Donatella Bianchi: “Nel Lazio nessun margine per un accordo con il Pd”

La candidata del M5S: “I dem hanno calato dall’alto un candidato e l’inceneritore sui rifiuti il punto è la raccolta”. La donna su cui il M5S punta nel Lazio, dove con il Pd si è consumata un’altra rottura, giura di non sentire il peso dell’accordo mancato: “Io sono arrivata quando […]

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – La donna su cui il M5S punta nel Lazio, dove con il Pd si è consumata un’altra rottura, giura di non sentire il peso dell’accordo mancato: “Io sono arrivata quando si era già chiusa ogni ipotesi di intesa, e comunque gli accordi si fanno sui programmi, cioè sulle cose da fare per i cittadini. Invece il Pd ha calato dall’alto un candidato e ha insistito sull’inceneritore di Roma, che rappresenta solo un’occasione persa”. Così parla la candidata alla Regione Lazio del M5S Donatella Bianchi: spezzina, giornalista Rai – conduce dal 1994 Linea Blu – e già presidente del Wwf Italia. Da tre anni è anche presidente del Parco delle Cinque Terre in Liguria su nomina dell’allora ministro dell’Ambiente, il 5Stelle Sergio Costa.

Il candidato dem Alessio D’Amato le ha lanciato un appello: “Se Bianchi vuole fare un ticket per me sarebbe cosa gradita”.

Non è questione di poltrone ma di intese sui programmi. Giuseppe Conte aveva chiesto di parlare delle cose da fare, ma come risposta ha ottenuto una fuga in avanti su un candidato. Il Pd vuole un inceneritore, cioè un impianto che costerà tantissimo a tutti i cittadini e che quando sarà ultimato, tra 6-7 anni, sarà già obsoleto. Non ci sono margini.

Carlo Calenda ha subito sconfessato l’apertura di D’Amato.

È indicativo di come stiano prevalendo gli interessi di bottega e logiche politiciste.

Sul fronte dell’immondizia la giunta Raggi non ha certo brillato, no?

Il disastro dei rifiuti ha una storia lunghissima, lo dico da cittadina romana. Ma il punto è che servono soluzioni diverse dall’inceneritore, a cominciare dalla riorganizzazione della raccolta dei rifiuti. Il Lazio è la 18° regione d’Italia per percentuale di raccolta differenziata: non è accettabile.

Così però regalerete il Lazio alle destre. Anche intellettuali come Luciana Castellina, Tomaso Montanari e Giorgio Parisi invocano un accordo a sinistra.

Noi siamo stati coerenti. Ripeto, chiedevamo un confronto a partire dai programmi, ma non siamo stati ascoltati. Ora se qualcuno vuole fare un passo indietro è padrone di farlo.

Anche il candidato del centrodestra, Francesco Rocca, non sembra entusiasta del termovalorizzatore…

Serve chiarezza. Rocca dica se, come e dove vuole che venga realizzato l’impianto. Fare un passo avanti e poi uno indietro su un tema così delicato non ha senso. È fumo negli occhi dei cittadini.

Invece la sua candidatura che significato ha? La possibilità di vincere è residuale…

Da cittadina credo che si debba lavorare per costruire un futuro per i nostri figli e ridare ai cittadini maggiore fiducia nelle istituzioni.

Quando le è arrivata l’offerta di Conte di candidarsi?

Poco prima di Natale. Ci siamo conosciuti nella primavera 2020 mi chiese di far parte della task force di Vittorio Colao per la ripartenza dell’Italia colpita dalla pandemia. Da lì in poi non sono mancate occasioni di confronto.

Lei per chi vota?

Mio padre aveva la tessera del Pci, mentre mio fratello è vicino al centrodestra. Sono una moderata e ho sempre votato per il centrosinistra: mi riconosco nel campo progressista.

Gli altri partiti le hanno chiesto di dimettersi dalla direzione del Parco ligure e di lasciare Linea Blu. Che farà?

