“Aiutano la retorica di Mosca”. Ambiguità, ambivalenza, confusione e silenzi sui simboli nazisti al fronte ucraino. Il New York Times sa che la questione è “delicata”, soprattutto […]

(DI MICHELA A. G. IACCARINO – ilfattoquotidiano.it) – Ambiguità, ambivalenza, confusione e silenzi sui simboli nazisti al fronte ucraino. Il New York Times sa che la questione è “delicata”, soprattutto perché “Putin ha falsamente dichiarato che l’Ucraina è uno Stato nazista, affermazione che ha usato per giustificare la sua invasione illegale”. Tutto è cominciato con la fotografia diffusa dai social della Difesa di Kiev: nell’immagine c’è un soldato in divisa, passamontagna ed elmetto, che dorme in trincea accanto al suo fucile. Il giovane con le braccia incrociate sotto le palpebre chiuse fa parte della formazione “Lupi di Da Vinci”, unità nata dai paramilitari di Settore Destro ucraino. Nel ritratto commovente c’è un dettaglio nero sulla mostrina: sulla bandiera gialloblu è ricamato il Totenkopf (il teschio con le ossa usato già dai soldati di Hitler) e il numero sei, utilizzato da un gruppo folk britannico denunciato dalle ong per hatespeech e perché “sfrutta temi e immagini di fascismo e nazismo”.
Quando i reporter americani nell’aprile scorso hanno chiesto un commento alla Difesa di Kiev, il tweet è stato cancellato con una spiegazione: “Dopo aver analizzato il caso, siamo giunti alla conclusione che il logo può essere interpretato in maniera ambigua”. Altro mese, altro post. L’account Twitter delle Forze armate ucraine e poi quello della Nato hanno diffuso un mese fa l’immagine di una soccorritrice che ha sulla divisa il Sonnenrad (simbolo del Sole nero, che deve la sua fama soprattutto al generale nazista Heinrich Himmler). Presto anche quella foto è sparita. L’uso di sole nero, teschi e altri emblemi di formazioni militari naziste della Seconda guerra mondiale, sintetizza il Nyt, “evidenziano il complicato rapporto dell’esercito ucraino con le immagini naziste, rapporto forgiato sia sotto l’occupazione sovietica che tedesca durante la seconda guerra mondiale”. Quelle “immagini che l’Occidente ha cercato di eliminare per mezzo secolo” rischiano di alimentare la propaganda russa. Anche se per molti ucraini rappresentano ormai simboli di resistenza e sovranità, quelle icone in arrivo da un oscuro passato finiscono per favorire la retorica del presidente russo che nasconde interessi geopolitici e obiettivi imperialistici dietro il concetto di “de-nazificazione” del Paese; finiscono per oscurare che alla guida dello Stato ucraino ci sia un presidente ebreo. L’iconografia nazista, ha sintetizzato ancora il New York Times, “finora non ha eroso il sostegno internazionale alla guerra. Tuttavia ha lasciato diplomatici, giornalisti occidentali e gruppi di difesa in una posizione difficile. Perfino i gruppi ebraici e altre organizzazioni che tradizionalmente denunciavano simboli di odio sono rimasti in silenzio”.
Alcuni simboli, svuotati del loro senso originario, sono semplicemente diventati icone della resistenza moderna per donne e uomini che raggiungono il fronte e vanno intesi “come li vedono gli ucraini, non come sono stati usati altrove” ha detto lo storico Ihor Kozlovskyi contattato dal Nyt. Michael Colborne – giornalista di Bellingcat, sito investigativo che quotidianamente analizza la situazione sul campo denunciando i crimini e bugie delle truppe russe – gli ha fatto da contraltare riferendo che quanti sono ai vertici in Ucraina “o non riconoscono o non sono pronti a riconoscere e capire come questi simboli vengono percepiti fuori dall’Ucraina”. La scelta potrebbe addirittura favorire Mosca: “Penso che gli ucraini debbano rendersi sempre più conto che queste immagini minano il sostegno al Paese”.
Magari fossero solo simboli male interpretati. Maidan e la guerra in Donbass dimostrano ben altro . Ah,dimenticavo,la Russia ha un territorio immenso 18 milioni di chilometri quadrati su 9 fusi orari, non aveva bisogno di espandersi.
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“… non aveva bisogno di espandersi”
Ah ah ah ah ah ah!
Questa supera tutte.
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Bruciore di stomaco ? Amaro Giuliani.
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Qualcosa si muove sul fronte americano, cominciano ad averne le ballette piene, se ne accorgono ora
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ed è un video dell’anno scorso…
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Pure Hitler aveva origini ebree. lui aveva passione per la pittura, l’ucraino è un attore. entrambi non proprio eccelsi.
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Il SERVILISMO di questi BIPEDI di tv e stampa igenica e’ imbarazzante perche’ e’ palese che sanno e vedono tutto, anche il nazismo mediatico e’ un mestiere, che non ha niente a che vedere col GIORNALISMO.
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Ah è solo IMBARAZZANTE?
Non è la causa dell’odio razzista verso i russofoni del Donbass, atti solo a scavargli le miniere di terre rare?
E i loro bambini che dovevano vivere nelle cantine, mentre i loro andavano a scuola?
E il loro eroe nazionale Stepan Bandera, autore di crimini nazisti contro 1milione e mezzo di ebrei?
Tutti SOLO simboli imbarazzanti?
Un simbolo È SOSTANZA, perché, in una forma, racchiude un SIGNIFICATO.
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Quanta ipocrisia, quante falsità ci hanno propinato in quest’anno e mezzo.
Eppure cosa bollesse in pentola nell’Ucraina golpista al servizio USA lo sapevano da anni.
Purtroppo Putin e la Russia continuano a fare “la guerra” con le braccia legate dietro la schiena.
Se ci avessero sbarazzato senza pietà di questa masnada di ucronazi criminali e spietati avrebbero fatto un servizio migliore all’umanità.
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Il fatto di avere una nonna ebrea non fa automaticamente diventare ebreo, credente e praticante, un nipote.
Ma anche lo fosse, non è detto che gli debba interessare più la memoria dei suoi avi rispetto alla sua vita e quella dei suoi famigliari. Di certo i fanatici estremisti armati non gli farebbero carezze se Zelensky legiferasse contro di loro.
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Di solito gli appartenenti alle forze militari, qualsiasi esse siano,
sono di tendenze destrorse.
Questi sono “Lupi”, probabilmente forze elitarie composte da gente motivata.
Che meraviglia c’è nello scoprire che sono fascistelli.
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