Medici e parenti: caccia ai favoreggiatori

Quattro indagati. Il dott. Tumbarello candidato con Cuffaro, l’oncologo Zerilli di Trapani, Bonafede e l’autista. Il Ros setaccia sms e numeri segnati sull’agenda del boss. I camici sono bianchi, le cliniche sono bianche, i colletti sono bianchi: se anche la mafia è bianca […]

(DI SAUL CAIA, MANUELA MODICA E GIUSEPPE PIPITONE – Il Fatto Quotidiano) – I camici sono bianchi, le cliniche sono bianche, i colletti sono bianchi: se anche la mafia è bianca come faccio a vederla? Si chiudeva così una fortunata inchiesta televisiva (La mafia è bianca) che nel 2005 raccontava il legame perverso tra il mondo della sanità siciliana e quello di Cosa Nostra. Un sistema che lambiva la cerchia di potere vicina all’allora governatore Salvatore Cuffaro e arrivava ad agevolare la latitanza di Bernardo Provenzano. Diciotto anni dopo, il mondo dei camici bianchi ha favorito anche Matteo Messina Denaro? È questa una delle domande che si pongono i magistrati della Procura di Palermo, guidati dal capo Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido, insieme ai carabinieri del Ros del colonnello Lucio Arcidiacono, l’uomo che ha fisicamente fermato il boss di Castelvetrano davanti alla clinica La Maddalena. Fino a questo momento gli investigatori hanno escluso eventuali contestazioni al personale o ai vertici della struttura di Palermo. Diversa, invece, la situazione in provincia di Trapani: l’impressione è che gli inquirenti stiano seguendo una vera e propria “pista medica” nel territorio dell’ultimo boss delle stragi.

D’altra parte a tradire una latitanza lunga trent’anni è stata la sua malattia, il tumore. Adesso, per individuare eventuali complicità, gli uomini del Ros hanno cominciato a seguire il percorso clinico di Messina Denaro, anzi di Andrea Bonafede, cioè l’identità usata dal boss negli ultimi anni di latitanza. Il punto di partenza è rappresentato dai medici che lo hanno assistito. Oltre alla clinica palermitana, infatti, nelle ultime ore i carabinieri hanno acquisito materiale (le cartelle del paziente e registri delle attività nelle sale operatorie) in almeno due ospedali: il primo è l’Abele Ajello di Mazara del Vallo, dove Messina Denaro è stato operato il 13 novembre 2020, dunque in piena pandemia, per un adenocarcinoma del colon. Ma gli uomini del Ros sono entrati anche nell’ospedale di Trapani, nel reparto di Oncologia. Nel capoluogo di provincia, Bonafede si è sottoposto a una Pet, un esame che serve per lo studio della patologie neoplastiche, come quella di Messina Denaro. Per una Pet, però, non occorre un ricovero. Secondo quello che risulta al Fatto, invece, a Trapani Bonafede è stato ricoverato in passato per almeno un mese: era Messina Denaro o era il vero geometra di Campobello che gli ha “prestato” l’identità. È per chiarire questo dubbio che gli investigatori hanno perquisito il dottor Filippo Zerilli, responsabile dell’Oncologia Medica, indagato per procurata inosservanza di pena aggravata. Il Fatto ha cercato di contattare Zerilli, ma dall’ospedale di Trapani hanno fatto sapere che il medico si trova in malattia.

Indagato per lo stesso reato è pure Alfonso Tumbarello, medico di base di Campobello di Mazara, che aveva in cura il vero Andrea Bonafede. Si tratta di un dottore con la passione per la politica: ex consigliere provinciale, nel 2006 si era candidato alle Regionali con l’Udc per sostenere l’allora governatore Cuffaro, già all’epoca imputato con l’accusa di favoreggiamento a Cosa Nostra. Cuffaro batterà Rita Borsellino e sarà rieletto governatore, ma poi si dimetterà dopo la condanna in Appello a 7 anni. Tumbarello, invece, fallì l’elezione all’Assemblea regionale siciliana. Cinque anni dopo, nel 2011, ci ha riprovato, sempre col centrodestra: la sua candidatura a sindaco di Campobello col Pdl, però, è stata bocciata dai suoi concittadini, che gli preferirono Ciro Caravà, la cui amministrazione sarà poi sciolta per mafia. “Gli inquirenti accerteranno cosa c’entra il dottor Alfonso Tumbarello con Messina Denaro, ma è certo che non c’entra niente con me”, dice oggi Cuffaro, tornato a far politica con la sua Dc dopo aver scontato la sua condanna.

