Congresso Cgil, la prima volta di Meloni: dopo 27 anni un altro premier sul palco

Il 17 marzo sarà a Rimini. L’ultimo fu Prodi. Landini: “Segno di rispetto”

(di Valentina Conte – repubblica.it) – ROMA – Un premier sul palco della Cgil dopo trent’anni. Anzi, una premier e non proprio tra quelle amiche del sindacato rosso. Dopo Romano Prodi nel 1996, ecco Giorgia Meloni venerdì prossimo, a Rimini per il Congresso che incoronerà Maurizio Landini ancora segretario generale per altri quattro anni. Non era scontato. Dall’Ulivo alla Fiamma, consonanze e frizioni: c’è tutto un mondo. Compresa quella ferita, ancora aperta, dell’assalto alla sede di Corso d’Italia sfregiata da Forza Nuova.

“Un segno di rispetto e riconoscimento del ruolo di una organizzazione che rappresenta 5 milioni di persone”, dice Landini e si vede che la presenza di Meloni non gli dispiace. “Il sindacato è autonomo, parliamo con tutti. E se le cose non vanno, andiamo in piazza, come a dicembre con la Uil contro la prima manovra di questo esecutivo, come contro Draghi per la riforma del fisco”, sottolinea il leader Cgil. Però “mai avuto pregiudizi verso alcun governo, vanno misurati sui fatti e fin qui troppi tavoli finti, specie su pensioni e fisco”.

Però ecco che fa impressione risalire al 1981 per ricordare il primo premier ad un Congresso Cgil: Spadolini. E poi Craxi nel 1986 e appunto Prodi nel 1996. “Ma noi li invitiamo tutti, è la prassi”, insiste Landini. “Anche Berlusconi nel 2010, ma lui mandò Gianni Letta. E poi Renzi nel 2014 e Conte nel 2019: non vennero e non mandarono nessuno”. Invece Giorgia Meloni ci sarà.

Interverrà al terzo giorno di Congresso che si apre mercoledì 15 con la relazione del segretario. Il tema è: “Il lavoro crea il futuro”. Presenti anche i segretari di Cisl e Uil, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. E oltre 2 mila tra delegati e ospiti, compresa la ministra spagnola del Lavoro Yolanda Diaz, icona della sinistra, autrice della riforma tanto auspicata dalla Cgil di Landini, quella che mette fuori gioco i contratti a termine, brevi e brevissimi. Giovedì 16 andrà in scena il grande tavolo di confronto tra Landini e i leader di opposizione: Elly Schlein (Pd) al suo debutto da segretaria, Giuseppe Conte (M5S), Carlo Calenda (Azione), Nicola Fratoianni (Sinistra italiana). E poi appunto venerdì la premier.

Molti i punti che dividono questa Cgil dal governo più a destra della storia d’Italia. Li elenca Landini: “L’autonomia differenziata, la stretta sul Reddito di cittadinanza, la flat tax, i voucher, i migranti, la scuola, la sanità, i salari bassi, la precarietà”. Confronto aperto.

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5 replies

  1. Quell’assalto alla sede della CGIL di Roma fu organizzato qualche giorno prima del ballottaggio per l’elezione del sindaco di Roma tra un pochino e un patriota (così Meloni definisce i suoi) . Sono noti i componenti la manovalanza, ma non i manovratori. Dopo quell’assalto fu facile organizzare la solita parata “antifascista” per indurre i romani a votare per il candidato gradito del PD.

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  2. Strano.
    Come iscritto aspettavo la convocazione per il congresso di base e, invece, siamo gia a celebrare il nazionale… 🤔

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  3. Questi inviti a dir poco inopportuni hanno fatto in modo che ormai l’iscritto operaio non compare più nelle liste delle tessere della cgl.Il sindacato caro Landini deve andare contro i governi soprattutto se sono governi formati dai migliori figli de na’…….

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