La Manovra di Sanchez toglie ai ricchi per dare ai poveri

Più soldi per pensioni e stipendi pubblici, treni a breve percorrenza gratis. In via di approvazione la legge che tutela i trans. E la peruviana disoccupata Perla vince alla lotteria in diretta tv. – La fortuna è cieca, ma il governo ci vede benissimo. È toccato a Perla, un’immigrata di origine […]

(DI ALESSIA GROSSI – Il Fatto Quotidiano) – La fortuna è cieca, ma il governo ci vede benissimo. È toccato a Perla, un’immigrata di origine peruviana “el gordo”, uno dei numeri della lotteria di Natale spagnola. La donna ha incarnato ogni genere di probabilità statistica. Lei, disoccupata madre di due figli, Josh e Michelle, non solo ha vinto la lotteria, ma l’ha fatto in diretta tv, davanti alle telecamere che nel Teatro Real di Madrid stavano riprendendo i bambini di San Idelfonso “cantare” i numeri sorteggiati dalla grande ruota della fortuna. In mezzo a 2mila persone in sala, alle 11.21 di ieri, Perla ha urlato la sua sorpresa mentre in tv andavano le immagini dell’abbraccio ai figli, seguite da lei che viene accompagnata fuori dalla scorta mentre continua a dire: “Questa è opera di Dio. Dio è grande, sa perché fa ciò che fa”. Che sia stato Dio o la fortuna fatto sta che Perla ha dichiarato immediatamente che con la vincita regalatale dallo 05490 del Gordo vuole comprarsi una casa dopo anni passati a lavorare in una caffetteria e qualche mese già di disoccupazione. Meloni direbbe che Perla non meriterebbe la disoccupazione avendo speso 1.900 euro nell’acquisto di 96 dei 100 decimi del Gordo. Eppure così ha vinto 400mila euro, che mai avrebbe potuto mettere da parte in tutta una vita di sacrifici e di lavoro in caffetteria.

Per tutti gli altri spagnoli non baciati dalla dea bendata, ci sono le misure approvate dal governo Sanchez per il 2023. Una manovra che riequilibra parecchio le fortune: pagano più tasse coloro che guadagnano di più, comprese le aziende energetiche che hanno accumulato grandi profitti grazie all’aumento dei prezzi del petrolio e del gas.

I pensionati si vedranno incrementare le pensioni dell’8,5%, gli impiegati pubblici lo stipendio del 2,5%. Resta la gratuità dei treni a breve percorrenza e pendolari così come la diminuzione dell’Irpef per i redditi più bassi. Sale quello per i redditi più alti e quelli da capitale. Scendono anche le tasse per le piccole e medie imprese così come l’Iva sui prodotti dell’igiene intima femminile, come gli assorbenti. In più Sanchez ha previsto 28 miliardi per progetti associati al Pnrr e la proroga del bonus affitti per i giovani. La manovra è stata votata dall’intera coalizione di governo e dai suoi alleati esterni: Partido socialista obrero espanol, Unidas Podemos, Pnv (il partito nazionalista basco), Eh Bildu, PdeCat (Il partito democratico catalano), Coalicion Canaria, Mas Pais, Compromis e Prc. Anche i piccoli partiti l’hanno giudicata una manovra “adatta alla situazione economica e sociale del momento”. Non l’ha votata invece il Partito Popolare che l’ha ritenuta solo un modo per mantenere più a lungo al potere i socialisti. Questo infatti è l’ultimo bilancio prima della fine della Legislatura e in effetti il Psoe attraverso queste misure si gioca il futuro.

Stop alla lotteria dei diritti. Non dipenderà invece mai più dalla fortuna la vita delle persone trans in Spagna, grazie all’approvazione della Ley trans, tanto discussa e passata al Congresso proprio ieri anche con l’appoggio dei socialisti, tranne Carmen Calvo, ex vicepresidente dell’esecutivo nonché presidente della Commissione delle Pari opportunità in cui la legge è nata. Calvo è da sempre critica nei confronti dell’articolo che prevede l’autodeterminazione del sesso anche per i/le minorenni di 14 anni, senza il permesso dei genitori.

