
(Massimo Gramellini – corriere.it) – «Quer pasticciaccio brutto del Quarticciolo» è il racconto di tre disgusti in sequenza. Il primo è lo scippo in strada di una signora di novant’anni da parte di un uomo di ventisei: reato che l’età della vittima rende particolarmente vile. Il secondo disgusto è la reazione dei passanti, che davanti a un sopruso non conoscono mai mezze misure: o rimangono indifferenti, oppure, come in questo caso, si trasformano in giustizieri, accanendosi in branco sullo scippatore per colpirlo ripetutamente alla testa, persino con i caschi delle moto, anziché limitarsi a immobilizzarlo e a chiamare i carabinieri, tanto più che il giovane non stava opponendo resistenza. Il terzo disgusto è la telecronaca della donna che riprende il pestaggio dal balcone, condendola di bestemmie monumentali. Raggiunge il culmine quando il branco, nella foga dell’azione punitiva, spinge il ladruncolo nei pressi di un’automobile parcheggiata: «Aoooooo, mortacci tua, la macchina de mi fija no… Levalo da quella macchina!». E che diamine, andate a massacrarlo un po’ più in là: come se il rischio di un’ammaccatura alla carrozzeria di famiglia fosse l’unico aspetto della vicenda veramente capace di turbarla.
Anticipo le critiche di coloro che la sanno sempre lunga: facile giudicare una tempesta stando all’asciutto, in certi quartieri la gente è più esposta al crimine e dunque più esasperata. Dico solo, con l’amarezza di chi s’era illuso, che la scuola dell’obbligo ha fallito il suo compito, se siamo ancora ridotti così.
Non mi risulta che la scuola dell’obbligo abbia mai avuto il compito precipuo di impedire reazioni scomposte a fronte di gravissime provocazioni ( la novantenne è stata trascinata per diversi metri dal giovanotto ). Credevo che fosse un solenne impegno del governo di destra quello di garantire la sicurezza ai novantenni e di reprimere il banditismo nazionale o importato ( il giovanotto è indiano, non so se immigrato o turista, Gram. non lo scrive) tramite adeguati strumenti forniti alle FF. OO.
Pensavo, infine, che i giornalisti tutti registrassero la realtà, come ad esempio i favori concessi a un condannato quale Verdini di cui tratta oggi M.T.
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Decisamente ironica la conclusione, “Anticipo le critiche di coloro che la sanno sempre lunga: facile giudicare una tempesta stando all’asciutto, in certi quartieri la gente è più esposta al crimine e dunque più esasperata. Dico solo, con l’amarezza di chi s’era illuso, che la scuola dell’obbligo ha fallito il suo compito, se siamo ancora ridotti così.”
Non anticipare nulla Gramellini: il primo a saperla “sempre lunga” sei tu. Però, il cittadino “ignorante” esprime idee “agratis”, in modo disinteressato, in quanto noi umani non riceviamo telefonate serali da direttori di giornali, uomini politici e intellighenzia varia, atte a consigliare quali opinioni sarebbe meglio pubblicare..! Tu, avendo frequentato sQuole alte, dal 5° piano in su, vieni LAUTAMENTE PAGATO (e DIREZIONATO da generosi datori di lavoro) per esprimere… “buoni consigli, sentendoti come Gesù nel Tempio”.
“Il cattivo esempio”, di “Deandreiana” memoria, lo dai spesso, perché in un mondo “onesto” giornalisti VERI, anziché prendersela con i…. cerbiatti, quotidianamente sbranati dalle iene, dovrebbero indagare – di continuo – sui predatori. Che poi tra i cerbiatti ci siano molte iene non cambia l’assioma, anche perché tra le iene cerbiatti non ce ne saranno MAI. Fai il tuo dovere, se puoi, ogni tanto: attacca, con ferocia, chi fa crollare PONTI e che, costruendo dighe lì dove non si doveva (TUTTI sapevano della pericolosità, anche chi la sQuola dell’obbligo nemmeno aveva fatto!) in un minuto cancellò da questo miserrimo Paese migliaia di… cerbiatti. Altroché indinnniarsi per due “cascate” ad un ladruncolo.
“I carnevali passano, certe maschere restano.”
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È sempre tutta colpa della scuola,si sa!
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Se scegli un lavoro disonesto devi accettarne le pericolose conseguenze. Comunque, per fortuna, si è salvato. C’è chi svolge un lavoro onesto e viene maciullato da un treno, o stritolato da un macchinario. Se ne muore una squadra sono pronti i funerali di stato, altrimenti vanno solo aggiornate le statistiche.
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Quanta miseria.
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Mia mamma ha 89 anni,e ti posso garantire che se mi fossi trovato sul posto in quel momento mi sarei meritatamente preso l’ergastolo!
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