Mancava solo che mi chiedessero di dimettermi dal mio condominio. Sicuramente rimarrò alla guida del Parco, per cui rivendico un lavoro che ha portato a 5 milioni di visitatori annui. Quanto a Linea Blu, mi confronterò con la direttrice dell’Intrattenimento Rai Simona Sala e con gli altri dirigenti. Ricordo che altri colleghi come Piero Badaloni e Piero Marrazzo hanno governato il Lazio, dopo aver ottenuto l’aspettativa. Non vorrei che il mio percorso professionale fosse usato per fini elettorali.

Quindi chiederà l’aspettativa dopo le Regionali?

Una volta eletta presidente, sì.

Cosa farebbe nei primi 100 giorni da governatrice?

Dobbiamo rilanciare il Lazio puntando sulla transizione ecologica e su una visione unica del sistema regionale. Bisogna investire su turismo, trasporto pubblico locale e sulla logistica. Dobbiamo diventare una regione competitiva a livello europeo.

I suoi due sfidanti, Rocca e D’Amato, sono entrambi esperti di sanità. Lei su tema che idee ha?

Le Regioni non devono fare cassa sulla pelle dei cittadini, smantellando il servizio sanitario pubblico e lasciando la sanità di qualità in mano ai privati. È fondamentale investire e puntare sulla sanità territoriale avvicinando i servizi ai cittadini. Infine, bisogna spezzare il legame tra politica e sanità.

Che opinione ha dei ragazzi che hanno lanciato della vernice contro la sede del Senato per protesta contro le politiche ambientali?

I giovani sono esasperati, non ce la fanno più. Capisco quella rabbia ma ciò non giustifica il gesto di sporcare una sede delle istituzioni, nonostante fosse vernice lavabile. Mi auguro che la politica raccolga questo grido di esasperazione.

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20 replies

  1. Benissimo,lasciamolo morire quel partito di miserabili, esattamente come hanno provato a fare loro con noi quest’estate,fallendo però,adesso noi non gli dobbiamo assolutamente tendere nessuna mano,prima crepano meglio è per il popolo italiano!

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    • Infatti ,erano già scomparsi ,sono riapparsi per merito dell’alleanza con i 5stelle Come regalo il PD ha cercato di distruggere il suo alleato, prima con Conte e poi con Draghi.Adesso stanno scomparendo di nuovo.

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  2. Il pd nel 2019 ha perso Abruzzo, Sardegna, Basilicata , Piemonte e Umbria; nel 2020 Calabria e Marche. Bonaccini è stato confermato solo perché sono scese in campo le sardine e l’elettorato 5* ha reagito al tradimento della lega (Conte 1 caduto pochi mesi prima) votando in maniera punitiva per il pd. Ora perderanno pure il Lazio. Il pd è un partito morto; sembra vivo perché un imponente grumo mediatico gli dà ancora spazio.

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  3. I capoguitti del teatrino pidiota andranno avanti con le loro farse fino a quando chi li vota da anni anche quest’anno non si azzarderà nemmeno a fischiare, men che meno seppellirli sotto una tonnellata di pomodori marci – come meriterebbero – e mai come quest’anno, visto che è con la loro benedizione e grazie a loro che l’estrema destra è ora al potere.
    Quindi il problema non è quel che può o non può fare Conte.
    Il problema sono gli utili pidioti che vanno in giro con Repubblica sotto il braccio.

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  4. Il candidato Pd del Lazio è stato fatto scegliere da Calenda (un ex funzionario di Confindustria) e da Renzi (un frequentatore di ladri e di assassini arabi di giornalisti). Non a caso il nome prescelto è quel D’Amato ben conosciuto dalla Corte dei Conti che lo ha invitato vivamente a restituire centinaia di migliaia di euro “dilapidati” dal suo allegro assessorato alla regione Lazio. Per non dire che lo stesso Pd romano è stato l’anima dell’indimenticabile Mondo di Mezzo capitolino al cui confronto la Banda Bassotti sembra un’associazione di gentili benefattori. Era prevedibile che con questi inquietanti precedenti, la nipotina di Almirante trovasse spianata la strada di Palazzo Chigi.
    E Conte dovrebbe sporcarsi le mani con codesta risma di personaggi malfamati?? Per fortuna non mi pare che abbia manifestato clamorose manie suicide. Io sono ancora rispettoso dell’insegnamento della mia povera mamma che da piccolo mi raccomandava tre volte al giorno, prima e dopo i pasti, di non frequentare gentaglia poco raccomandabile. Insomma, è ancora in uso il vecchio saggio detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. L’accorto e lungimirante capo pentastellare pare che l’abbia fatto proprio. E’ come se avesse aggiunto un’altra stella al simbolo del suo partito.

