uno strumento censorio – sulle attività del servizio pubblico televisivo è un malinteso al quale si sarebbe dovuto mettere fine da tempo. Se poi lo si ricopre, quel ruolo, senza alcuna percezione del proprio potere di intimidazione e di interferenza, come Gasparri ha fatto per molti anni (eguagliato, forse, solo dal renziano Anzaldi), sentenziando sul lavoro altrui senza capirne nulla, distribuendo pagelline e anatemi; e infine, forse ritenendolo spiritoso, si introduce un’udienza mostrando carota (??) e cognac (??) al cittadino che sta per essere ascoltato; beh, significa che la forma (che è sostanza) non è più percepita come un vincolo che riguarda tutti, e tutti ci rende uguali.
Lo si dice sempre, vale la pena ripeterlo. Un comportamento come questo, negli Stati Uniti e in altri Paesi con senso delle istituzioni, sarebbe inconcepibile. Un giudice o un deputato o un rappresentante dello Stato si sente, in quel ruolo, obbligato a una forma solenne e inderogabile. Lo spiritoso – se gli riesce – lo fa a casa sua.
Rappresenta esattamente chi lo vota.
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Il nulla con il vuoto intorno è molto più utile di lui.
In questi giorni ho provato a vedere su you tube l’audizione in commissione di vigilana rai fatta a Ranucci.
Non sono riuscito a vederla tutta.
Vedere la protervia, la supponenza e la vigliaccheria di un buono a nulla tentare maldestramente di prevaricare su un gigante ( uno dei pochi, per altro) del giornalismo italiano è stato troppo, rischiavo la gastrite
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Sgomento, tanto, per lo schifo che ogni giorno tocca subire, i rospi da ingoiare sono troppi troppi. Ogni giorno ne fanno sempre di più. Com’è possibile che un popolo che ha fatto e riesce a fare tante cose buone, non ce la fa a liberaarsi di quest’accozzaglia di buoni solo a piazzarsi sulle poltrone per farsi mantenere tutta la vita e anche dopo morti. Uffa, questa è gente che può solo pulire le cloache e invece…
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Questo, tecnicamente, è un vigliacco, che si avvale costantemente dell’immunita’ parlamentare per proteggersi dalle richieste di Giustizia delle vittime delle sue aggressioni volgari, scomposte e soprattutto provocatorie.
Al contempo non si contiene nello sporgere querela quando reputa di essere stato attaccato da chi glielo facesse notare.
È quest’asimmetria ad essere insopportabile, non più tollerabile per le persone perbene. Ma la maggioranza ignorante nel suo caso o come quello di uno Sgarbi, si diverte e li votano.
Chissà se Crozza sta prendendo appunti pure su di lui per farne un meme ridicolo da ridicolizzare. Mi ricordo Neri Marcore’ in passato, più o meno quindici anni fa, che lo perculava sulla legge col suo nome che avrebbe dovuto scrivere e non la conosceva, ma aveva allargato a dismisura la raccolta pubblicitaria di mexda set in barba a qualsiasi tetto dell’Antitrust.
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E certo, è per questo che fa così ribrezzo! D’altronde solo a guardarlo fa impressione, mi ricorda subito il film di Mel Brooks Frankestein Junior! Solo che quello era un film e qui purtroppo siamo nella melma di una realtà tragica e al tempo stesso comica in un paese che sembra sotto effetto di oppiacei… una disperazione!
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Se la “Bella Addormentata” (cit. Bill Emmott) non si sveglia, si rischia davvero il default e questi affamati ci toglieranno anche la pelle di dosso. C’è bisogno di una rivoluzione ideologica in tutti i settori per diventare un paese decente.
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