A parte il suo passato politico, gli inquirenti vogliono capire come abbia fatto Tumbarello a seguire per anni l’evoluzione della situazione clinica di Bonafede – farmaci, visite specialistiche, cure – senza accorgersi della sostituzione di persona con Messina Denaro. Intanto, i magistrati stanno cercando di ricavare alcune informazioni anche dagli interrogatori del vero Andrea Bonafede. Oltre a essere l’alias del boss, il geometra è pure il proprietario dell’immobile di via CB31, a Campobello di Mazara, il covo dove il latitante ha vissuto negli ultimi tempi, almeno dal giugno del 2022. “Conosco Messina Denaro fin da quando eravamo ragazzini. La casa in cui viveva l’ho comprata io con i suoi soldi”; ha spiegato ai magistrati l’uomo, nipote di Nardo Bonafede, boss del piccolo comune in provincia di Trapani e storico fedelissimo di don Ciccio Messina Denaro, padre di Matteo. Il geometra è indagato per associazione mafiosa: è considerato uno degli ultimi fiancheggiatori di Messina Denaro.

Dopo Bonafede, invece, gli investigatori procederanno all’interrogatorio di garanzia di Giovanni Luppino, l’uomo che ha accompagnato Messina Denaro nel suo ultimo giorno di libertà. Era Luppino a guidare la Fiat Bravo bianca che ha condotto lui e il boss alla clinica La Maddalena di Palermo. Solo omonimo del più famoso Francesco Luppino, killer detenuto dal settembre scorso, Giovanni Luppino era incensurato: commerciante di olive e agricoltore di mestiere, da ieri si trova nel carcere Pagliarelli di Palermo dopo essere stato arrestato insieme a Messina Denaro. Gli investigatori hanno sequestrato fino a ora più telefoni, tra quelli trovati agli arrestati e quelli rinvenuti nel covo di Campobello.

Si tratta sia di smartphone che di cellulari vecchio modello, di marca Nokia. Una traccia fondamentale dell’inchiesta è rappresentata dalle informazioni contenute nei cellulari.

Ma dalla perquisizione dell’autista di Messina Denaro, però, è emerso anche altro. Per esempio sono saltati fuori numerosi bigliettini, con appuntati svariati numeri di telefono: tra questi anche i contatti di vari medici della provincia, in certi casi anche di direttori sanitari di cliniche private. Le indagini, dunque, proseguono pure su questo fronte: gli uomini dell’Arma vogliono capire quanto fosse estesa la rete dei favoreggiatori che ha protetto l’ultimo boss delle stragi. Una pista seguita con attenzione è proprio questa che conduce agli ospedali frequentati dall’ormai ex latitante. D’altra parte, viene fatto notare in ambiente investigativo, Messina Denaro ha un legame di parentela con Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio ed ex aiuto primario dell’ospedale Cervello di Palermo, uomo al centro dell’indagine sulle talpe alla Dda che portò poi alla condanna di Cuffaro. Il fratello di Guttadauro, Filippo, ha sposato Rosalia Messina Denaro, sorella dell’ex latitante. Dalla loro unione è nata Lorenza Guttadauro, legale che ha appena ha assunto la difesa dello zio. La mafia è bianca, ma quando ha bisogno di un avvocato preferisce rimanere in famiglia.

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32 replies

  1. A me il tutto sembra un clamoroso autogol, nel quale stanno dentro tutti.
    E una presa per i fondelli di noi cittadini. E più insistono riguardo il “successo” delle difficilissima operazione costata 30 anni di investigazione (?????) e peggiore impressione fa il tutto.
    Ma tant’è: ormai funziona così. Basta parlare di “covo”(???).
    Potenza delle parole…

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  2. Piccolo esercizio della fantasia…chiudete gli occhi e provate ad immaginare cosa sarebbe successo tra i giornalai e tra gli italoviscidi, se qualcuno di questi che hanno coperto la latitanza del mafioso più ricercato d’Italia, si fosse trovato a capodanno ad alloggiare in un qualsiasi albergo di Cortina negli stessi giorni di Conte.