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      • In Lombardia (che non è Milano) si perderà in ogni caso. Spero che almeno dica: “Vedete che si perde anche con candidati onesti?? E’ il Pd che è ormai del tutto inaffidabile. In pratica è come se portasse sfiga. Chi ancora non l’ha ancora capito… ha un problema!”.
        Se non lo dirà, dimostrerà lui di avere un problema.

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      • Adriano,
        Questo Majorino ha accettato un accordo coi 5Stelle sulla base di un programma. Ti sembra poco?

        Guarda che è il PD che deve rimettersi in carreggiata attraverso il suo congresso se vuol sopravvivere, mica il M5S.
        Ebbene, questo accordo di programma credo influisca moltissimo sulla direzione che prenderà il PD nel suo congresso.
        Scompagina i fautori di un PD definitivamente forzitaliota e fatto a immagine dei Renzi, Salman e Stoltenberg.
        Ti sembra poco?

        Il M5S non governerà mai da solo e ha bisogno di un un partito con cui competere ma dialogando nello stesso tempo e cercando accordi e mediazioni per cercare di vincere elezioni su temi oggi sostenuti dai 5stelle ma che il PD ha dimenticato ma che facevano parte della sua storia politica.
        L’accordo in Lombardia serve al PD per recuperare, se lo vorrà, la memoria perduta e, ai 5stelle, per provare a recuperare un partner indispensabile per trasformare in prassi le sue idee.

        Gae,
        La “pazienza del ragno”? Intanto il corvo nero si pappa il ragno e ragnatele comprese.

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    • rispondo a Gae e Gsi
      cosa differenzia il PD lombardo (Milano) da quello romano (Lazio)?
      sono sempre loro,
      Majorino per es. è da quando ha calzoncini corti che è in politica, è passato da Pisapia a Sala, per poi fare il salto a Bruxelles e ora si candida alla regione, senza dimettersi da parlamentare europeo, se cade, cade in piedi.
      E’ lo stesso PD lombardo che ha espresso Panzeri & soci.

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      • Purtroppo gli iscritti 5* lombardi hanno votato a favore dell’alleanza e bisogna prenderne atto. Quando dico che bisogna porsi obiettivi di medio-lungo periodo è per rendere possibile una crescita culturale e politica a partire dagli stessi militanti. E’ la pazienza del ragno che bisogna adottare per fare grande un partito. Senza lasciarsi prendere dalla fregola di avere tutto e ora. Infatti, occorre scrivere un manifesto di almeno un centinaio di pagine per meglio delineare il progetto di società a cui tendere. Spero che l’Avvocato impari a ragionare ancora più in grande.

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      • Adriano,forse la differenza sta nel fatto che ha un “programma” condiviso con il m5 lombardo. Il problema è: lo può concretizzare senza interferenze nazionali?
        Certo era meglio che il PD si rifondasse prime delle elezioni Lombarde…invece a proposito si è allungato il brodo…perchè?
        Solo per questo non mi fido… del resto vedremo dopo l’esito delle elezioni regionali …come andrà a fine.
        Possibile anche un eventuale uscita dal governo regionale del m5s(sempre che si raggiunga il governo della regione)

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    • non sono così ottimista come voi,
      ve lo ricordate il “O Conte o voto?”
      nel giro di un giorno se lo sono rimangiato.
      La politica è anche cogliere il momento,
      e i professionisti della politica, come sono i piddini e la galassia di liste civiche fasulle fiancheggiatrici, lo sanno bene.
      Prima hanno tentato di distruggere i 5S, con la complicità di Di Maio e molti dei parlamentari 5S, e ora cercano di sedurli in nome dell’alleanza anti-destra.
      Se vincono è tutto merito del PD e del loro candidato, se perdono è tutta colpa del Mov., come sostengono da settembre in poi.
      Ma così tanta voglia di “cadrega” hanno i lombardi per allearsi con i loro futuri strangolatori?
      Per non parlare della pantomima delle votazioni degli iscritti. una presa per il qulo.
      Perchè non farlo anche nel Lazio?
      Perchè i “cosiddetti” iscritti votano qualsiasi cosa gli mettano sotto il naso, come hanno fatto finora, nessuna proposta è stata mai bocciata.

