
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Mentre leggete questo articolo, si combattono nel mondo oltre 40 guerre: lo dice l’ultimo rapporto di Amnesty International. Ma si parla soltanto di una: quella in Ucraina, perché l’ha deciso la Nato, che si crede il mondo intero e si finge un’“alleanza difensiva”. I direttori di alcuni quotidiani firmano un sacrosanto appello a Putin contro […]
Cappuccetto Rosso
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Mentre leggete questo articolo, si combattono nel mondo oltre 40 guerre: lo dice l’ultimo rapporto di Amnesty International. Ma si parla soltanto di una: quella in Ucraina, perché l’ha deciso la Nato, che si crede il mondo intero e si finge un’“alleanza difensiva”. I direttori di alcuni quotidiani firmano un sacrosanto appello a Putin contro l’arresto del giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, che rischia 20 anni di carcere in Russia per spionaggio per avere svelato i crimini di guerra del gruppo Wagner. Purtroppo si scordano di lanciare un appello a Biden e Sunak contro l’estradizione del giornalista Julian Assange, che rischia 175 anni di carcere negli Usa per spionaggio per aver svelato i crimini di guerra degli americani. E si dimenticano di chiedere a Zelensky di collaborare finalmente – dopo nove anni di depistaggi analoghi a quelli egiziani su Regeni – alle indagini della nostra magistratura sull’omicidio del giornalista italiano Andrea Rocchelli, assassinato nel 2014 dalle sue truppe in Donbass mentre documentava gli orrori della guerra civile.
Grande scandalo per un cablo rubato del Pentagono, svelato dal Washington Post, secondo cui “l’Egitto è pronto a produrre 40 mila razzi per la Russia”. Ma come: il feldmaresciallo al-Sisi, il golpista sostenuto da Usa e Ue per rovesciare nel 2013 il presidente Morsi dei Fratelli Musulmani (l’unico nella storia egiziana a vincere elezioni democratiche), che grazie a Draghi ha aumentato le forniture di gas all’Italia per ridurne la dipendenza dalla Russia, si dimentica degli amici? Stesso scalpore per la notizia che la Turchia dell’amico Erdogan, apprezzato membro Nato, dopo aver armato sia Mosca sia Kiev prima della guerra, è pronta a rifornire la Wagner in Mali e in Ucraina. Ma come: pure l’amico Sultano, mentre stermina i curdi che hanno sconfitto l’Isis per conto nostro e suo, fa il doppio gioco? Di questo passo, scopriremo presto che anche l’Algeria, altro Paese scelto da Draghi per ridurre la nostra dipendenza energetica da Mosca, non solo è retto da una feroce dittatura, ma è partner commerciale e militare della Russia, infatti un anno fa all’Onu s’è astenuto sulla condanna dell’attacco all’Ucraina. Manca solo un cablo top secret che sveli ciò che tutti sappiamo: tipo che, per non dipendere più dalle fonti fossili russe, ora dipendiamo da quelle di Angola, Mozambico, Congo, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Qatar, i cui regimi fanno impallidire l’autocrazia putiniana. Così forse smetteremo di sorbirci la fiaba alla Cappuccetto Rosso (Papa dixit) sulla guerra dei buoni contro i cattivi. E prenderemo finalmente atto della regola numero 1 della geopolitica: “Il più pulito ha la rogna”.
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Grazie Raf.
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Sempre grazie Travaglio…
E a Raf che ce lo fa leggere per primi.
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Che mondo schifoso. MT , pur con il suo rigore morale, descrive le situazioni con una freddezza chirurgica. Ma ci sarebbe da vomitare. Penso a Assange, in prigione con 4 diversi primi ministri, nella patria del diritto moderno.
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Il paradiso di Bandera.
Venghino, siori, venghino. C’é posto per tutti i liberal-democratici.
