Dopo 10 mesi di sanzioni… la Russia è entrata nelle prime 10 economie mondiali

(Giorgia Audiello – lindipendente.online) – Nonostante gli innumerevoli pacchetti di sanzioni che l’Occidente ha varato contro la Russia e le previsioni di fallimento nel breve periodo della sua economia da parte delle istituzioni europee e americane, secondo i dati del Fondo monetario internazionale, nel 2022 Mosca è entrata nella classifica delle prime 10 economie mondiali, collocandosi al nono posto e scavalcando Italia – che si colloca al decimo posto – Brasile e Corea del sud per prodotto interno lordo (Pil). La medesima tendenza proseguirà nel 2023, anno in cui è previsto che la Russia mantenga la posizione attuale in classifica. Nel 2022, Mosca ha registrato un Pil pari a 2.133,1 miliardi di dollari, anche grazie al rafforzamento del valore del rublo e all’aumento dei prezzi delle materie prime, tra cui quelle energetiche, di cui la Russia è una grande produttrice. A fronte della resistenza dell’economia moscovita, si registra – al contrario – una tendenza alla recessione di molte tra le principali economie occidentali: è di oggi, ad esempio, la notizia riportata dal Financial Times secondo cui il Regno Unito affronterà la recessione peggiore e più lunga delle economie del G7, ma anche quella secondo cui la decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse metterà in difficoltà molti Stati europei, tra cui l’Italia, considerata l’anello debole della zona euro.

I risultati dell’economia russa e soprattutto l’apprezzamento del rublo contraddicono la narrazione dominante che per mesi è stata portata avanti dalle istituzioni europee circa l’efficacia delle sanzioni: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nell’aprile del 2022, in un’intervista al quotidiano tedesco Bild, aveva affermato che «le sanzioni ogni settimana entrano più a fondo nell’economia russa: le esportazioni verso la Russia sono crollate del 70%, 700 aerei russi hanno perso la licenza per mancanza di pezzi di ricambio e aggiornamenti software. Centinaia di grandi aziende e migliaia di esperti stanno voltando le spalle al Paese. Secondo le attuali previsioni, il prodotto interno lordo in Russia crollerà dell’11%. Il fallimento nazionale della Russia è solo questione di tempo». Ora si apprende, invece – dai dati dell’FMI – che in un contesto di recessione globale, i Paesi della zona euro saranno quelli più colpiti dal rallentamento economico. Dunque, se le sanzioni hanno indubbiamente creato dei problemi a Mosca, allo stesso tempo non ne hanno decretato quel crollo che il mondo occidentale si attendeva e auspicava. Hanno indebolito notevolmente, invece, la forza commerciale del Vecchio continente rallentandone la produzione industriale a causa degli alti costi energetici.

Anche lo stesso FMI ha dovuto rivedere più volte le stime di crescita dell’economia russa: inizialmente, infatti, aveva previsto una contrazione della crescita dell’8,6%, a luglio la previsione era scesa al 6% e ad ottobre al 3,2%. Intanto, l’economia moscovita ha dimostrato la sua enorme resistenza grazie alle manovre della governatrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, e all’apprezzamento del rublo, dovuto in buona parte dalla mossa strategica del Cremlino di esigere i pagamenti delle forniture energetiche in rubli piuttosto che in dollari o euro. Tutto ciò ha scosso gli interi equilibri economici internazionale dando il via a nuovi sistemi di pagamento globali che stanno progressivamente intaccando l’egemonia del dollaro come moneta di riferimento negli scambi internazionali.

Il ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, ha affermato che il calo del Pil russo nel 2022 è stato pari al 2,7%, spiegando anche che nel 2023 il calo potrebbe continuare: «Gli ultimi dati mostrano che il PIL per l’anno in corso scenderà a circa il 2,7%, è ancora possibile che il calo continui l’anno prossimo, secondo le nostre previsioni», ha asserito. Anche l’economia di Mosca, dunque, è stata colpita dal rallentamento globale e dalle sanzioni occidentali. Tuttavia, queste ultime non solo non hanno avuto l’effetto dirompente desiderato dall’Occidente, ma hanno anche aperto le possibilità all’emergere di nuovi sistemi finanziari e nuove rotte commerciali proprio come antidoto alle sanzioni. Non a caso, il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha dichiarato in una riunione del governo che le previsioni negative degli analisti occidentali sulla situazione economica in Russia non si sono avverate. In particolare, «il PIL del paese per 11 mesi è diminuito solo del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nonostante tutte le sanzioni», ha affermato.

