Clamoroso negli Stati Uniti: anche il New York Times attacca Biden! 

(Stefano Graziosi – La Verità) – Senza vergogna. Lo scandalo dei documenti classificati continua ad aggravarsi.

E, anziché chiedere scusa, Joe Biden ha parlato in modo arrogante e risentito. Interpellato sulla questione mentre si trovava in California a causa delle recenti alluvioni, ha dichiarato: «Penso che scoprirete che non c’è niente lì. Non ho rimorsi, sto seguendo quello che gli avvocati mi hanno detto che vogliono che io faccia».

«Abbiamo scoperto che una manciata di documenti è stata archiviata nel posto sbagliato», ha proseguito, per poi lamentarsi della domanda ricevuta sui documenti. «Quello che, francamente, mi infastidisce è che abbiamo un problema serio qui di cui stiamo parlando. Stiamo parlando di quello che sta succedendo e il popolo americano non capisce bene perché non mi fai domande al riguardo», ha detto al reporter che gli aveva chiesto degli incartamenti classificati.

Frattanto anche la stampa un tempo amica comincia a scaricare il presidente. Ieri, il New York Times ha pubblicato un commento che mette in evidenza come lo scandalo rischi di danneggiare il Partito democratico.

Tutto questo, mentre un recente sondaggio Quinnipiac ha rilevato che, secondo il 60% degli americani, Biden non si sarebbe comportato in modo appropriato: un campanello d’allarme significativo, soprattutto alla luce del fatto che il diretto interessato avrebbe intenzione di annunciare una ricandidatura il mese prossimo.

Non solo: lo stesso New York Times ha riportato che, nelle settimane successive al ritrovamento dei documenti nell’ufficio di Washington, si sarebbe verificata una «cooperazione silenziosa» tra la Casa Bianca e il Dipartimento di Giustizia. Della serie: tutti sapevano ai piani alti dell’amministrazione, ma nessuno ha dato la notizia, fino allo scoop della Cbs il 9 gennaio scorso. Per quale ragione?

Sull’ufficio di Washington si sta concentrando l’attenzione dei repubblicani. Esso appartiene al Penn Biden Center: think tank che fa capo all’Università della Pennsylvania, nota per aver ricevuto circa 77 milioni di dollari dalla Cina a partire dal 2014.

Ricordiamo che questa fondazione fu a lungo guidata da Michael Carpenter, storico consigliere di Biden e da lui nominato ambasciatore statunitense presso l’Osce nel 2021. Quel Carpenter che, in questi anni, ha spesso scritto e twittato, accusando la Lega di legami con la Russia. Peccato che, mentre pontificava, non si è accorto che nei locali del think tank da lui guidato ci fossero documenti classificati indebitamente trattenuti.

6 replies

  1. Ma è lo stesso Biden che ha provocato ostinatamente la guerra in Ucraina e di cui è fan e amica la Meloni ?

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  2. A Scholz si è rivolto il ministro degli Esteri della Lettonia Edgars Rink su Twitter: “Noi, ministri degli Esteri di Lettonia, Estonia e Lituania, chiediamo alla Germania di fornire ora carri armati Leopard all’Ucraina???Adesso anche i nani guerrafondai?Si mette male, ma male.Adesso che entra pure Ciccio Kim in “gioco”…siamo a posto.Ma gli “europei”, non si rendono conto a che “gioco”, giocano?Ma neanche nei manicomi accetterebbero gente così.

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    • Adesso che entra in gioco Ciccio Kim forse se mandiamo a trattare il suo amico, l’ex senatore Razzi, forse facciamo prima e meglio…tanto culturalmente il novello D’Annunzio non avrebbe nulla da invidiare all’intera Commissione Europea.

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  3. Ucraina, Metsola: “Kiev deve avere i Leopard”. Per Metsola, la frenata tedesca tocca direttamente la leadership europea nel conflitto. “Accolgo con favore la prontezza e gli impegni di Ramstein”, ha dichiarato in riferimento al vertice nella base militare delle scorse ore. “Tuttavia, ciò di cui abbiamo urgente bisogno è leadership, accordo e un approccio unito per fornire carri armati Leopard 2 all’Ucraina. Ci sono molti Paesi europei pronti a farlo. Gli ucraini stanno coraggiosamente combattendo per la loro libertà e i nostri valori comuni. Hanno bisogno e contano su di noi. Non possiamo deluderli”. Secondo Metsola la Germania non può tirarsi indietro: “A un anno dall’inizio della guerra gli attacchi russi si stanno intensificando e siamo consapevoli che Putin stia ricostituendo le sue forze. L’unico modo per aiutare l’Ucraina a vincere la guerra è salvare vite umane. E ciò che salva le vite umane sono i carri armati e la difesa aerea. Capisco la realtà individuali, politiche, militari e storiche di ogni Paese; le conosco perché ho incontrato tutti i primi ministri. Ma siamo a un punto di non ritorno. Se non sosteniamo l’Ucraina facciamo il gioco di Putin. E a perdere non sarà solo l’Ucraina, ma l’intera Europa. Non stanno bene e nemmeno noi

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    • Merd-sola è un’altra donna in carriera che dimostra quanto le donne siano ancora più lecchine e dannose degli uomini; abbiamo Meloni, la svedese, la finlandese, la moldava, la Von der Nazi e la Lagarde, più quell’altra nullità di Kamala Harris. La britannica l’hanno fatta fuori praticamente prima che cominciasse a fare danni.

      Mai visto una classe dirigente così oscenamente idiota. Fossero stati così, 50-60 anni fa, avremmo avuto la 3a guerra mondiale con 50.000 testate atomiche in volo sui rispettivi bersagli.

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