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Sei solo fango piccola scimm.a troglodita
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Solo un pezzo di mer.a può godere per quesata foto…fottiti homo erectus
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Sappiamo bene dove nascono e come muiono le guerre ! E ogni volta lo dimentichiamo…il genere umano non ha oramai piu alcuna speranza di evolversi
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Sembra il gioco Risiko quello descritto da Travaglio , ma è la tragica realtà.
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È proprio quello che dice Travaglio il problema del mondo, un Occidente che ha sempre meno popolazione e nuove potenze che si fanno strada con una concezione di futura supremazia da far terrore . Io voglio che siano gli americani a comandare, le altre “civiltà” fanno schifo.
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Molte “civiltà”che ti fanno schifo sono così perché hanno avuto un decisivo intervento americano!
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Vai negli USA se vuoi essere comandata da loro.
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O perche’ hanno deciso di seguire il modello economico a senso unico degli Stati Uniti, che sembra bello e luccicante ma dietro nasconde individualismo arido, disuguglianza, sfruttamento, … in una parola: infelicita’.
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Ahahahah popolo guerrafondaio il più armato al mondo, hanno iniziato sterminando i popoli nativi della propria terra per poi proseguire con colpi di stato in varie nazioni, specialmente in America Latina favorendo governi militari o governi direttamente emanati dalla Cia. Sono gli unici ad aver utilizzato la bomba atomica, hanno fatto guerre per impossessarsi delle materie prime e per portare nazioni ad essere alle loro dirette dipendenze economiche. Paghiamo il loro debito pubblico come se fosse il pizzo mafioso. In Italia abbiamo avuto stragi dietro le quali c’era la Cia, e abbiamo il nostro territorio pieno di arsenali atomici. Però ci hanno portato la Coca-Cola e gli hamburger, che cosa vogliamo di più?
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👏👏👏
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👏👏👏👏👏
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Affoghi nella paura (tuo padre e\o tua madre erano psicologicamente o fisicamente violenti per caso?), e reagisci schiumando rabbia.
Anche Gli affiliati alla mafia sperano che sia sempre la loro mafia a comandare, e temono come la peste la legalità e la giustizia.
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Castellana, sembri uno psicologo imbottito di psicofarmaci (stile Claudio Foti per intenderci ) , se commento così è perché ritenevo travaglio una persona intelligente, e leggere i suoi strafalcioni mi dà sui nervi.
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“Purtroppo si scordano di lanciare un appello a Biden e Sunak contro l’estradizione del giornalista Julian Assange”
Perché stupirsi? Sono i più fervidi sostenitori della dottrina suprematista atlantista, la più bieca ed estesa forma di razzismo mai apparsa sulla terra: il titolare di tale dottrina ha sterminato popolazioni di ogni etnia, colore e religione, giustificando il tutto con menzogne acclarate o pretesti mossi da imperialismo criminale.
Gli altri non sono certo migliori, intendiamoci, ma almeno risparmiamo la etichetta di poliziotto buono del mondo a una nazione che campa di guerre fin dalla sua nascita e che chiama questo “esportazione della democrazia”, altrimenti va a finire che gli Azov “sono partigiani” .
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L’unico modo per non dipendere energeticamente da una qualche dittatura assassina sono le rinnovabili. Jeremy Rifkin ha definito l’Italia “L’Arabia Saudita delle rinnovabili”. Abbiamo tantissimo sole, mare, vento, pioggia, geotermico. Se avessimo una seria politica ecologica in pochi anni dimezzeremmo le nostre dipendenze energetiche dall’estero, ma purtroppo siamo in mano a malati di mente che progettano disastri ecologici nell’Adriatico per estrarre un paio d’anni (scarsi) di gas nostrano, dopodiché il gas finirà ma i danni all’ecosistema no. Complimenti per queste visioni a lungo termine.
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Pioggia?