La classifica stilata in base ai dati dell’FMI non mette solo in luce l’inesattezza delle analisi e delle previsioni occidentali riguardo al crollo di Mosca, ma mostra anche come l’economia occidentale sia destinata nel medio-lungo periodo ad essere soppiantata dalle potenze asiatiche se la tendenza media di crescita proseguirà nello stesso modo: l’India, infatti, quest’anno ha sostituito il Regno Unito tra le prime cinque economie del mondo, collocandosi al quinto posto con un Pil di 3.468,6 miliardi di dollari. Le sanzioni, dunque, stanno contribuendo al crollo delle economie occidentali più che di quelle russe e asiatiche: secondo i dati dell’FMI, infatti, ad essere maggiormente esposte alla recessione prevista per il 2023 sono proprio Unione Europea e Stati Uniti, cui si aggiunge la Cina a causa delle politiche Zero Covid. Nel frattempo, la Russia regge l’urto e l’India avanza, mentre nuovi equilibri internazionali prendono forma.

43 replies

  1. PIL senza riferire anche del PIL pro capite conta quanto due di picche quando briscola è cuori.

    Che il PIL dell’India – 1.5 miliardi di persone – sia al livello del PIL britannico – 66 milioni di persone – la dice lunga di quanta strada da fare hanno i paesi emergenti.

    Signora Audiello, un minimo di conoscenze di macroeconomia no?

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    • Ha scritto tante stxonzate senza accorgersene.
      Vero che il PIL russo ERA aumentato grazie alla mossa dell governatrice della Banca Centrale con la pretesa dei pagamenti in rubli, ma se volessimo tener fermo questo parametro, il cambio del RUBLO, come sta andando oggi?
      Quanti rubli sono necessari per acquistare 1 €uro?
      16 febbraio 85,7356
      24 febbraio 91,7566
      10 marzo 150,606
      1 aprile 90,5177
      6 maggio 68,3223
      30 giugno 54,3192 Effetto Nabiullina
      10 novembre 61,1251
      3 gennaio OGGI 77,1798 Con una svalutazione del 42% rispetto al 30 giugno

      La UE ha SMESSO di acquistare petrolio russo e gas nei quantitativi precedenti e il rublo ha ricominciato ad arretrare di valore.
      Perchè la giornalaia NON RICORDA che Putin ha ricominciato ad accettare i pagamenti in valuta estera?
      Perchè NON RICORDA che il gas Europeo invenduto non lo si riesce a piazzare altrove se non per un 10%?
      Capisco che il titolo possa esaltare alcuni troll infojati come il velinaro cojostro, ma la realtà sta dicendo tutt’altro.
      Il PIL andrebbe confrontato a valori di cambio costanti, perchè se lo fai crescere sulla base di un tasso di cambio farloccamente alterato si trasforma in bugie dalle gambe corte.
      E nel frattempo….

      Gas Europa -2% a 75 euro MW/h.
      Snam fa sapere che negli stoccaggi Stogit ci sono 9,3 miliardi di metri cubi di gas.
      Sulla base dei dati di preconsuntivo del mese di dicembre scorso il consumo di gas nel quarto trimestre 2022 – secondo quanto riferisce Snam – è risultato pari a circa 16,9 miliardi di metri cubi, con un risparmio di 5,6 miliardi di metri cubi rispetto ai 22,5 miliardi del corrispondente trimestre 2021.
      Un esito che va ricondotto anche alla minore domanda industriale e al passaggio di alcune utenze a combustibili alternativi al gas naturale.
      🎃🎃🎃🎃🥳🥳🥳
      A meno di eventi imprevedibili, la stagione invernale – viene evidenziato – potrebbe chiudersi a fine marzo 2023 con almeno 3 miliardi di metri cubi di gas residui in stoccaggio, contro i 0,69 miliardi di metri cubi registrati l’anno precedente. Un quantitativo che agevolerà il successivo processo estivo di riempimento.