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    • E chi ci dice che non ci fosse lui stesso a Cortina?
      Sicuramente non gli sarebbero mancati gli amici e gli spiccioli per dare mance.

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  3. Di fronte alla più lampante evidenza che le intercettazioni servono, eccome, a trovare i mafiosi, Nordio insiste: “Sì, va beh Però qui se ne fa un abuso!”
    L’erba cattiva, anche se la sradichi, non muore.

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  4. FRANCO FERRARI

    Oggi a Palermo, ci sono i funerali di un vero Santo, Biagio Conte, non vorrei scadere nella stupidità, ma dove sono quelli che gridavano Ratzinger santo subito? É chiaro che sono persone politicizzate, che nulla hanno a che fare con la fede. La stessa fede urlata nelle piazze dalla piccola presidente del consiglio ( i statura), fede così politicizzata che oggi farà una parata di ringraziamento al suo governo, per aver arrestato MMD. Oddio, arrestato é un po’ troppo, visto che si é costituito in ospedale, di fatto.
    Touch of class, niente manette, é disdicevole.
    Dunque la televisione non ci sarà per i funerali.
    Tutte le televisioni sono impegnate ad intervistare i vicini, i passanti a Roma, i turisti a Milano. Solo e sempre, sulla capacità di questo governo di arrestare il capo mafia. Trascurando il fatto che, per trent’anni ha fatto il bello ed il cattivo tempo, senza neanche tentare di fermarlo.
    Fino a che, ci riempiranno la testa di stupidaggini, come volete che gli italiani non istupidiscono?
    Abbiamo la polemica con minaccia di scioperi? Si consegna MMD alle cronache, ed il problema aumento della benzina scompare. Abbiamo l’Europa, che pone un freno alle case vecchie, quindi le persone potrebbero comprendere la validità del superbonus 110%, cancellato da questo governo, spinto dalle banche , che non erogavano mutui? Voilà, c’è da parlare dell’arresto di MMD.
    Sapete, vi devono raccontare ogni dettaglio, quando si é fatto la barba, che profumo indossa, quanto costa il giubbetto di montone, e, gli occhiali? Fuffa fuffa fuffa per riempire le teste di nulla, e non farle pensare su niente.
    Così, anche a causa della stupidità indotta, aggiunta ad un egoismo capitalistico, abbiamo ucciso quella povera ragazza, certa di essere al sicuro, in mezzo a cento persone.
    La poverina (pace alla sua anima) non sapeva di disturbare il desinare di tante persone, solo perché un derelitto di uomo minacciava di ucciderla. Sarebbe bastato che uno, uno solo si fosse alzato. Uno di quelli che fanno i forzuti contro le donne, di quelli che vanno in palestra per scolpire i muscoli. Ecco, un uomo che si fosse alzato, sarebbe bastato. Magari l‘uomo sarebbe uscito. Forse avrebbe riflettuto. Chissà. Hanno trovato più conveniente continuare a mangiare, si sono certamente lamentati degli strilli della poveretta. Chissà che cosa gli avrà fatto a quel uomo, forse lo avrà tradito, e lui si vuole vendicare, così si fa.
    Il proprietario, invece. Avrebbe potuto chiamare i carabinieri, dal ristorante bastava un fischio. Meglio la polizia? Meglio. Invece ha pensato, ci ha anche riflettuto, ed ha agito.
    Per me é correo di omicidio. Ha aperto la porta della toilette con la sua chiave , ed ha consegnato la donna all’omicida. Basta che l’ammazzi fuori di qui. Era implicito nel suo gesto.
    Ci ritorno, dopo ieri, perché ho disgusto di essere italiano, ma, purtroppo lo sono.
    Com’era quella storia di italiani brava gente? Per me che parlo altre lingue, sarebbe anche facile sparire dall’italia, ma dovrei lasciare Roma, che da sola vale tutta la vita. Certo non vedrei topi grandi come conigli girare per piazza Cavour. Non dovrei portarmi un fucile dentro villa Pamphili, per procacciarmi della deliziosa carne di cinghiale, da fare in salmì. Non dovrei evitare ad ogni passo le buche, ormai monumenti nazionali. Non dovrei indossare occhiali scuri per non vedere la monnezza che attraversa da sola la strada. Non dovrei riflettere su come hanno trascinato, ancora una volta, i romani a votare per i distruttori di Roma, dando addosso all’unico sindaco che ha fatto qualcosa per noi.
    Ma che ve lo dico a fa’? Siete egoisti, ottusi, menefreghisti, ignavi, spacconi, e codardi davanti alla vita.
    Me sa che me tocca fa’ come Remo Remotti, quando scrisse: “Me ne vado da questa città , da questa città puttana”.
    Certo che pure il resto d’Italia non sta mica tanto bene!