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Sempre meno, ma siamo comunque a metà classifica sui duecento paesi monitorati. Poi con i cambiamenti climatici in atto nulla impedisce che tra 5-10 anni l’Italia diventi una giungla pluviale.
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Il cablo rubato al pentagono la BBC riporta che i russi lo considerano una CANARD !!!
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Dove sta il GIUSTO, se ad ogni azione, la più feroce come la più lodevole, viene contrapposta l’arma dialettica: “si, però, anche tu…”.
Putin è da condannare? Si però anche la Nato ne ha commesse di tutti i colori.
Un gruppo di giornalisti firma un appello per la liberazione del reporter americano? Si però nessuno ha mosso un dito per Assange.
L’Italia cerca (giustamente) di emanciparsi dalla dipendenza russa da gas e materie prime? Si però l’Egitto e l’Algeria…
C’è un che di qualunquista in tutto questo. In geopolitica “il più pulito ha la rogna” fa il paio con “i politici so’ tutti ladri” o “la politica è una cosa sporca”.
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Tutte verità incontrovertibili
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Controvertibilissime, invece.
Che senso ha un appello per la liberazione di un giornalista americano (accusato dai russi di essere spia, ma poniamo che non sia vero perché i i russi raccontano palle e gli americani mai) in nome della “libertà di stampa dell’Occidente” se un giornalista come Assange è sepolto vivo da anni in attesa di esserlo per tutta la vita e quei giornalisti solidali con l’uno si dimenticano di esserlo per l’altro?
La serietà di un appello fa rima con la coerenza di chi lo sottoscrive o no?
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@Gsi
una verità è verità e basta, cosa c’entra che abbia poco senso. Santo Loquasto discettava sul qualunquismo de “il più pulito ha la rogna”. E però è proprio così, è il problema del nostro tempo. Più che di senso parlerei di credibilità che è ai minimi storici: quale credibilità hanno quei giornalisti che lanciano un appello per la liberazione del giornalista americano scordandosi completamente di Assange? Nessuna, ma ciò non cambia il fatto che siano stati entrambi imprigionati per aver svelato segreti di Stato.
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Scusa @Lucapas, quando discettavo di qualunquismo ho dimenticato di aggiungere: “di destra”.
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Qualcosa cambia invece, Lucapas.
Il giornalista americano verrà liberato sia che esso sia una spia o che sia un onesto giornalista che stava svolgendo suo lavoro.
Il Paese più potente e armato del mondo riuscirà a farlo liberare con uno scambio di prigionieri o altro.
L’appello dei giornalisti occidentali e il battage mediatico che ne seguirà, aiuteranno a creare le condizioni ottimali per la sua liberazione.
Assange, invece, continuerà a marcire in cella perché il Paese più potente e armato del mondo ha deciso che per lui NON si creeranno condizioni favorevoli ad una sua liberalizzazione.
Trova le differenze.
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“Trova le differenze”.
A parte il fatto che paragonare il caso Assange a quello del giornalista americano è una roba fuori dal mondo. A parte questo, per quanto mi riguarda, preferisco tutta la vita essere giudicato da un tribunale americano che da uno russo.
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Provaci Loquasto,
Poi ce lo racconti qui su Infosannio😁
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@tuttoguasto sempre più guasto
Questa è la tua america
Oppure questa
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Sempre per tutto tutto guasto
Se vuoi ne trovi a decine di video della giustizia ammeri-cana, come questi,
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Proprio oggi Cagliostro che i russi decapitano in diretta un soldato ucraino?
Tu e SM siete due pagliacci, amanti delle gare dell’orrore, tutte a senso unico naturalmente.
Io sono un pacifista, voi i veri guerrafondai.
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Che poi i russi mettano un video che li incriminano di omicidio solo tu puoi crederci,
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Sei solo un poveretto travisato da msm
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Questo è l’articolo a cui ti riferisci.