      La quotazione del gas continua a crollare. Forza fiji de Pootteen, fateci sognare.

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      • L’idiot si è palesato, non capendo una beata cippa di dinamiche internazionali si cimenta in esercizi che al minimo lo fanno sembrare più defi c€nte di quel che realmente è,
        E leggendo le sue farneticazioni non merita neppure perder tempo,
        Un deficit mentale non lo si cura con gli esempi ma solo in strutture TSO di cui è un assiduo paziente.

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      • X il Sodomita GayBoy:

        Cosa c’é che non capisci di questa frase:

        è di oggi, ad esempio, la notizia riportata dal Financial Times secondo cui il Regno Unito affronterà la recessione peggiore e più lunga delle economie del G7, ma anche quella secondo cui la decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse metterà in difficoltà molti Stati europei, tra cui l’Italia, considerata l’anello debole della zona euro.

        Vuoi la traduzione, anche se le tue emorroidi protesteranno?

        Vuol dire che la Russia non solo non è crollata, non solo ha avuto una riduzione del PIL inferiore alle attese, ma a differenza delle nazioni occidentali non corre nessun rischio di default.

        NOI SI’. E tu, brutto COGLION3, ti diletti nel conteggiare la svalutazione del rublo che tuttavia, anche adesso vale più di 1 anno fa. BUFFON3.

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      • Mah! Prova a rileggere l’articolo. A me sembra che non parli nè di PIL in senso stretto, nè di PIL pro-capite, ma stia mettendo in evidenza – su dati pubblicati da fonti autorevoli e sovranazionali – la tendenza del PIL dei Paesi citati, la quale dice che quello dei Paesi occidentali, in primis europei, rallenta o decresce, mentre quello della Russia non è affatto crollato come sperava (sognava?) Ursula von der Layen e quello dei Paesi asiatici aumenta, tanto che l’India quest’anno si posiziona al quinto nel mondo, superando la Gran Bretagna.
        Certo, come una rondine non fa primavera, un anno di andamento del PIL non vuol dire uno sconvolgimento mondiale. Però fa sicuramente effetto dopo che gli europei hanno avuto (almeno per ora) l’illusione di poter far soccombere i russi.

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    • 👍🏻giusta osservazione!

      Ma Questo articolo mi sembra la scoperta dell’acqua calda.
      La gran parte della ricchezza russa è nelle mani della cricca di oligarchi,
      Che da sempre hanno investito dappertutto meno che in Russia.
      Adesso se portano fuori un rublo li sanzionano.
      Se lo fanno in modo losco Putin (giustamente dal suo punto di vista)li prende per un orecchio e gli fa capire che i soldi rimangono in Russia,
      e magari devono essere investiti in industria bellica.
      È normale che il Pil salga( ma se magari la metà riguarda le armi…non è un buon segno per l’economia)
      Poi c’è sempre qualche oligarca che probabilmente prova a fare il furbo,e magicamente cade dalla finestra del decimo piano…con frequenza quasi mensile.

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    • Di sicuro tu non possiedi conoscenze di itagliano scritto, visto che l’articolo parla di PIL e non di PIL pro capite.

      Gli indiani erano tanti anche l’anno prima, ma avevano meno PILu dei britannici. Adesso il problema è risolto.

      Stacce, a te e a quel sodomita di JollyBoy brucia il quletto, ma sono problemi vostri.

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      • 23 volte la popolazione della GB (India) è capace di produrre lo stesso valore (quest anno un po’ di più, per i pedanti) della GB. Tanta roba, dei fenomeni questi Indiani rispetto alla GB, davvero.

        Qualsiasi articolo che parli solo di classifiche di PIL tra paesi senza introdurre altri parametri relativi/correttivi vale come il due di picche quando briscola è cuori, riconfermo.
        Le valutazioni che se ne possono estrarre sono pari al livello che sei solito portare in questo blog: zero.
        Ma non quello relativo, quello assoluto.

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    • Un po’ come dire che l’economia cinese è più piccola di quella svizzera perché ha un pil procapite inferiore e se diventasse la prima economia al mondo sorpassando gli USA (anche il loro pil procapite è inferiore a quello svizzero) non significherebbe nulla. Ah, l’esperto/a di economia!

