
(Marcello Veneziani) – Spiavo al mare un pescatore che afferrava euforico il pesce abboccato alla sua canna e la gente intorno si congratulava a vedere il povero sgrombro agitarsi e disperarsi e soffrire con quel feroce amo in gola. Ma perché se spari a un tordo sei un criminale e se uccidi un pesce sei un benemerito? Sono due creature di uguale dimensione, presumo stessa sensibilità e intelligenza; anzi il pesce ha più fosforo, invece tordo sta per fesso. Eppure la triglia non commuove e nemmeno la spigola, pesce federalista, che al nord muta in branzino. Forse il peccato originale è addirittura nel Cantico delle creature di San Francesco che esalta il creato ma si dimentica del mare e dei suoi abitanti. Non è in malafede, naturalmente, è che lui è dell’entroterra…
Sia chiaro, io sono uomo di mare, mangio il pesce, gli uccelli a tavola mi fanno senso. Con la caccia sono in perfetto equilibrio tra cacciatori e anti: da ragazzo presi la licenza di caccia ma non uccisi mai un animale. Forse per imperizia, forse per stucchevole pietà, ma mi pareva brutto sparare a un uccello disarmato, era una lotta impari. Lo avrei fatto solo se avesse sparato prima lui o se mi avesse insultato pesantemente. A me della caccia piaceva tutto, il rito, la natura, l’alba, l’arma, la tenuta, il cammino, l’appostamento, l’ascolto e la scoperta. Non l’esecuzione. E se anziché sparare gli facessimo la foto? Beccato, ora finisci su Instagram. Ma torno a chiedervi: perché vi commuove l’uccello e non il pesce, che pure è simbolo cristiano, non vi sporca i balconi, l’auto o la vostra testa, e non vi sveglia con i suoi versi? Quando vi fa gli occhi di triglia, la boccuccia da merluzzo, lo sguardo da totano, non vi commuove? Su Brambilla, pensi anche al Pesce. Santa Orata martire.
…..la gente intorno si congratulava a vedere il povero sgombro agitarsi e disperarsi e soffrire con quel feroce amo in gola. Diciamo piuttosto che l’agitarsi del povero sgombro è perchè, fuori dall’acqua non respira e morirà asfissiato. All’amo non ha neanche tempo di pensarci. Feroce è la sensazione di mancanza d’aria. E si può star tranquilli che sulla terra la quasi totalità delle persone non ha cognizione di come e perchè muore il pesce. Tirato fuori dall’acqua, con una canna da pesca o con una rete, lo si vede dimenarsi, sbattere, se è stato poggiato in terra saltellare (qualcuno pensa addirittura che lo faccia nel tentativo di tornare in acqua), ma dopo poco i suoi movimenti rallentano e quindi si arrestano. Tutti pensano che è morto. In realtà invece ha perso conoscenza. La morte lo raggiunge dopo un po’. Noi umani siamo più inclini a pensare alle cene di pesce piuttosto che al modo assai poco simpatico con il quale questo pesce arriva sul nostro piatto.
"Mi piace"Piace a 2 people
Io ne sono ferocemente conscia… e lo trovo più insopportabile della caccia, perché la morte per soffocamento è più lenta e atroce.
Mio padre lo sa bene… da piccola mi portò a pesca, ma tornò a casa col “carniere” vuoto: lui pescava da una parte e io, impietosita, ributtavo in mare dall’altra.
Indovinate se mi ha mai più portato…
"Mi piace"Piace a 1 persona
Oh Marcellino, pur di non parlare dei guai che combinano i tuoi amici al governo ci racconti la favoletta del nonno. Vabbè è Ferragosto, ma guarda che i merluzzi mica abboccano tutti…
"Mi piace""Mi piace"