FONTE IMMAGINE,IMMAGINI GETTY
Didascalia dell’immagine, il
Il presidente dell’Ucraina ha condannato il video dicendo “dobbiamo sconfiggere il terrore”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invitato i leader mondiali a rispondere dopo che è emerso un video che mostra apparentemente un soldato ucraino decapitato da un militare russo.
“Tutti devono reagire. Ogni leader. Non aspettare che questo venga dimenticato”, ha detto in un discorso video.
Il servizio di sicurezza SBU ucraino ha detto che stava indagando sul “crimine di guerra”.
Il Cremlino ha detto che il video era “orribile”, ma è stato necessario verificarne l’autenticità e chi c’era dietro.
ANNUNCIO
Il video sgranato ed estremamente grafico sembra essere stato girato su un telefono cellulare, e forse durante i mesi estivi. Mostra un uomo in uniforme militare che indossa un bracciale giallo, spesso indossato come simbolo identificativo dai soldati ucraini.
L’autore e altri uomini visibili nella clip hanno bande bianche sulle gambe, che i soldati russi sono noti per indossare come mezzo di identificazione.
Fotogrammi video che mostrano un bracciale giallo e un involucro di stoffa bianca per le gambe usati rispettivamente dai soldati ucraini e russi
Possono anche essere ascoltati parlare russo, anche se questo non è conclusivo poiché molti ucraini parlano anche russo.
Durante il breve video, la vittima con la fascia gialla al braccio viene decapitata da un uomo armato di un grosso coltello che indossa una fascia bianca intorno alla gamba.
Ad un certo punto, uno degli uomini solleva un giubbotto antiproiettile con un segno di tridente, il simbolo dello stato dell’Ucraina.
I colori e la forma del distintivo del tridente sono simili alle insegne delle forze di terra ucraine.
L’armatura presenta anche quello che sembra il simbolo del teschio del Punitore (un personaggio dei fumetti), che nell’attuale conflitto è stato visto essere indossato dai combattenti di entrambe le parti.
Frame video che mostra toppe indossate su un pezzo di armatura tenuto davanti alla telecamera
A terra è visibile anche un libretto verde simile a un passaporto. Nel video è capovolto (evidenziato di seguito) ma il suo aspetto corrisponde a quello della carta d’identità militare ucraina standard per colore, presenza del simbolo del tridente ucraino e disposizione della scritta.
Frame video che mostra quello che sembra essere un biglietto militare ucraino a terra, che viene rilasciato ai soldati quando sono registrati per il servizio militare. Viene mostrata anche un’immagine nel riquadro di un biglietto militare per riferimento
Si è ipotizzato online che il video sia stato girato vicino alla città di Kreminna, nell’Ucraina orientale.
La BBC non è stata in grado di verificare queste affermazioni poiché le caratteristiche circostanti del video offrono troppo pochi indizi visivi per identificare la sua posizione, come edifici o punti specifici del paesaggio.
Inoltre non è chiaro quando il filmato è stato girato. Sembra che provenga dal conflitto in corso, dove i bracciali bianchi e gialli sono stati usati dalle parti opposte come identificazione.
Le foglie nel video sono di un verde brillante, il che suggerisce che potrebbe essere della tarda primavera o dell’estate dell’anno scorso.
Alcuni utenti dei social media hanno suggerito che potrebbe essere stato girato a luglio, ma non possiamo verificarlo.
Il filmato ha iniziato a circolare su Telegram nella tarda serata di martedì, dopo che un popolare blogger pro-Cremlino lo ha condiviso con i suoi quasi 300.000 follower.
In seguito ha affermato di non essere la fonte originale del video e che il filmato era stato su Telegram prima che lo pubblicasse. Non siamo stati in grado di trovare alcuna versione precedente.
Da allora il video si è diffuso su Twitter.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che “nel mondo dei falsi in cui abitiamo, dobbiamo verificare la veridicità di questo filmato”.