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  5. Mi meraviglio che questo signore sia ancora nel Fatto!
    Capisco dare voce al dissenso nella direzione editorale,ma è l’ora che la smetta di essere sempre contro il Movimento!

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  6. @Gsi

    Ma lo stai vedendo cosa si sta coagulando attorno al segretario in pectore?
    Il gotha renziano del pd e i reazionari del partito. fassino: “appoggio bonaccini purché non si taglino le radici col passato”. In pratica il vecchiume mette un guardia il cosiddetto nuovo che avanza .
    È tutta una manfrina gattopardesca, un riposizionamento dei capicorrente e dei maggiorenti.

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    • Giansenio
      Il PD è a congresso.
      Hai idea di che cosa voglia dire essere a congresso per una forza politica (con quel patrimonio storico) che rischia di scomparire?
      E tu vuoi rinunciare ad essere parte attiva delle dinamiche di uno scontro (ammesso che ci sia e sarebbe auspicabile) che riguarda non solo quel partito ma il futuro di tutti noi?

      Per te è uguale se quel partito viene fagocitato da renziani e schiere di opportunisti come Fassino senza un cenno di opposizione allo scempio?

      Capisco bene le logiche che animano quelli che stanno dietro l’angolo a guardare come finisce illudendosi di ingrassare poi coi rimasugli lasciati dagli altri.
      Illusioni!
      Non è questo il modo di agire di una forza politica seria.
      Fa bene Conte a lasciare porte aperte al dialogo.
      Se nel PD si apriranno spazi e nel congresso acquisiranno peso politico, sarà un bene per tutti.
      Perché nessuna forza politica è in grado cambiare da sola lo delle cose.

      Se non si apriranno spazi saranno gli elettori delusi dal PD a riconoscere lealtà al M5S ed agire di conseguenza.
      Ma guarda che senza un PD di sinistra a fianco del M5S, la destra non la batti più per i prossimi 10 lustri.

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      • *lo stato delle cose.
        Aggiungo: che abbiamo tutti sotto gli occhi, infame guerra della Nato contro la Russia in Ucraina con tutte le conseguenze che ne derivano.

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  7. Anche il Lazio ha bisogno di olio di ricino benvenga al governo regionale l’ex spacciatore di drug che la melona non fa’ neanche comparire sui manifesti elettorali votate gente votate

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  8. Bisognerebbe capire se i piddini, camuffati da pentastellati sostenitori della necessità che il movimento si accordi con il pd per impedire che la “destra” vinca, siano degli imbecilli o dei furboni che credono di poter prendere per i fondelli quegli ingenui dei veri pentastellati.
    Come possono parlare di accordi tra pari quando una parte, il pd, pretende di imporre, prima di tutto, un suo candidato alla carica di Sindaco o di presidente di Regione e poi chiedere che il movimento si adegui? Non è successo questo nelle tornate elettorali del 2021 e 2022 pe l’elezione dei sindaci? Il PD ha forse appoggiato qualche sindaco pentastellato uscente, per esempio Virginia Raggi?
    E non sta succedendo lo stesso per le elezioni in Lombardia e nel Lazio?
    I falsi pentastellati lo sanno che che il Rosatellum fu fortemente voluto dai pidini di tutte le correnti per tarpare le ali al movimento a costo di consegnare, nel 2018, il governo alle tanto falsamente detestate destre. Questi pidini lo sanno che nel 2018 solo il grande successo del movimento impedì che le tanto detestate destre ottenessero la maggioranza assoluta dei seggi? Questi imbecilli sostenitori della trasformazione del movimento in ruota di scorta del pd hanno capito che nel 2022 le tanto da loro detestate destre hanno preso la maggioranza assoluta dei seggi nonostante abbiano preso quasi gli stessi voti del 2018.?

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