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      • Spiace che tu abbia principi di economia di base di così basso livello da non capire.
        Difatti l’economia Svizzera, avendo PIL pro capite così alto, rende gli abitanti tra i più benestanti del mondo, più degli americani e largamente più dei cinesi.

        Poi si potrebbe anche parlare di come il PIL sia distribuito nella popolazione – in Svizzera chiaramente in modo più bilanciato che in Cina dove a fronte di pochi ricchi c’è una marea di miserabili ancora -. Si potrebbe anche parlare di rapporto di capitalizzazione di mercato e PIL e di PIL reale e nominale ma non qui e non con te che non hai ben chiari i concetti di KPI assoluti e relativi e cosa rivelino gli uni piuttosto che gli altri.

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      • Tutto Vero!
        È come spiegare a una signora che,
        ad un incrocio in mancanza di segnaletica, chi proviene da destra ha la precedenza!

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  2. Non ci posso credere: il Fondo Monetario Internazionale si è schierato con Putin ! Sta facendo dichiarazioni che giovano alla Russia e danneggiano o calunniano o in qualche modo mettono in cattiva luce la “santa alleanza” chiamata NATO. Bisogna BOICOTTARE immediatamente il FMI.

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  3. Quanto tempo dovrà restare in moderazione il mio commento che smonta, con quattro numeri,
    NON CONTESTABILI,
    questa narrazione?

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  4. Riuscire a dimostrare la salute di uno stato senza conoscere le sorgenti economiche quelle conosciute e quelle nascoste ai più …diventa difficile ..come misurare con un cucchiaino la quantità d’acqua di un lago.
    Basta scoprire una materia prima emergente eccoti che ti va a fare in cubo la tesi.
    Poi in quattro righe dove vuoi andare?
    Eppure ci sono in giro anche questi giornalai…. materia di distrazione delle masse!

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  5. In pratica le sanzioni servono solo a impoverire chi le pratica ! E tutto questo ha un preciso disegno , vedi Iran !!

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  6. Mentre i soldati arruolati e spediti a morire in guerra, anzi operazione militare speciale, quell’ubriacone di Shoigu, ministro della difesa, si divertiva in uno dei più costosi ristoranti moscoviti.

    È così che cresce il PIL della Russia?

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    • X J.Boy:

      Se hai le fregole vai in Donbass. Un bel missilotto russo ti calmerà le emorroidi una volta per tutte.

      Come i tuoi kamerati denazificati qui:

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    • Il “pauperismo delle élite” contro Shoigu : ecco perché si può andare in guerra pur andando nei ristoranti costosi (semicit.)

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  7. Il PNRR ossia piano di ripresa e resilienza,
    “piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia è finanziato con 69 miliardi di euro di sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro di prestiti. I pagamenti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza sono basati sui risultati e subordinati all’attuazione da parte dell’Italia degli investimenti e delle riforme delineati nel suo piano”
    209 miliardi in sei anni, di cui 2 rate di 19 miliardi già erogate, altri 19 saranno erogati nel 2023.
    A fronte di queste entrate lo stato itaGGliano ha già dilapidato, per far fronte alla crisi energetica del 2022, la modica cifra di 76 miliardi, e fortuna vuole che temperature clementi, il blocco cinese causa covid, chiusura delle più importanti aziende energivore, il costo del gas si mantiene sui 790$ i 1000m3, qualcosa in più delle 3 volte il suo prezzo del 2021 che costava 250$ 1000 M3,
    Ma c’è qualche idiot che arriva addirittura ad esultare.

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  8. Ed eccole le 3 civette sul comò di Pootteen che si appalesano per tentare di rispondere a numeri incontrovertibili ma, as usual, non riuscendoli a maneggiare si abbandonano ad insulti infantili tipici di chi sperimenta le prime polluzioni notturne.
    Ma c’è l’avete piccolo lo stesso🤭🤭🤭😂😂😂
    Il cambio rublo/€uro è in picchiata
    Il prezzo del gas/MWh è in picchiata
    Le quantità prima assegnate alla UE non si riescono a vendere altrove.
    Le spese belliche, in moneta e in vite umane, crescono.
    Oggi la Bulgaria ha stipulato un contratto di fornitura del gas con la Turchia, cancellando completamente la Russia e assicurandosi una fornitura pari al 50% dei propri consumi per almeno 10 anni.
    E i nazisti della Wagner che stanno combinando?
    Prigozhyn Prizcoso ammette che non sono in grado di farcela…
    Dai, dopo 7 mesi di tentativi e decine di migliaia di uomini mandati al macello, è già qualcosa..

