Dai Giochi della gioventù all’italiano in Costituzione: le proposte di legge più originali dei primi due mesi del governo Meloni

Il bilancio di fine anno conta più di mille proposte di legge depositate tra Camera e Senato

(Gabriele Bartoloni – repubblica.it) – Il bilancio di fine anno conta più di mille proposte di legge depositate tra Camera e Senato. Le più stravaganti si sono fatte notare: dai bonus per i matrimoni in chiesa, fino al discusso emendamento alla finanziaria per la caccia nelle zone urbane. La legislatura è iniziata solo da appena tre mesi, ma nell’elenco dei ddl depositati già spuntano proposte degne di essere menzionate per originalità. Della lista fanno parte il ritorno delle elezioni provinciali, lo stop alla canapa light e il revival dei giochi della gioventù. Fioccano le leggi che hanno come oggetto l’istituzione di una giornata nazionale, come quella dedicata al “divertimento in sicurezza” e quella che celebra le protagoniste donne nei fumetti. 

Guerra all’erba legale

Si tratta di un vecchio cavallo del centrodestra. Ci aveva provato Matteo Salvini nel 2019, al tempo del governo giallo-verde. Oggi invece è il senatore Maurizio Gasparri a dichiarare guerra ai canapa shop. Lo storico esponente di Forza Italia è il primo firmatario di una proposta di legge che punta a vietare la commercializzazione della cosiddetta cannabis light, quella con un contenuto di Thc inferiore ai limiti di legge. Secondo il testo del provvedimento la commercializzazione di questo tipo di canapa avrebbe “creato non pochi problemi per gli operatori a vario titolo coinvolti nell’azione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti”. 

Tornano i giochi della gioventù, ma solo per chi ha la sufficienza

L’ultima edizione fu quella del 2017. Ora, con una proposta di legge presentata dalla Lega (prima firma Massimiliano Romeo), la maggioranza potrebbe reintrodurre i giochi delle gioventù. Il ddl del Carroccio prevede anche una dotazione finanziaria: 20 milioni di euro all’anno a partire dal 2023. Ma non tutti gli studenti potranno partecipare, solo coloro –  si legge nel testo –  “che abbiano ottenuto la media della sufficienza nel semestre scolastico prece­dente a quello di svolgimento della manifestazione sportiva”. 

Le giornate celebrative: dalla “vita nascente” alle donne nei fumetti 

Sono ben 16 le proposte di legge che puntano ad allungare il calendario delle giornate celebrative. Si va dal ripristino della giornata nazionale delle forze armate (4 proposte tra Camera e Senato) fino a quella dedicata “agli italiani del mondo”. Non si può non segnalare il ddl a prima firma Federica Onori (M5s) sull’istituzione della giornata nazionale “dedicata alla celebrazione delle donne protagoniste del mondo del fumetto”. Sempre dai 5 stelle arriva la proposta della giornata dedicata al “divertimento in sicurezza”. Obiettivo: il raggiungimento “della felicità individuale” e “del “benes­sere collettivo”. Degno di menzione (non tanto per l’originalità, quanto per le polemiche che si è portato dietro) è il ddl sull’istituzione della giornata dedicata alla “vita nascente”, presentata dal senatore Gasparri in tandem con il discusso ddl pro-vita sul “riconoscimento della capacità giuridico del concepito”. Un provvedimento, quest’ultimo, che avrebbe svuotato la legge 194. 

Riecco le province. Sindaci eletti con il 40 per cento

E’ uno dei pochi punti in comune che lega il centrosinistra e centrodestra: dal Pd a FdI, passando per la Lega e Fi. Tutti d’accordo: reintrodurre l’elezione diretta del presidente e dei consiglieri, rispolverare le giunte provinciali con tanto di stipendi. Il tutto però senza ripristinare le funzioni in capo alle province prima che su di loro si abbattesse la scure della riforma Del Rio. Sul fronte dei comuni, invece, due proposte di legge –  a prima firma Ronzulli (Fi) e l’altra Romeo (Lega) – prevedono che anche che nei comuni superiori a 15 mila abitanti il sindaco possa essere eletto con il modello siciliano. Addio maggioranza assoluta e ballottaggio, dunque, al candidato basterà superare la soglia del 40 per cento dei voti. 

Lingua italiana in Costituzione 

La proposta fa il paio con le parole pronunciate pochi giorni fa da Giorgia Meloni: “Siamo travolti dalle parole straniere, dagli inglesismi, perché la nostra è una lingua molto complessa”. Detto fatto: arriva da Fratelli d’Italia (primo firmatario Roberto Menia) il disegno di legge che punta ad inserire in Costituzione l’italiano come lingua ufficiale dello Stato, in quanto –  si legge nel testo della proposta – “l’Italia è uno dei pochi Paesi occidentali in cui la Costituzione non preveda espressamente il riconoscimento della lingua nazionale come lingua ufficiale dello Stato”. Il ddl aggiunge all’articolo 12 della della Carta un comma che indica l’italiano come la lingua ufficiale dello stato. E aggiunge: “Tutti i cittadini hanno il dovere conoscerlo e il diritto di usarlo”.

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3 replies

  1. Che gentaglia alberga nei palazzi governativi, hanno la faccia come il dietro, altro che specchio della società. Sono i peggiori personaggi che potevano governare, dovrebbero fare gli interessi del popolo, ma usano la ‘creatività’ nel pensare alle cazz@te, più sono inutili e dannose più sono accolte da queste teste con pochi neuroni oppure ne sono totalmente prive. Siamo passati dalla cretinite piddina, alla stupidità senza limiti della destra ‘sociale’

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