Nei giorni scorsi è circolato sui social anche un altro video che pretende di mostrare i corpi di due soldati decapitati.
Il video mostra quello che sembra essere un corazzato da trasporto truppe M113 distrutto, utilizzato principalmente dalle forze ucraine. Un uomo che ha filmato la scena dice in russo che era passato sopra una mina. Si possono vedere almeno due corpi senza testa e senza mani distesi a terra nelle vicinanze.
Un bracciale giallo è visibile sul braccio destro di uno dei corpi, suggerendo che le vittime avevano combattuto dalla parte ucraina. Si possono vedere almeno altri tre soldati in piedi sopra i due corpi.
I commenti sui social media hanno suggerito che il video sia stato girato vicino a Bakhmut, dove le forze russe – inclusa la compagnia militare privata Wagner – hanno combattuto contro le truppe ucraine per il controllo della città.
Tuttavia, la BBC non è stata in grado di verificare la posizione del video.
Il fondatore di Wagner, Yevgeny Prigozhin, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di “non aver trovato” alcuna prova che gli eventi nel video siano accaduti vicino a Bakhmut o che abbiano coinvolto combattenti di Wagner.
Molti video raccapriccianti sono stati pubblicati online dall’inizio della guerra.
L’immagine satellitare di Bucha contraddice le affermazioni russe
Il video mostra i prigionieri russi che vengono fucilati?
Il mese scorso il presidente Zelensky ha promesso di trovare i soldati russi che apparentemente hanno ucciso un prigioniero di guerra ucraino disarmato di nome Oleksandr Matsiyevskiy.
La portavoce dell’UE per gli affari esteri Nabila Massrali ha ricordato alla Russia che deve rispettare il diritto umanitario e ha aggiunto che l’UE si è impegnata a chiedere conto a tutti gli autori di crimini di guerra commessi durante la guerra
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Dove sta il GIUSTO, se ad ogni azione, la più feroce come la più lodevole, viene contrapposta l’arma dialettica: “si, però, anche tu…”.
La NATO è da condannare? Si però anche Putin ne ha commesse di tutti i colori.
Nessuno ha mosso un dito per Assange? Si però un gruppo di giornalisti firma un appello per la liberazione del reporter americano.
L’Italia cerca (giustamente) di emanciparsi dalla dipendenza americagna da gas, materie inutili e Coca-cola? Si però la Russia e San Marino…
C’è un che di qualunquista in tutto questo. In geopolitica “il più pulito ha la rogna” fa il paio con “i politici so’ tutti ladri” o “la politica è una cosa sporca”… O “Empio LoGuasto è un poveraccio”!
PS: attendiamo il commento a corredo di @lucapaias.
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La tua dialettica, Burletta, è invece quella del filosofo mancato. Ogni enoteca italiana ne ha almeno uno.
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Che botta ben assestata Santo, bravo!
Vedrai che lui ti risponderà che è molto oltre.
Gli vengono le stimmati come Natuzza e piange sangue come San gatto.
Ahhaahahahahahha
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La tua invece è quella del co6lione realizzato: tolto il filosofo mancato (nella fattispecie, sono pure astemio…), nelle enoteche itaGliane non restano che i tuoi simili.
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Probabilmente e il “però” a condizionarti verso la sensazione di qualunquismo. Se al suo posto metti una virgola emagari una semplice congiunzione ottieni delle belle frasi di senso compiuto che semplicemente ampliano il panorama degli orrori denunciati, cosa che a me pare più lodevole che qualunquista.
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Probabilmente è…
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Probabilmente è…e magari…
Chiedo scusa per gli errori.
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Grazie Marco anche per questo “superlativo” editoriale….!!!!
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La freddezza chirurgica di Marco Travaglio è proprio la forza di questo grandissimo giornalista, mente libera e senza padroni.
