
(MARIO TOZZI – lastampa.it) – In “The Game of Thrones” l’inverno arrivava sotto forma di tempeste di ghiaccio. Aveva qualche anno di ritardo, è vero, ma nemmeno in quella fiction si sognavano di far scivolare lastre di ghiaccio per le strade di Seregno ridotte a fiumi o di schivare superchicchi di grandine grossi come palle da tennis a Melzo, il tutto vedendo zigzagare tornado scuri e minacciosi a pochi chilometri di distanza, proprio dentro la capitale produttiva del Paese. E non in pieno inverno, ma nel cuore dell’estate 2023, contrassegnata da fenomeni estremi come difficilmente prima.
Fenomeni simili si stanno ripetendo in altre parti del mondo, come stanno riprendendo quota gli spaventosi roghi che pensavamo di esserci lasciati dietro le spalle lo scorso anno: ancora in Grecia, questa volta nelle isole, fra poco in tutto il Mediterraneo, non essendo possibile escludere nessuna terra dall’attacco del fuoco, che da mesi divora anche la più grande foresta boreale primigenia nella British Columbia. Mentre ondate di calore sempre più feroci minano alla base la biologia degli ecosistemi e dei viventi, sapiens compresi.
Per quanto possa apparentemente sembrare strano, l’insieme di questi fenomeni ha un unico minimo comune denominatore che si chiama cambiamento climatico: le quantità di calore sempre maggiori in atmosfera sono in grado di investire città e uomini, alimentare le correnti ascensionali che incrementano le dimensioni dei chicchi di grandine e seccare fiumi e boschi, dando più energia e spazio agli incendi. D’altro canto, tutta quella energia termica in sovrabbondanza viene evacuata attraverso perturbazioni meteorologiche a carattere violento che vanno dalla tempeste di ghiaccio ai tornado, dai temporali autoalimentati alle alluvioni improvvise. Gli specialisti del clima hanno dedicato particolare attenzione a questi fenomeni nei loro rapporti più recenti, riuscendo a prevederli quasi nel dettaglio e identificando con certezza la tendenza climatica globale al rialzo accelerato, anomalo e globale delle temperature medie dell’atmosfera e degli oceani. Un clima estremo, contrassegnato da eventi meteorologici fuori misura, fuori dalle regioni tipiche e fuori dalle stagioni usuali, questo quello che ci aspetta.
La voce degli scienziati sulle cause dell’attuale cambiamento climatico è univoca come su pochi fenomeni fisici: del resto almeno mezzo secolo di studi e modelli climatici che puntualmente si avverano non possono essere smentiti dal solito ex-scienziato che trova un errore che nessuno aveva notato nei report climatici, o da chi presume volontà coercitive sull’umanità da parte di eco-terroristi portatori di un nuovo green pass da imporre alle poveri genti, mentre le lobby verdi lucrano profitti sui pannelli fotovoltaici che, si sa, sono peggio dei pozzi di petrolio. Di tutti gli articoli scritti da specialisti che studiano le cause del cambiamento climatico, oltre il 97% afferma che è causato dalle attività dell’uomo, con un livello di confidenza superiore al 95%.
Ma, di fronte a questo dato, c’è ancora chi vorrebbe prendere tempo e, magari, arrivare alla certezza del 100%, ovviamente impossibile, prima di fare qualcosa. Curiosamente sono sicuro che gli stessi non mangerebbero affatto una pizza in cui la mozzarella fosse avvelenata non dico al 95%, ma neanche al 5%. E’ vero, in molti articoli non c’è riferimento alla cause antropiche del cambiamento climatico, ma semplicemente perché non si occupano delle cause o perché le si danno per scontate, esattamente come non si ribadisce in ogni articolo sulla tettonica delle placche quale sia il meccanismo che la mette in atto: sono i moti convettivi nel mantello e non c’è bisogno di ripeterlo ogni volta.