    Il piano era: conquisto Bakhmut lanciandoci addosso gente a caso, tipo i galeotti, e vado da Putin a chiedergli di fare il ministro della difesa.
    Però dopo 7 mesi non è riuscito a far niente se non sprecare risorse, allora cerca di buttare la colpa sull’esercito regolare che non lo rifornisce abbastanza, che TDKZ
    E voi a incensare una cupola cleptomafiosa di sanguinari e spregiudicati arrivisti assassini.
    Quando gli italiani capiranno che il futuro prossimo è nelle rinnovabili non sarà mai troppo tardi.
    Non mi va di dipendere dai peggio dittatori del globo. Ma è l’Eni a dettare la linea, purtroppo, perché con i suoi dividendi contribuisce al rimborso dei titoli di Stato.
    Capito civette? Noi, noi, noi, ma dormite assieme e vi fate coccole e moine?
    Al bamboccio dei cartoni animati:
    A mezzanotte del 31 dicembre le forze armate ucraine hanno completamente distrutto l’edificio dove si trovavano i mobilitati russi a Makiivka, nel Donetsk. Una strage con 400 morti e 300 feriti che ha innescato le critiche sulla gestione dell'”operazione speciale” da parte dell’ex ufficiale dei servizi russi Igor Girkin.
    Commenta tu che sei esperto in supposte cameratesche.

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    • L’unica cosa che è in picchiata è il tuo stato di salute mentale.

      Poro SCEMO.

      Intanto il tuo razzetto HIMARS è finito in briciole assieme ai nazi del suo equipaggio, boom! E ciao ciao altri 2 HIMARS più 4 RM-70 e 120 schiavi di Zelensky.

      Aspetto con fervore di vederti denazificato. Vai in Donbass, forza, che ancora non hai nemmeno fatto le valigie.

      Gente come te è fortemente attesa dall’eroe degli inferi Bandera, non senti il richiamo irresitibile che promana ad ogni mente debole e pervertita come la tua?

      Raggiungilo all’inferno, il prima possibile.

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      • Tu oltre che invasato di Pootteen sei ossessionato dagli ucraini, che dipingi tutti nazisti.
        E quelli del Wagner group no?
        Ma di che patologia soffri per avere perennemente pensieri sodomiti nella tua zucca?
        Hai subito violenza da qualche bullo col Big Fish che ti ha traumatizzato?
        Questo tuo pensiero ricorrente, la ricerca di complicità cameratesche con gli altri storici disagiati del blog, la volontaria sottomissione all’uomo forte per provare appagamento, sono caratteristiche tipiche di chi va in giro con grandi orecchie, detti Rcchi-Oni.
        Fai outing una volta per tutte scendendomi dalla spalla in cui resti appollaiato come na cicciuett’la, civetta trad.
        Scinn’m a ncuoll, sturdu’

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  9. To!! L’idiot ha pure il coraggio di tentare di sovvertire la realtà con notizie tratte dal mainstream,
    Proprio vero che per gli idiot non c’è medicina,
    Meglio lasciarlo cuocere nel suo brodo perché i noccioli si contano a fine pasto

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  10. Riproponiamo per gli yankee…

    «La guerra dietro la guerra del gigante d’argilla americano
    Date: 15 Maggio 2022 Author: ilsimplicissimus