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“La nascita della propaganda
Cominciamo con la prima operazione propagandistica di un governo moderno. Accadde durante l’amministrazione di Woodrow Wilson, che fu eletto presidente nel 1916 con un programma intitolato “Pace senza vittoria”. La Prima guerra mondiale infuriava, e la popolazione americana era decisamente pacifista: riteneva che non ci fosse alcun motivo per farsi coinvolgere in un conflitto europeo. L’amministrazione Wilson invece era favorevole alla guerra, perciò doveva trovare un modo per ottenere il consenso popolare al proprio interventismo. Fu dunque istituita una commissione governativa per la propaganda, la Commissione Creel, che nel giro di sei mesi riuscì a trasformare una popolazione pacifista in un popolo fanatico e guerrafondaio, deciso a distruggere tutto quanto appartenesse alla Germania, a trucidare i tedeschi, a entrare in guerra e a salvare il mondo. Fu un grande risultato, il primo di una lunga serie. Già a quell’epoca e nel dopoguerra vennero utilizzate le stesse tecniche per scatenare un incontrollato red scare (“terrore rosso”), come fu chiamato, che riuscì a distruggere i sindacati e a cancellare pericolose abitudini come la libertà di stampa e la libertà di pensiero politico. L’appoggio dei media e del mondo degli affari, che di fatto organizzò e portò avanti gran parte dell’operazione, fu determinante, e il risultato fu un grande successo.
Fra quelli che parteciparono attivamente e con entusiasmo alla propaganda voluta da Wilson c’erano gli intellettuali progressisti, persone del circolo di John Dewey, i quali, come testimoniano i loro stessi scritti dell’epoca, erano molto orgogliosi di poter dimostrare che “i più intelligenti membri della comunità”, cioè loro stessi, erano capaci di indurre alla guerra una popolazione riluttante, terrorizzandola e suscitando un fanatismo oltranzista. Il dispiegamento di mezzi fu ingente; per esempio, furono divulgate terribili storie sulle atrocità commesse dai tedeschi, cronache di bambini belgi con le braccia strappate e altri orrori di ogni sorta, che si trovano ancora nei libri di storia. Molte di quelle invenzioni erano frutto del ministero della Propaganda britannico, il cui impegno a quel tempo era finalizzato, come venne precisato nelle deliberazioni segrete, a “indirizzare il pensiero della maggioranza del mondo”. Ma soprattutto miravano a controllare il pensiero dei membri più intelligenti della comunità statunitense, che avrebbero poi diffuso la propaganda da loro escogitata e convertito un paese pacifista all’isteria di guerra. Funzionò. Funzionò tutto perfettamente, e fu una lezione: la propaganda di stato, quando è appoggiata dalle classi colte e non lascia spazio al dissenso, può avere un effetto dirompente. Una lezione che Hitler e molti altri appresero a fondo e di cui si tiene conto ancora oggi.” (Noam Chomsky)
Insomma, niente di nuovo. Basta sostituire Germania con Russia, Wilson con Biden, Dewey con Riotta (d’accordo questo forse è eccessivo).
@SL
“Dove sta il GIUSTO,”
Diccelo tu, dove sta il GIUSTO?
Io, così a naso, se il 99% dell’informazione sta tutto da una parte, direi che non sta lì. Lì c’è MANIPOLAZIONE e PROPAGANDA (vedi Chomsky qui sopra).
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Un po’ datato il brano di Chomsky.
Vuoi sapere a chi e a quale paese ho pensato appena letto del “terrore rosso che riuscì a distruggere i sindacati e a cancellare pericolose abitudini come la libertà di stampa e la libertà di pensiero politico”?
Indovina un po’?
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L’itagglia, e chi altro, vedi Landini, vedi gedi, vedi Berlusconi, vedi Cairo e Angelucci.
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Per far contento tuttoguasto
https://www.anti-spiegel.ru/2023/neuer-hersh-artikel-korruption-in-kiew-und-konzeptlosigkeit-in-den-usa/
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