L’arroganza di un potere senza cultura istituzionale

L’arroganza della destra al potere tracima con sempre maggior baldanza. Negli ultimi giorni i segnali di fastidio e irritazione per le posizioni degli avversari si sono accumulati.

(PIERO IGNAZI – editorialedomani.it) – L’arroganza della destra al potere tracima con sempre maggior baldanza. Negli ultimi giorni i segnali di fastidio e irritazione per le posizioni degli avversari si sono accumulati. L’ineffabile senatore Calderoli, autore di una legge elettorale autodefinita «porcata» e appropriatamente etichettata Porcellum, ha intimato alle opposizioni di inchinarsi al nuovo potere: non si devono permettere di mettere i bastoni fra le ruote della gioiosa macchina da guerra meloniana.

Come un novello Brenno intima un vae victis agli sconfitti: devono chinare la testa di fronte ai nuovi padroni che graziosamente possono ascoltare le loro suppliche. Ancora peggio, se possibile, Maurizio Gasparri che, dall’alto della sua esperienza nel mondo della destra missina negli anni delle stragi e degli accoltellamenti, definisce «eversiva» la posizione di coloro che non plaudono ai progetti di riforma costituzionale del governo.

Infine, la stessa presidente del Consiglio, non paga di aver convocato a palazzo le sparse schiere dell’opposizione, poi ribadisce che andrà comunque per la propria strada indipendentemente dalle loro opinioni. A questo affresco non può mancare la tabula rasa in ogni ente pubblico dove, salvo casi sporadicissimi, vengono piazzati amici e famigli a prescindere dalle loro competenze.

E poi straparlavano di merito. Caso emblematico di questa razzia di posti, ma è un cogliere fior da fiore, la candidatura di Giampaolo Rossi a direttore generale della Rai. Non era bastato il putinista Marcello Foa voluto da Salvini nel 2018, ora è la volta di un cospirazionista, No-vax, e altrettanto puntinista.

Rossi, in linea con il manifesto ideologico di FdI (Le Tesi di Trieste) denunciava il complotto ordito per instaurare un «nuovo ordine mondiale», al centro del quale si staglia il finanziare di origini ungherese ed ebraiche George Soros, «speculatore globalista con il vizietto di destabilizzare governi democraticamente eletti» e sponsor della «grande sostituzione» per fiaccare la razza bianca: un uomo paragonato a Shelob, il «malefico essere a forma di ragno» della fantasy di Tolkien, autentico riferimento culturale della destra meloniana.

La destra al potere inquieta perché dimostra di essere ancora all’anno zero quanto a cultura istituzionale. Non solo i suoi uomini nel sottogoverno hanno fedine ideologiche tutt’altro che immacolate. Anche la visione dei rapporti politici risente di una sorta di machismo istituzionale per cui chi ha vinto le elezioni comanda e gli altri non possono far altro che accucciarsi.

L’opposizione è ammessa se la fa la brava, se non disturba troppo, se non alza voce. Se si adegua, insomma. Non può pretendere di insidiare la poltrona conquistata. L’insofferenza che esplode ad ogni critica serrata fornisce la cartina di tornasole di una maturazione democratica ancora di là da venire.

12 replies

  1. Quando sparano cazzate con la bava alla bocca significa che cominciano a rendersi conto della ormai prossima fine della loro egemonia
    Cominciano a rendersi conto che il loro racconto sul fascismo, sulle stragi attribuite ai missini, sulla cultura democratica degli ex iscritti alla sezione italiana del PCUS non reggono più per cui temono si capisca che non erano quelle menti superiori di cui si vantavano.
    Insomma, le sparano sempre più grosse

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    • avete scassato, il presidente della repubblica lo eleggono i soliti poteri, in primis gli usa, io vorrei fosse eletto da noi, il parlamento è eletto con obbligo delle liste bloccate, che vuol dire che io non scelgo e poi una volta votato l’eletto fa il caxxo che gli apre, a questo punto che vai a fare a votare, il presidente mattarella ha ostacolato solo il m5s, per il resto ha firmato tutto, non è il mio presidente è il presidente di renzi e la sua banda, la costituzione è vecchia e va cambiata, in modo che il cittadino sia più partecipe e presente, ad esempio per i referendum ,renderli più accessibili e agevoli, la presidenza della repubblica ci costa 230 milioni l’anno, e mattarella dopo che ha messo a posto i suoi nipoti e amici,ma per favore, dopo napolitano è il peggiore presidente che abbiamo e bisogna tenerselo altrimenti eleggerebbero la russa, io lo toglierei il presidente della repubblica, troppe cariche e costose, fini a se stesse

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  2. questo metodo guappesco usato da questi nuovi mammasantissima, è iper apprezzato dal popolo bue assetato di sangue, che più al proprio bene, è gaudente delle disgrazie degli altri, additati genericamente come comunisti. essendoci un’opposizione che è un’accozzaglia maleodorante di egonullità, i nuovi guappi hanno immense praterie da saccheggiare.

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  3. Peccato che l’antiSoros e putinista al comando è la leccapiedi Numeo 1 di Biden e Van der laiern. Ma il “Domani” ancora deve venire e quindi arrivarci.

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  4. Io sono io e voi non siete un caxxo, io ho vinto e vi dovete appecoronare davanti ai vincitori, questo è il mantra de sti scappati de casa.
    Ringrazzassero a vita i media del caimano e la par condicio che obbligava ogni trasmissione ad avere un fratellino che prometteva tutto, ben sapendo che i pesci avrebbero abboccato.

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  5. Giampaolo Rossi un’era fa era putinista come lo era la Meloni… oggi che la Meloni non lo è più, di sicuro avrà cambiato infatuazione

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