Poi il dietrofront: “Spiace essere frainteso”

Ignazio La Russa con il figlio Leonardo Apache

(repubblica.it) – Il presidente del Senato: “Ho interrogato Leonardo: lo rimprovero solo per aver portato a casa una donna con cui non aveva rapporti consolidati. La denuncia? Strano sia arrivata dopo 40 giorni”.

“Dopo averlo a lungo interrogato ho la certezza che mio figlio Leonardo non abbia compiuto alcun atto penalmente rilevante. Conto sulla Procura della Repubblica verso cui, nella mia lunga attività professionale ho sempre riposto fiducia, affinché faccia chiarezza con la maggiore celerità possibile per fugare ogni dubbio”. Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dopo la notizia dell’indagine a carico del figlio Leonardo Apache, 19 anni, accusato di violenza sessuale. 

Aggiunge di aver rivolto al figlio una “forte reprimenda” per “aver portato in casa nostra una ragazza con cui non aveva un rapporto consolidato” e dichiara: “Non mi sento di muovergli alcun altro rimprovero”. Afferma invece di avere “molti interrogativi” sul racconto della ragazza: “Per sua stessa ammissione, aveva consumato cocaina prima di incontrare mio figlio. Un episodio di cui Leonardo non era a conoscenza. Una sostanza che lo stesso Leonardo sono certo non ha mai consumato in vita sua”. E contesta anche la denuncia “presentata – dice Ignazio La Russa – dopo quaranta giorni dall’avvocato estensore che, cito testualmente il giornale che ne dà notizia, occupa questo tempo per rimettere insieme i fatti”. Poi, però la retromarcia: “Sono stato frainteso”.

Il dietrofront di La Russa 

Accusato da più fronti (a partire dalla segretaria del Pd Elly Schlein) di aver colpevolizzato la vittima, La Russa poco dopo le sue dichiarazioni è costretto a fare retromarcia. “Mi dispiace essere frainteso. Lo dico sinceramente. Io non accuso nessuno e men che meno la ragazza”, dice cercando di correre ai ripari. “Semplicemente, da padre – prosegue il presidente del Senato – dopo averlo a lungo sentito, credo a mio figlio. Per il resto, sottolineo il mio rispetto per gli inquirenti e il desiderio che facciano chiarezza il più celermente possibile. Leonardo ha nominato un suo difensore e da ora toccherà a quest’ultimo decidere se e quando intervenire”.

L’accusa contro il figlio 

A presentare la denuncia contro Leonardo Apache è stata una ragazza di 22 anni, che ha raccontato di aver conosciuto il giovane durante una serata in una discoteca milanese, il 18 maggio scorso, di aver bevuto insieme a lui due drink e poi di essersi risvegliata nuda nel letto con lui in casa La Russa. La ragazza ha dichiarato agli inquirenti di essere sicura che quella fosse l’abitazione del presidente del Senato perché a un certo punto si era affacciato Ignazio La Russa che vedendola nel letto se ne era andato. Sul caso indaga la procura di Milano.

Schlein dopo le parole di La Russa: “Disgustoso che il presidente del Senato colpevolizzi una donna che denuncia una violenza”

Schlein dopo le parole di La Russa: “Disgustoso che il presidente del Senato colpevolizzi una donna che denuncia una violenza”

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – La segretaria dem: “Inaccettabile da chi ha incarichi istituzionali la legittimazione del pregiudizio sessista”. Poi il dietrofront dell’esponente di FdI.

“Disgustoso”. Elly Schlein interviene dopo le parole pronunciate da Ignazio La Russa in difesa del figlio Leonardo Apache, accusato di violenza sessuale. La segretaria dem ha parlato da Enna, dove ha partecipato a un incontro sul tema dell’autonomia. “Trovo disgustoso che il Presidente del Senato colpevolizzi una donna che denuncia una violenza”, ha affermato Schlein.

La Russa ha contestato i tempi della denuncia da parte della ragazza: “Presentata dopo quaranta giorni dall’avvocato estensore che, cito testualmente il giornale che ne dà notizia, occupa questo tempo per rimettere insieme i fatti”, ha evidenziato il presidente del Senato. E sulla ragazza che ha dichiarato di aver subito violenza La Russa ha sollevato dubbi: “Per sua stessa ammissione, aveva consumato cocaina prima di incontrare mio figlio. Un episodio di cui Leonardo non era a conoscenza. Una sostanza che lo stesso Leonardo sono certo non ha mai consumato in vita sua”. Parole che però ha tentato di correggere dopo gli attacchi di Schlein: “Spiace essere frainteso – il dietrfront di La Russa – ma da padre difendo mio figlio”.

La segretaria del Pd però rileva che “al di là delle responsabilità del figlio, che sta alla magistratura chiarire, è disgustoso sentire dalla seconda carica dello Stato parole che ancora una volta vogliono minare la credibilità delle donne che denunciano una violenza sessuale a seconda di quanto tempo ci mettono, o sull’eventuale assunzione di alcol o droghe, come se questo facesse presumere automaticamente il loro consenso. Il presidente del Senato non può fare vittimizzazione secondaria. È per questo tipo di parole che tante donne non denunciano per paura di non essere credute. Inaccettabile da chi ha incarichi istituzionali la legittimazione del pregiudizio sessista”.

Le altre reazioni 

Ma ad attaccare il presidente del Senato non è solo la leader dem. “La Russa è sconcertante: la seconda carica dello Stato libera il figlio da ogni responsabilità, indagato in una vicenda delicata, di fatto pressando forze dell’ordine e magistratura e alimenta la narrazione tossica e perversa di colpevolezza delle vittime di violenza sessuale”, scrive su Twitter Alessandro Zan, deputato Pd. “Ognuno è innocente fino al terzo grado di giudizio e capisco anche il dolore di un padre nel leggere certe accuse – dice Riccardo Magi, segretario di Più Europa – Ma Ignazio La Russa non è solo un padre, è anche il presidente del Senato.  Per il ruolo che svolge, sarebbe stato meglio un dignitoso silenzio. Questa è invece un’ingerenza intollerabile da parte della seconda carica dello Stato verso chi sta svolgendo le indagini”. 

Da Alleanza Verdi e Sinistra la presidente Laura Zanella attacca: “Ci aspettiamo che il presidente del Senato si astenga dall’intervenire nella delicatissima vicenda che vede coinvolto suo figlio. Soprattutto se lo fa per contestare l’autenticità delle parole di una donna che con coraggio denuncia la violenza subita”.