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  5. Niente manette. Elegantissimo, con un montone di Cuccinotti da 10.000 euro e un Rolex da 35.000.Per vestirlo da carcerato chiameranno Prada, quello che faceva le scarpette a Ratzinger. Mi immagino nelle trattative preliminari quanto avrà ottenuto.

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  6. bisogna essere proprio vaccinati per credere alla montagna di caxxate che ci propinano quotidianamente ……
    che pagliacciate i carabinieri che esultano dopo aver scovato il delinquente a casa sua !! e meno male che non fanno i postini !!!

    stò tizio era latitante così come le porcherie iniettate erano vaccini !!!!!

    che paese di pecore !!!!! VACCINATI !!!!????? PPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

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    • Ma che cz c’entrano i vaccini?
      Oh, ma avete UN’OSSESSIONE, proprio! Ce li infilate in ogni dove, come il prezzemolo, per evidente carenza di altri argomenti.
      Ormai vi ci identificate, come in uno stemma nobiliare!
      Io sono vaccinata 4 volte e, tranquillo/a che ci ho messo 1/2 secondo a non credere alle panzane dei media.
      Questa equivalenza vaccinati=idioti boccaloni riflette solo un’ignoranza crassa di qualsivoglia argomento scientifico e, soprattutto, l’esigenza di riabilitare la propria reputazione intellettiva (che invece crolla definitivamente), dopo l’ultima gara di rutti al bar.

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  7. Non ho capito perchè si tirano in ballo solo medici e vicini di casa. Non c’è una stazione dei Carabinieri o della Polizia nel paese (12.000 abitanti) o nelle vicinanze?
    Perchè si tirano in ballo sempre – ma proprio sempre – i comuni cittadini e non chi queste cose le fa di mestiere (o almeno dovrebbe…)?

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  8. A me viene in mente la scena del film “La famiglia” di Ettore Scola, dove fanno un gioco : i familiari fanno finta di non vedere il bambino, lo cercano, lo chiamano e tutti dicono ” è sparito! “…..il bambino disperato si mette d’ avanti al nonno, al padre, li tira per la giacca, li colpisce, piange, grida ” sono qui! Perché non mi vedete? “……..ma è invisibile perché tutti gli altri non vogliono o fanno finta di non vedere. ……MMD si è addirittura fatto un selfie con i medici della clinica. ..sono qui! Perché non mi vedete? Qualche giornalista ha parlato di arrogante sicurezza che poi lo avrebbe tradito……secondo me ha voluto dimostrare che la cecità altrui, rende invisibili. …un messaggio?

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    • Esatto. E il ” bambino” nel nostro caso non ha neppure dovuto cambiare la montatura d’oro degli occhiali…
      Sento adesso che hanno trovato un altro ” covo”, anzi, un ” bunker” ( sic) cioè un altro appartamento poco lontano dal primo. Le immagini ci mostrano decine di carabinieri fuori dalla porta… (adesso)…
      ” Bunker”! Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Non hanno proprio vergogna. Che grandi giornalisti!

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  9. Anail, sembri quello che ” ca@@o abbiamo la mafia” ed il problema è ca@@o. …..quando si scrive, qualcosa va in automatico e magari non ti accorgi dell’ errore, io generalmente leggo il contenuto dei commenti, non facendo certamente caso agli errori di ortografia che mi pare non siano solo mie, e ci stanno…….Poi si sa, io sono ignorante come una capra…….contadina fra contadini!