La norma, che ora deve passare al Senato, dove è previsto che venga approvata, permette alle persone che vogliano cambiare sesso di poterlo vedere riflesso anche sulla carta d’identità senza bisogno di alcuna autorizzazione, ma con la mera richiesta. Ed è proprio questo – oltre all’età dalla quale è possibile farlo – il punto che ha aperto un dibattito di mesi tra gli alleati di governo (a proporre la legge è stata la ministra delle Pari Opportunità, Irene Montero) Podemos e Psoe. Ma soprattutto che ha visto la divisione dei movimenti femministi e la comunità Lgbtq+ spagnola. Quest’ultima ieri ha festeggiato come fosse Capodanno.

Nota natalizia. La “moda” del panettone, tanto più se artigianale e originale è arrivata in Spagna: panettieri e pasticceri di mezza penisola iberica sono al lavoro da mesi per confezionarli. Tanto che il padre spagnolo del dolce di Natale che lo introdusse già anni fa nel Paese, Paco Torreblanca, senza alcuna fortuna, 34 anni fa, e che si narra dovesse regalarlo perché nessuno lo voleva, quest’anno ne ha venduti già 35mila. E a sigillo della moda nazionale, anche la Rae – Real Academia espanola della lingua – ha inserito “panetone” nel vocabolario 2022. Ma gli manca qualcosa!

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12 replies

  1. se fossi più giovane espatrierei in Spagna!
    Questa italia non merita altro …la fuga dei giovani e di coloro che ne hanno le @@ piene di questa politica fatta da ladri!

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    • Forse è stata l’unica volta che ho avuto buon fiuto, anni fa una multinazionale mi spedì in Spagna per lavoro, soggiorno circa 3 anni. Beh, ci sto da più di venti e osservo con dispiacere lo sfacelo politico, etico, sociale, economico del mio paese. Pensavo sinceramente che la svolta del 2018 potesse frenare la deriva, ma le mafie onnipresenti hanno reagito dopo la sorpresa iniziale, e voi elettori una volta di più avete seguito il pifferaio (o la pifferaia) di turno. Buona fortuna, anche se non la meritate

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      • Buon per te Alfredo.
        Però non sono ottimista, penso che la Spagna magari stia meno peggio, ma comunque male.
        E penso che se Sanchez fa davvero qualcosa di sensato, durerà poco, lo faranno a pezzi.
        Non credo-spero che la Spagna abbia la forza per essere libera dall’Impero.

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  2. Dai, andiamo tutti in Spagna!
    A proposito, come è andata a finire con la “sovranità” della Catalogna e l’ “eroe” Puigdemont che hanno riempito i giornali per mesi? E la sindaca di Barcellona, quella del “Welcome refugees”, quante migliaia di “migranti” ha preso? Immagino che le ONG facciano la fila davanti alle sue coste…
    No? Ancora tutte da noi? Ma guarda un po’, chi lo avrebbe mai detto…
    Già tutto passato di moda…
    (Non ci viene il dubbio di essere un po’… boccaloni… -scusate-?)

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    • Basterebbe avere un “Sanchez” qui’ da noi….!!! Ce l’ avevamo…e si chiama Giuseppe Conte..ma la maggioranza dei votanti italiani… ha preferito avere il trio di destra….che come scriveva, pochi giorni or sono sul Fatto Don Paolo Farinella la “poverta’” per il trio che ci governa, tra figuracce a non finire…n.d.r., è come la livella di Toto’ azzera ogni riscatto….!! Vergognosamente malissimo da una parte….pero’ in compenso si stanno scaldando i forni per l’ arrivo della carne di cinghiale a Km. zero…!!! Sursum corda

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  3. Cari amici ,
    se pensate che la “democrazia spagnola” è iniziata dal 1982 quando è entrata pure nell’UE … visto il nostro passato dal 1945 direi che la Spagna al nostro confronto ha fatto passi da gigante.
    Ricordo le riunioni che si facevano già ai tempi doi Franco: erano messi veramente male!
    Noi siamo daL ’45 che lottiamo e vediamo come siamo messi…peggio della spagna.
    Non so quanto dureranno,ma è certo che stanno prendendo una strada migliore della nostra!

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