Napoli, funicolare di Chiaia: chiesta la nomina di un commissario prefettizio

Gravi danni alla collettività e alle casse pubbliche per la chiusura fino al 2024

            Sulle vicende della funicolare di Chiaia, la prima delle quattro presenti nel capoluogo partenopeo a entrare in funzione nel lontano 1889, originariamente progettata con trazione a vapore, chiusa dal 1° ottobre del’anno scorso, quindi da quasi quattro mesi senza che ancora sia stato pubblicato il nuovo bando per i lavori della revisione ventennale, interviene, ancora una volta, Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, da lustri impegnato a segnalare le vicende e purtroppo le continue disfunzioni che stanno caratterizzando la vita degli impianti a fune che collegano il quartiere Vomero agli altri quartieri della città.

            ” Siamo stufi di questa manfrina e anche del palleggiamento di responsabilità tra la precedente e l’attuale gestione dell’amministrazione comunale partenopea – esordisce Capodanno -. Di chi siano le responsabilità lo potrà accertare la magistratura, che ci auguriamo intervenga al più presto su questa vicenda kafkiana. Al momento le uniche certezze sono i notevoli danni che sta subendo la collettività, che andranno quantificati, e i mancati introiti nelle casse dell’ANM, l’azienda napoletana mobilità, derivanti dal fermo dell’impianto, laddove si continuano a pagare gli stipendi al personale e le spese per i servizi essenziali mentre, nel frattempo, non è stato neppure attuato il potenziamento delle corse della funicolare Centrale. Così come è oramai altrettanto certo che l’impianto a fune di via Cimarosa non riaprirà il 1° aprile prossimo, come sarebbe avvenuto se fosse stato rispettato il periodo di sei mesi di chiusura originariamente previsto. Se tutto va bene, e non ci saranno altri intoppi, la funicolare di Chiaia tornerà in funzione entro il 2024, dunque con quasi un anno di ritardo “.

            ” A questo punto – propone Capodanno – invece di continuare a perdere tempo in riunioni di commissioni, che producono solo aria fritta, visto che siamo ancora all’anno zero, non essendoci neppure più certezze sui lavori che andranno inseriti nel terzo bando, dal momento che, dal cappello a cilindro, è sortita, di recente, la proposta, del tutto innovativa rispetto ai due bandi precedenti, andati deserti, di estromettere dal terzo bando i lavori cosiddetti edili e considerare solo quelli relativi alle parti elettromeccaniche, cosa che, va ricordato, fu già fatta, a suo tempo, per la funicolare Centrale la quale fu ammodernata attraverso due lotti funzionali, ritengo che dopo sei anni dal 2017, quando già l’impianto doveva essere chiuso e dopo ben cinque proroghe concesse, sia arrivata l’ora di estromettere dalla gestione l’amministrazione comunale e nominare un commissario prefettizio per i lavori di revisione alla funicolare di Chiaia “.

            ” Quando poi alla possibilità che i successivi lavori edili possano effettuarsi con l’impianto in funzione, come riportato anche da qualche organo d’informazione – aggiunge Capodanno -, da ingegnere ricordo che le norme vigenti vietano la presenza di persone estranee al cantiere, in occasione dell’esecuzione di tali lavori, a meno che non si pensi di dotare i circa quindicimila viaggiatori, che mediamente nei giorni feriali utilizzano l’impianto a fune, delle necessarie attrezzature per garantirne la sicurezza, casco compreso “.

            Al riguardo Capodanno rivolge un appello al prefetto di Napoli affinché, anche sulla scorta di quanto evidenziato, valuti la possibilità di nominare, in tempi rapidi, un commissario prefettizio per i lavori di revisione alla funicolare di Chiaia