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    • Infatti è così, soprattutto sul telefono. Io scrivo in fretta e non rileggo, e gli svarioni volano.
      Una cosa sono i nostri commenti, diciamo così ” un tanto al chilo” ( o magari c’è chi se li studia o se li scrive prima, non so…) , una cosa trovare gli errori negli articoli di giornali o negli editoriali o le lettere scelti dai gestori dei blog.
      Almeno io la penso così.

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    • Cara Ale, monti credevo così permalosa!
      Anche perché conosco il tuo modo di scrivere e SO che non faresti mai un simile errore.
      Tant’è che ti ho scritto che non si può vedere, non corregge o un tuo errore.
      Ti ho messo anche l’occhiolino, qualora non afferrassi il tono, ma non hai afferrato lo stesso…
      Non sono solita “correggere” l’infinita serie di errori da tastiera dei commentatori…anche perché la mia tastiera yankee mi da’lo stesso filo da torcere.
      D’avanti, però, non me l’ha mai scritto… e, se qualcuno me l’avesse fatto notare, sarei inorridita più di lui, ridendone…
      Questione di carattere, mi sa.
      Del resto, qui, i “maestrini” (convinti di essere) sono altri…non certo io.

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      • Vedi? Non avevo controllato e mi è uscito “monti” invece che “non ti”, “corregge o” invece che “correggevo” e “dà” con l’apostrofo e chissà che altro ancora! 😱😱😱😱😱😆🤣😂

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  10. Ovviamente la mia è stata una svista in scrittura, giustamente ripresa, perché è corretto davanti comunque…………
    “Il processo di univerbazione della parola davanti, costituita dall’unione tra di e avanti, elimina, dal termine completo, l’elisione della i con l’uso dell’apostrofo, e cataloga come corretta solo la sua forma continua, e cioè davanti, mentre pone tra gli errori di scrittura la forma apostrofata d’avanti. Ma la scelta di usare questa forma, per quanto dichiarata errata, pare che non sia universalmente rifiutata, visto che il Dizionario di Ortografia e Pronuncia, cioè il DOP, ne riconosce l’uso, anche se lo dichiara raro e inconsueto, riportando come esempio la sua presenza frequente anche in scritti letterari e poesie di autori storici, come Giovanni Pascoli o Giosuè Carducci.”…….sono inconsueta, perché contadina, lavoro la terra, sudo e moccolo!

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    • Ecco… e qui stai facendo il Gatto della situazione… cioè attaccandoti a nozioni che comunque ti erano sconosciute prima, per giustificare un errore che NON HAI FATTO.
      Scialla, Ale… non ti ha RIPRESO nessuno!
      AIUUUUUUTOOOOOOOO!

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      • A quanto pare era sconosciute pure a te, Maestrina Manza, ma lo stesso ti permetti di travestirti, come un Stanislao Moulinsky qualsiasi, da matita blu: questo è il punto importante, non altri.

        Comunque, non è un bel modo di mettere in paratica il buon (falso) proposito di (far finta di) non essere troppo sicuri di sé 😂

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  11. “Il processo di univerbazione della parola davanti, costituita dall’unione tra di e avanti, elimina, dal termine completo, l’elisione della i con l’uso dell’apostrofo, e cataloga come corretta solo la sua forma continua, e cioè davanti, mentre pone tra gli errori di scrittura la forma apostrofata d’avanti. Ma la scelta di usare questa forma, per quanto dichiarata errata, pare che non sia universalmente rifiutata, visto che il Dizionario di Ortografia e Pronuncia, cioè il DOP, ne riconosce l’uso, anche se lo dichiara raro e inconsueto, riportando come esempio la sua presenza frequente anche in scritti letterari e poesie di autori storici, come Giovanni Pascoli o Giosuè Carducci.”………ovviamente il mio svarione è stato inconsapevole…….ma il DOP ne riconosce l’ uso. ….

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  12. Una domanda sorge spontanea : perché, una volta individuato Messina Denaro, non si è proceduto a seguirlo e intercettarlo per individuare e scoprire tutti i fiancheggiatori che lo hanno aiutato e i luoghi dove nasconde documenti e soldi. Sini sicuro che non rivelerà informazioni utili alle indagini.

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