Perché è importante questo consenso scientifico schiacciante sulle cause del cambiamento climatico? Perché darebbe ai politici ampia giustificazione delle misure improcrastinabili che andrebbero prese, prima di tutte, quella di azzerare le emissioni climalteranti, partendo dalla cessazione di ogni forma di sussidio pubblico, anche velato, alle compagnie gas-petro-carboniere. E all’investimento di ogni risorsa, fino all’ultimo centesimo, in energie rinnovabili. Il prezzo della transizione energetica non dobbiamo pagarlo noi in bolletta, lo devono pagare le multinazionali dei combustibili fossili che, invece, stanno ancora investendo in trivellazioni future. Proprio mentre gli scienziati hanno informato che, se volessimo davvero mantenerci entro 1,5°C di incremento delle temperature atmosferiche nel prossimo futuro, dovremmo lasciare sottoterra per sempre il 90% del carbone e il 60% di gas e petrolio. Il cambiamento climatico è un fenomeno fisico e va trattato con metodo scientifico, non con approssimazione e negazionismo d’accatto. Se non piace ciò che gli scienziati suggeriscono, ci si prenda la responsabilità dei roghi, dei fiumi di ghiaccio in estate e delle grandinate fuori misura. Si vede che a qualcuno convengono.
La catastrofe conviene a chi ci campa. Proprio come Mario Tozzi .
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come le malattie arricchiscono i medici, l’ignoranza i prof., la fame gli agricoltori e gli allevatori, i turisti gli albergatori ecc.. ecc..
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E come i creduloni arricchiscono i giornali della famiglia Elkann
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Se non credi nella Scienza – l’ho scritto pure altrove in questo blog – evita di scrivere su Internet e di usare i telefonini visto che in questo modo alimenti le tasche ed i conti correnti di Bill Gates e di Big Chip. Torna a scrivere con carta e penna così ci risparmi le stupidaggini e fai pure una favore alla Natura (oltre che a noi!).
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Herr Professor, sono laureata in fisica e in meteorologia. Al contrario degli astrologi del meteo e dei propalatori di disastri ambientali economicamente vantaggiosi.
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“Se non credi nella Scienza – l’ho scritto pure altrove in questo blog – evita di scrivere su Internet e di usare i telefonini…”.
BUUUUHAHAHAHAH!!!!
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Mi sa che con le caxxate che scrivi sei laureata in meteorismo.
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Peter e Gatto arrivano sempre in coppia.Che strano.
Ahahahahahhahaah
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Scusi lei come spiega l’aumento delle temperature medie globali e l’intensificarsi dei fenomeni estremi? Ha qualche pubblicazione in merito che possa dar conto dell’evoluzione del clima?
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Volete la catastrofe climatica o i climatizzatori accesi?
Perché nessuno se ne esce con una perla di lungimirante saggezza così? La gente, anche quella più umile ed ignorante e che è impregnato di negazionismo e di scetticismo nei confronti degli scienziati capirebbe!
spegnerebbe immediatamente il condizionatore che consuma ed immette calore in atmosfera e si adatterebbe a lavorare e vivere con 35 gradi e un umidità del 95%!!
come faccio io che il condizionatore non ce l’ho…
Non so perché ma non riesco proprio a sentirmi in colpa e responsabile per la mia auto turbodiesel di 13 anni fa, se avessi una Tesla mi sentirei più virtuoso e dalla parte dei giusti, di coloro che rispettano l’ambiente?
Poi vedo il mega yacht e le navi da crociera con i mega motori accesi h24 che non usano carburanti ecologici e hanno deroghe su deroghe e consumano ed inquinano come 80 bus che sgasano contemporaneamente e 50 Lamborghini (sicuramente elettriche ed ecologiche) pronte a portare in giro i riccastri… e mi dico ma vaf*****lo va!
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Capisco il ragionamento, ma ognuno dovrebbe fare la sua parte senza guardare troppo a chi e’ un po’ piu’ colpevole. Mai come ora l’umanita’ e’ tutta sulla stessa barca…
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Eravamo sulla stessa barca anche durante la pandemia, come all’ora l’emergenza arricchisce qualcuno ed impoverisce qualcun altro come all’ora la politica guarderà al bene comune e qualcuno non si fiderà e sarà scettico (come ci si può fidare della politica?) come all’ora pagheranno gli ultimi o al limite i penultimi, per consentire ai primi di guadagnare ancora di più.
Come all’ora l’uomo cercherà di rimediare ai suoi errori commettendone altri, causando danni, sprechi, inquinamento ancor maggiore, rifiuti tossici, consumo delle risorse (diverse però perché i combustibili fossili sono brutti e cattivi) … è nella sua natura.