    Oggi che è domenica mi posso prendere una pausa e tentare di spiegare quali sono i caratteri della guerra di fronte alla quale ci troviamo, la quale si combatte con le armi in Ucraina, ma che in realtà infuria in tutto il mondo: il conflitto è tra il virtuale e il concreto, tra un’economia fatta quasi solo di denaro che moltiplica se stesso e un’altra fatta di cose tangibili , ovvero materie prime, manufatti, lavoro. Tra finanza e produzione. Tra un impero di carta potenzialmente infinito e uno dove al contrario è proprio il limite a definire l’attività umana. Tra un cultura occasionalistica e di mercato e una invece che ha profonde radici. E’ la battaglia tra un eterno presente privo di prospettive e una visione dialettica della storia e del mutamento. Potrei continuare a lungo in questo elenco di dicotomie, ma voglio cominciare da dove magari non si immagina, ovvero dal Pil una misura econometri nata nei suoi connotati attuali dal neoliberismo e dunque adatta a celebrarne le glorie, senza però dire nulla riguardo alla ricchezza reale delle popolazione generale che invece è essenzialmente determinato dalla politica. Il Pil si definisce come il valore totale di tutti i beni e servizi dei prodotti finali di un Paese al netto di tutti i consumi intermedi, ma dentro questa formula si nasconde un verme burlone perché significa che il Prodotto interno lordo comprende anche cose che non apportano alcun valore aggiunto dal punto di vista dell’economia reale. Ad esempio, una commissione che un agente immobiliare riscuote per l’intermediazione di un appartamento aggiunge valore economico? No, perché non crea spazio abitativo aggiuntivo, fornisce un servizio utile, ma la sua commissione non crea alcun valore aggiunto per l’economia, perché l’appartamento affittato esisteva già e il proprietario lo avrebbe affittato anche da solo. Tuttavia, fa Pil e ciò vale per una quantità quasi infinita di attività, compressi i servizi finanziari:: ma che valore reale si aggiunge se le azioni vengono scambiate in borsa da programmi informatici per la gioia degli speculatori? Ma anche questo fa Pil.

    Ora è ben noto che il prodotto interno lordo dei Paesi occidentali è essenzialmente formato dai servizi, molti dei quali creano un valore solo fittizio che non ha relazione col mondo reale e con la creazione di beni reali. L’esempio più clamoroso è quello degli Usa: guardando i numeri dettagliati del PIL degli Stati Uniti che raggiunge grosso modo i 20 trilioni dollari l’anno, vediamo che il 60% abbondante è dato dall’insieme del settore finanziario, assicurativo, immobiliare, locativo e leasing che contribuisce con quasi 11,4 trilioni di dollari; a ciò si aggiungono le aree “Federal Reserve Banking, Credit Intermediation and Related Activities” (1,1 trilioni), “Titoli, contratti su merci e investimenti” (0,8 trilioni), “Compagnie assicurative e attività correlate” (1,4 trilioni), “Fondi , trust e altri strumenti finanziari” (0,2 trilioni): nell’insieme su arriva al il 75% del Pil. Tutto questo significa che l’attività economica “reale”, cioè la produzione industriale o agricola e il commercio, sono fattori minoritari e per giunta in via di estinzione. La stragrande maggioranza del prodotto interno Usa deriva dal movimento di denaro senza che venga aggiunto un valore reale. Alcune di queste transazioni generano anche valore aggiunto, ma non tutte. O per dirla in altro modo: qual è il valore aggiunto per il PIL se un titolo emesso anni fa aumenta di prezzo? Nessuno, poiché questo non produce una merce aggiuntiva né fornisce un servizio aggiuntivo, senza tralasciare il servizio del commerciante di borsa che vende e compra in continuazione il titolo. Eppure la quasi totalità del 10 per cento della popolazione più ricca che possiede quasi la stessa quota di ricchezza del rimanente 90 per cento fa i soldi senza creare economia reale se non in piccola parte. Per rimanere con l’esempio precedente un titolo, ad esempio un’azione, ha un effetto economico solo al momento della sua emissione, perché in quel momento fornisce a chi lo emette denaro fresco con cui può investire in qualcosa di concreto: l a successiva speculazione con il titolo in borsa può portare profitti agli speculatori, ma non apporta più alcun valore economico aggiunto. E infatti il valore fittizio rimane nelle tasche degli azionisti e non entra pienamente nel ciclo economico.

