La gente al bar

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Dice Bonaccini che i politici del suo partito devono saper parlare «come la gente al bar».

Immediatamente sui social si è aperto il dibattito e alcuni erano così smaniosi di affibbiare l’etichetta del populista al possibile futuro segretario del Pd da dimenticarsi di leggere per intero la bella intervista di Aldo Cazzullo da cui quella frase era stata estrapolata.

Avrebbero scoperto che Bonaccini era partito da un esempio concreto: il tecnicismo «cuneo fiscale» che i politici di sinistra usano al posto del più comprensibile «taglio delle imposte sul lavoro». Bonaccini intendeva dire che il Pd deve farsi capire, non che per farlo deve ricorrere a slogan e parolacce.

Si può parlare chiaro anche senza essere beceri, benché quest’ultima sia una scorciatoia molto apprezzata dallo «spirito del tempo», fomentato da una parte del sistema mediatico che scambia la volgarità per schiettezza e l’aggressività per energia vitale.

Se proprio si vuol essere maliziosi con Bonaccini, gli si può piuttosto ricordare che la freddura sul «cuneo fiscale che non è una tassa per una città piemontese» non è farina del suo sacco, ma di quello di Renzi, che la ripete a ogni comizio da dieci anni.

La vera urgenza della sinistra è di uscire dalle catacombe delle riunioni di corrente e delle chat di partito, che ne condizionano inevitabilmente il linguaggio criptico, per tornare finalmente in strada. Prima di parlare «come» la gente al bar, bisognerebbe che ricominciassero a parlare «con» la gente al bar.

8 replies

  1. Più che altro dovrebbero tornare in strada e cercarsi un lavoro. Come se il problema fosse la forma, cioè il linguaggio e non i contenuti, oppure negli ultimi decenni hanno combattuto a fianco dei capitalisti e dei potenti vari contro la classe dei lavoratori. Bravo Gramellini! Anche oggi ti sei assicurato lo stipendio in rai tre.

    "Mi piace"

  2. E’ roba vecchia, però se vogliono un maestro possono chiedere a Bossi che di chiacchiere al bar e da bar ne sa qualcosa, ci ha costruito tutta la sua fortuna da parlamentare…
    Meno chiacchiere e più fatti concreti.
    I vecchi iscritti e votanti si sono sentiti traditi dai “Kompagnoschi” che hanno finito per servirsi dei loro voti per poi trattarli con la puzza sotto il naso e accomodarsi sui comodi scranni parlamentari.
    Non servirà cambiare nome al partito ne’ segretario se non si cambia politica….

    "Mi piace"

  3. “Eravamo quattro amici al bar// che volevano cambiare il modo…”
    Non mi pare proprio che Bonaccini sia in sintonia..

    "Mi piace"

  4. è certo,
    PARLARE COME AL BAR,
    questo è il punto fondamentale del programma politico del futuro PD,
    per il resto è fotocopiato quello della GIOGIA, che ammirano tanto per la Sua “coerenza” (e per i voti).

    "Mi piace"

  5. @ Dice Bonaccini che i politici del suo partito devono saper parlare «come la gente al bar». Solo che non ha detto che non dovrebbero parlare dopo aver bevuto superalcolici, come fanno i dirigenti PD.

    "Mi piace"

  6. Non mi pare che l’ eloquio dei Piddini sia particolarmente forbito ed elegante. In mente Pina Picierno?
    Non è che siano i contenuti a dovere essere più… vicini al popolo?

    "Mi piace"