Immigrazione, la sinistra non ha capito

Perché la scelta del governo Meloni di mandare le navi Ong con i naufraghi a bordo nei porti delle città a guida Pd viene associata (non solo a sinistra) a quei governatori repubblicani di Texas e Florida che spediscono i migranti messicani direttamente a casa della vicepresidente […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Perché la scelta del governo Meloni di mandare le navi Ong con i naufraghi a bordo nei porti delle città a guida Pd viene associata (non solo a sinistra) a quei governatori repubblicani di Texas e Florida che spediscono i migranti messicani direttamente a casa della vicepresidente di Joe Biden, Kamala Harris, oppure sulle coste dorate di Martha’s Vineyard? C’entra, per caso, anche qui, lo stesso sottile godimento che permea di se tutte le possibili e immaginabili rivincite della destra trionfante nei confronti della supposta superiorità morale dei progressisti sconfitti? Una vendetta già ampiamente soddisfatta dai borsoni zeppi di contanti fotografati nelle dimore dei moralmente superiori impantanati nel Qatargate. E che, al momento, come ulteriore indennizzo becero-politico imporrebbe, tramite decreto dei due Matteo (Salvini-Piantedosi) ai cosiddetti buonisti in salsa Pd di farsene finalmente carico loro della tanto sbandierata accoglienza. Ovvero (tra gli sghignazzi della stampa di destra): se davvero siete così accoglienti, accoglieteli. Solo che a differenza del Far West trumpiano, pervaso della stessa miscela di odio per i liberal che scatenò l’assalto a Capitol Hill, qui da noi si adopera il guanto di velluto di un problema reale – distribuire il carico dell’immigrazione in modo da non pesare soltanto sugli approdi del Sud ormai allo stremo – attraverso il quale si può anche mollare qualche sonoro ceffone ai cosiddetti radical chic. Espressione frequentata volentieri da Io sono Giorgia (alternata a “intellighenzia di sinistra”) per definire il peggio di un mondo intriso d’opportunismo e ipocrisia, quello che, per capirci, pascola su certe terrazze romane dove nel mentre si addentano tartine al caviale e si paventa il fascismo alle porte. Ricordate la dialettica sinistra-destra sulla spiaggia di Ferie d’Agosto di Paolo Virzì? Quando Silvio Orlando sostiene che l’ultimo libro letto da Ennio Fantastichini è il libretto d’istruzioni del cellulare. E l’altro replica: “Voi intellettuali v’atteggiate, state sempre a critica’, a giudica’ ma la verità è che non ce state più a capi’ un cazzo”. Sono trascorsi quasi trent’anni e sembra oggi.

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3 replies

  1. La battuta completa del bravissimo e compianto Ennio Fantastichini era: “…nun ce state a capi’ più un c****, MA DA MO’!!!”, e se già era un bel pezzo trent’anni fa figuriamoci ora.

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