    Come sappiamo esiste un Pil nominale e un Pil reale che tiene conto dell’inflazione, anche se non sempre, anzi quasi mai viene specificata la misura adottata, ed esiste anche un Pil calcolato in base alla parità di potere d’acquisto, ma forse bisognerebbe introdurre una nuova misura, ovvero quella del Pil effettivo che misuri la sola produzione di valore reale. Ora però il calcolo del Pil fa sembrare che i Paesi occidentali siano più ricchi degli altri, ma sotto questo belletto sparso dal regime neoliberista, viene nascosto il fatto che non sono più il vero fulcro dell’economia mondiale e non esprimono il vero tenore di vita delle persone. Prendiamo come esempio la Russia: sebbene i salari siano più bassi che in Occidente, il russo medio può permettersi lo stesso prezzo di una persona media in Occidente. Il russo medio ha un appartamento (per lo più in un condominio,), un’auto e va in vacanza una volta all’anno e ha una vera assistenza sanitaria gratuita. Quindi non è importante quanti soldi guadagna qualcuno, ma cosa ci si può permettere con questi soldi nel proprio paese. Il ragionamento vale anche per la Cina dove i salati in molte zone fortemente industrializzati sono appena inferiori a quelli europei, ma con un potere di acquisto molto superiore da cui nasce per così dire l’auto alimentazione dell’economia cinese. I “media di qualità” continuano a dirci che l’economia russa è piccola e debole, e che la grande Russia ha ancora meno potere economico della piccola Italia. Questo è vero, ma solo quando si calcola il PIL nominale, se si calcola il Pil in base al potere di acquisto la Russia balza al sesto posto e lascia l’Italia al 12°. Se poi volessimo creare un Pil effettivo basato sui beni reali dei vari Paesi, compresi quelli energetici, minerari e produttivi la Russia sarebbe seconda dopo la Cina.

    Ora il problema è questo e si sta manifestando nella guerra: le economie che si basano su beni beni reali i quali hanno un concreto valore d’uso oltre che di scambio non hanno bisogno di interferire con altri , mentre quelle finanziarie possono sopravvivere solo sfruttando gli altri e solo imponendo dovunque la propria logica. Ecco perché lo pseudo gigante Usa ha bisogni di mandare gli ucraini al macello: perché la disobbedienza rispetto all’ordine finanziario di cui sono i padroni è un pericolo mortale per loro. L’Europa si trova nel mezzo perché non p ancora abbastanza finanziarizzata e ha ancora una produzione manifatturiera che la potrebbero collocare a metà strada, ma è costretta a rimanere nella gabbia della Nato con conseguenze catastrofiche.».

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    • Egregio Bourla, il lunghissimo (troppo) articolo/interpretazione sul PIL lascia intendere che la finanza è cosa diversa dall’economia, che l’una è perversa e l’altra buona, che l’una è parassitaria e l’altra attiva. Magari fosse così e si potesse procedere con tagli e squadrature ” semplicissime” o semplicistiche. Invece, camminano insieme, lavorano insieme, producono risultati insieme. Poi, esistono le disfunzioni, le forzature, i parassitismi: dovrebbero essere le idee politiche e sociali a correggerli. Anche l’economia criminale ( dal peculato alla rapina, dal narcotraffico ai sicari) produce ” ricchezza” ma non è tutelata dalle Leggi, anche la finanza criminale produce ” ricchezza” , ma si chiama usura e strozzinaggio.
      Articolo forse suggestivo ma poco scientifico.

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      • Egregio paolodiamanted25de5ac87, il lunghissimo (?… a me pare una lunghezza come se ne vedono tante, ma de gustibus…) articolo/interpretazione sul PIL lascia intendere che la finanza è cosa diversa dall’economia – e fin qui siamo d’accordo – che l’una è perversa e l’altra… pure, all’occorrenza.
        Infatti, che l’una sia parassitaria – fittizia, direi maglio – e l’altra attiva, nel senso di reale, non esclude affatto la perversione.

        Solo che, la prima per essere irreale è sempre per ciò stesso perversa, la seconda può in certi casi redimersi.

        Come saprà, a differenza sua e di molti altri qui, la sci-en-za e tutto quello che vi ruota attorno, il sottoscritto la tiene in non cale.

        Buona giornata

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  11. Questo è già il secondo ospedale colpito intenzionalmente dall’artiglieria ucronazista.

    I figli di Puta come JollyBoy esulteranno, ovviamente.

    Bandera li aspetta all’inferno.

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    • Jb è solo un idiot, un povero microcefalo imbevuto di propaganda e fanatismo, non merita neppure prenderlo in considerazione,

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