L’uomo è un cancro per il pianeta! Per il semplice fatto di esistere e di essere troppo numeroso e troppo intelligente…
Diamo un green pass a tutti, attacchiamoci un certificato eco nella schiena, misuriamo ogni nostra azione con un’unità di misura che indichi l’inquinamento prodotto. Anche una nostra scorreggia immette gas serra pericolosi, cominciamo tutti a mangiare meno fagioli allora sant’Iddio!
Poi confrontiamo quanto consuma ed inquina una guerra, la produzione di armi, un test nucleare, una vacanza ad Abudabi (magari per sciare dai…) e costringiamo un povero cristo a fare un mutuo ventennale per comprarsi un auto elettrica… o tassiamo il suo comportamento inequivocabilmente dannoso per il pianeta, perché anche LUI deve, nel suo piccolo, salvare il mondo!
E buona catastrofe a tutti…
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Volete la catastrofe climatica o i pannelli fotovoltaici sul tetto e nei terreni incoltivaibili?
A me sembra una domanda che porterebbe a risposte più positive.
Poi se il fotovoltaico e l’eolico dovrebbero essere nelle mani dei privati o dello stato nazionale come era per gli idrocarburi
È un’altra questione.
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Volete la catastrofe climatica o i condizionatori accesi?
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Il cambiamento climatico è purtroppo un ENORME problema di vita CIVILE futura. La fine ,se le cose non cambieranno, non sarà veloce e indolore ma, sarà lenta e violenta. E’ questo ,da buoni genitori ,che vogliamo lasciare ai nostri amati Figli?
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Dunque, negli ultimi tre secoli i Paesi più sviluppati hanno inquinato e continuano a inquinare smodatamente per il loro sviluppo. Chi glielo va a dire ai Paesi emergenti e in via di sviluppo, cioè la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, che non possono continuare a svilupparsi rinunciando a inquinare, tanto più che gli compriamo noi, Paesi maggiormente inquinanti, parte del loro diritto a inquinare, in base agli scandalosi accordi ETS di Kioto del 1997?
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“…Il cambiamento climatico è un fenomeno fisico e va trattato con metodo scientifico, non con approssimazione e negazionismo d’accatto. Se non piace ciò che gli scienziati suggeriscono, ci si prenda la responsabilità dei roghi, dei fiumi di ghiaccio in estate e delle grandinate fuori misura. Si vede che a qualcuno convengono.” Concordo assolutamente!
Coloro che negano le conclusioni della Scienza, sia sulla pandemia che sul cambiamento climatico, spesso sono anche quelli che ci sfracassano i gabbasisi coi loro scritti demenziali su Internet o su Whatsapp. Se fossero coerenti con loro stessi, almeno una volta nella loro stupida vita, che la smettano di usare PC, telefonini e i-Pad che ingrassano Bill gates e la spectre dell’Informatica, e tornino ad usare carta, penna e la vecchia cassetta postale.
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Ma smettila co6lione!
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Le menzogne che riscaldano il clima
Date: 25 Luglio 2023Author: ilsimplicissimus
Come si poteva immaginare – vista la banalità e prevedibilità assoluta della cupola di potere e dei suoi megafoni dell’informazione – il picco di caldo estivo nell’Europa meridionale, è stato sfruttato a fondo per inoculare le suggestioni del catastrofismo climatico che serve alle oligarchie per le loro ingegnerie sociali. Così i record a parole hanno infranto ogni record e ogni livello di stupidaggini per chiosare un’ estate calda. E fino a che le cazzate le scrive il redattorino che vuol fare la Greta giornalaia, il danno fatto a una corretta informazione con il sensazionalismo da quattro soldi, esattamente quanto vale chi lo fa, è grave, ma non mortale. Quando invece è l’Agenzia spaziale europea a produrre un deliberato inganno climatico allora ci si deve domandare qual è il ruolo reale di questi enti e istituzioni che hanno una direzionalità politica più che uno scopo scientifico che vada oltre il compito di tappare i buchi della Nasa, facendo cose marginali.
