I cinghiali e i pennivendoli

(Stefano Rossi) – A Roma, giovedì 12 gennaio, nelle ore serali, moriva uno scooterista tra via Cassia e via Oriolo Romano a causa di un cinghiale.

Il giorno dopo, il TG3 Regione Lazio delle ore 14 non dava la notizia.

Tra queste si può ascoltare quella di nuovi ecografi al Policlinico Gemelli, così, tanto per aiutare D’Amato (condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti) nella sua corsa alle elezioni regionali.

Il Tg3 Regione Lazio delle ore 19, invece,  la dava come terza notizia edulcorandola in questo modo: “Prosegue la strage nelle strade della capitale tre le vittime nelle ultime ore…”. Come a voler dare risalto non al fenomeno dei cinghiali che passeggiano in città, bensì all’altro, pur grave, dei tanti sinistri stradali.

Prima viene data notizia di tre incidenti stradali e per ultimo quello dello scooterista scontrato con il cinghiale che, chissà per quale strano motivo, hanno detto che si trovava a bordo di un’auto.

Tutto calcolato a tavolino. Meglio dire che si trovava in auto e non sulle due ruote. La notizia allarma di meno le migliaia di romani che tutti i giorni si muovono con i mezzi più vulnerabili.

Ma sono due fenomeni diversi. La notizia dovrebbe essere quella della Regione Lazio che non fa nulla per arginare il fenomeno di questi ungulati nonostante la legge dell’11 febbraio 1992, n. 157, che obbliga, appunto, le regioni a dotarsi di un fondo non solo per i risarcimenti dei danni a persone e cose ma anche per contenere e prevenire il fenomeno che ha raggiunto livelli inaccettabili.

Immaginate un po’ come avrebbero aperto tutti i tg  se ci fosse ancora la Raggi al comune.

Questo è servizio pubblico?

https://www.rainews.it/tgr/lazio/notiziari/video/2023/01/TGR-Lazio-del-13012023-ore-1400-50f96fc8-31f5-45d4-bbb1-ff4cf7431dfb.html

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