E’ a questo Ente che si deve infatti uno sciatto rapporto del 13 luglio scorso – evidentemente commissionato – nel quale si parte parlando della temperatura dell’aria, durante l’ondata di caldo nell’Europa meridionale , ma in realtà si danno poi le temperature al suolo prese da satellite, queste ultime come si sa sono molto più alte e “vietate” in meteorologia perché fuorvianti: non ha senso prendere la temperatura dell’asfalto o del cemento e spacciarla o tentare di farlo come temperatura dell’aria. L’immagine di apertura svela appunto l’inganno, visto che nella cartina sono segnate le temperature al suolo invece di quelle dell’aria. Ma questa differenza cruciale è passata completamente inosservata ai media e ai giornalisti che hanno riferito di nuove temperature record. Quando lo stratagemma è stato scoperto dai lettori più attenti e informati era troppo tardi: la notizia si era diffusa in tutto il mondo ed era già penetrate nelle menti prive di difesa. Così si è costruito il falso record dei 48 gradi che non ha alcuna consistenza se non nel gioco degli inganni mentre le temperature massime dell’aria sono ancora lontane dai 47 gradi di Atene, mantenuti per diversi giorni nel 1977 quando c’era molto meno Co2 rispetto ad oggi. Alla fine abbiamo scoperto che d’estate può fare caldo.
A questo inganno dell’Esa e al coro di sciamannati che gridano alla catastrofe ad ogni incendio di sterpaglia dimenticando i grandi incendi dolosi per “autocombustione” che si sono susseguiti per mezzo secolo grazie alla speculazione, si è aggiunto anche una sorta di giochino cognitivo, per cui si è tentato di collegare il catastrofismo climatico ai risultati di uno studio secondo il quale 400 mila anni fa la Groenlandia era libera dai ghiacci cercando in questo modo di aumentare il livello di allarme e dunque di consenso alle folli politiche di Net Zero. Ma se i ghiacci si sono sciolti al di fuori di ogni influsso antropico e probabilmente a prescindere dai livelli di Co2 che non è stata misurata nella “carota” di ghiaccio presa dai ricercatori, questo significa che l’influsso dell’uomo sul clima conta poco o niente. A dire la verità per anni i portatori non sani di catastrofismo hanno dato battaglia all0pinione peraltro più che fondata che Groenlandia significasse in lingua vichinga o norrena “terra verde” proprio perché se fosse passata l’idea di un clima indipendente dall’influsso antropico, allora tutto il retrostante piano politico – sociale sarebbe stato in pericolo mentre adesso si dice che potremo evitare queste oscillazioni climatiche solo se non produrremo Co2: il ragionamento è così idiota che forse potrebbe ambire ad essere uno storico esempio di cretineria, ma dimostra come ormai ci si attacca proprio a tutto, anche ai rami cedevoli pur di dare a bere la narrazione climatica. Che insomma la stupidità non solo viene arruolata nelle file del catastrofismo, ma fa anche carriera.
Tuttavia la cosa più divertente è che in realtà la conferma della diminuzione progressiva delle macchie solari ci dice che stiamo entrando in un Grande minimo solare durante il quale la nostra stella emetterà meno radiazioni, una riduzione del campo magnetico, già in atto e meno calore provocando così una sensibile diminuzione delle temperature medie. Gli studi sul sole permettono di comprendere che a quanto pare ci sono cicli andati in altri in altri e che ci sono circa cinque grandi minimi in un millennio, uno più o meno forte ogni 200 anni, il prossimo che già si annuncia con una eccezionale carenza di macchie sta cominciando con un certo ritardo, ma promette di essere piuttosto marcato. Forse tra non molto ci diranno di produrre più gas serra possibile: non abbiate dubbi chi gestisce politicamente il caldo sa come trarre profitto anche dal freddo.
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👏👏👏👏
Non posso che essere d’accordo con l’autore di questo articolo:il mago Otelma.
Ahahahahhah
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Ma sparscemo non interviene oggi?
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Eccone un altro che contrabbanda gli articoli del Simplicissimus per pubblicazioni scientifiche. Quando poi il mare Adriatico gli entrerà in camera da pranzo, beh allora sarà lì a denunciare l’ennesimo complotto di Nettuno….
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“in camera da pranzo”!
BUUUUHAHAHAH!
Poi toccherà alla sala da letto, al soggiorno da bagno e via andare.
Salutami l’Adriatico, siensiato!
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/07/24/temperature-record-qualcuno-trucca-i-dati-ecco-spiegata-la-confusione-degli-ultimi-giorni/7239446/
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