Anche questo evento è diventato “politico”. Tuttavia in una partita vigono regole diverse da quelle della vita normale. E chi la guarda vuole proprio lasciarsi alle spalle le sue angustie quotidiane. I Campionati del mondo di calcio sono cominciati male e stanno continuando anche peggio […]

(DI MASSIMO FINI – Il Fatto Quotidiano) – I Campionati del mondo di calcio sono cominciati male e stanno continuando anche peggio. Lo si poteva sapere dall’inizio quando, per una ragione di money, il Qatar è stato scelto come sede.
Immediatamente s’è posta la questione dei diritti civili, che in Qatar non esistono, e il Campionato del mondo di calcio da evento sportivo, quale dovrebbe essere e restare, si è trasformato in un fatto politico. La Germania che si è messa in prima linea, sia come Paese sia come Federazione sia come squadra, è quella che ne ha patito di più: i giocatori hanno iniziato la prima partita mettendosi significativamente la mano sulla bocca e hanno perso la concentrazione. Le hanno buscate dal Giappone, sconfitta che sarà all’origine della loro eliminazione. C’è anche da dire che i tedeschi non sono più tedeschi. Ai campionati del mondo del 1990, giocati in Italia, andai a vedere a San Siro, dietro una delle porte, Germania-Olanda. Quando i deutsche avanzavano su due linee (credo che fosse un 4-4-2) nella loro classica divisa, calzoncini neri e maglia bianca, sembravano la Wermacht. Adesso giocano sempre bene (in questo Campionato ci sono un’infinità di calciatori che militano in Bundesliga) ma il loro gioco è diventato lezioso, non ha la forza fisica e mentale dirompente che mostrarono nella finale dei Campionati del mondo del 2014 contro l’Argentina (chi non ricorda Schweinsteiger che tutto rotto rientra in campo a tutti i costi?). In Germania-Giappone i veri tedeschi erano i nipponici che hanno giocato con una determinazione samurai. Preferivo la Wermacht.
Un’altra questione prettamente politica ha riguardato l’Iran. Nella prima partita i giocatori iraniani non hanno cantato l’inno per solidarietà con i connazionali che nel loro Paese si stanno battendo per i diritti delle donne. In quell’occasione i calciatori iraniani non hanno praticamente giocato, non si possono prendere sei goal da una mediocre Inghilterra. Nella partita con gli Stati Uniti i calciatori iraniani hanno invece cantato l’inno. Si è affermato che lo hanno fatto per paura delle ritorsioni contro di loro e le loro famiglie. Non è così. In quella partita i calciatori hanno cantato l’inno in modo convinto perché l’odio nei confronti degli Stati Uniti superava ogni altra considerazione. Gli americani hanno sommerso di sanzioni economiche l’Iran per la questione del nucleare. Ora l’Iran ha firmato il trattato di non proliferazione e ha sempre accettato le ispezioni dell’Aja che hanno ogni volta accertato che l’arricchimento dell’uranio non superava il 6%, per fare la Bomba ci vuole il 90%. Quello delle sanzioni è il consolidato metodo americano per mettere in ginocchio i Paesi che ritengono ostili (vedi Venezuela). Israele non ha firmato il trattato ma ha la Bomba, però nessuno si è mai sognato di sanzionarlo. Quando alla fine della partita con gli Usa, persa 1-0, i giocatori iraniani si sono gettati a terra sconsolati non era per la paura delle ritorsioni del loro regime, non era un gesto di solidarietà verso le loro donne, era l’amarezza di chi aveva perso, anche sul campo di calcio, contro gli odiati, da tutti, non solo dai Pasdaran, yankee.
Sono Campionati mediocri con squadre mediocri o, se parliamo di quelle con un grande blasone, imbrocchite. Prendiamo il Belgio che ha il miglior assistman del mondo e forse quello che è, attualmente, il miglior giocatore in circolazione, Kevin De Bruyne. Ha pareggiato con la Croazia, pareggio che non serviva per qualificarsi. De Bruyne non s’è quasi visto. Una grave responsabilità ce l’ha il ct Martinez che si ostina a far giocare i fratelli Hazard, Eden e Thorgan, che sono giocatori finiti, ammesso che mai lo siano stati (attualmente Eden fa la riserva nel Real). Poi c’è il ‘fenomeno’ Lukaku molto considerato dall’Inter che lo pagò al Manchester United, nota scuola di falliti o di fallendi, per 65 milioni più 10 di bonus. Lukaku è una sciagura per l’Inter (il vero campione è l’argentino Lautaro Martinez) ma anche per il Belgio. Chi lo ha visto giocare in questo Campionato non può dimenticare le tre palle gol buttate via dal ‘fenomeno’ con movimenti così sgraziati e fuori tempo che non si vedono neanche sui campetti di periferia.
Campionati mediocri, giocati all’insegna della mediocrità e della micragnosità. La Polonia ha il più grande bomber del mondo degli ultimi vent’anni, Robert Lewandowski (insieme a Ruud van Nistelrooij, i due hanno lo stesso tipo di gioco, segnano a valanga ma poiché sanno giocare aprono gli spazi per i compagni e li servono se li ritengono meglio piazzati rinunciando al loro tiro micidiale) 634 gol in 901 partite, media 0,7. Bene, il ct della Polonia, Michniewicz, nella partita con l’Argentina ha fatto scendere in campo la squadra perché non giocasse: dieci in difesa e Lewandowski solo davanti. Il povero Robert se gli arrivava un lancio da lontano saltava e, poiché ha un’elevazione prepotente, la prendeva di testa per spizzarla per qualcuno, solo che il primo compagno si trovava a 70 metri. Il ct Michniewicz speculava infatti sulle ammonizioni (passa chi ne prende meno) e così nella fase finale di questa miserevole partita ha ordinato ai suoi giocatori di non contrastare l’avversario. Se la Polonia prima non giocava, adesso giocava ancora di meno. Quest’umiliazione doveva essere risparmiata al grande Lewa che col Bayern ha vinto tutto.
Campionati mediocri anche per l’ambientazione. Gli stadi hanno un numero non un nome, ma ben altro sapore ha una partita giocata a Wembley o al Prater o al Maracanà.
Non ho visto finora grandi squadre. La Francia ha perso dalla Tunisia, il Brasile dal Camerun. Vabbè, hanno schierato le seconde linee ma le partite sono state inguardabili, più o meno come Polonia-Argentina.
Questi Campionati li può vincere chiunque, anche il Marocco o la Svizzera. A proposito di quest’ultima, che ho giocato contro la Serbia e ho giocato come vincitrice dei Campionati del mondo, 49 a 1 (se giochi 100 euri ne vinci quasi 5.000), mi pare una squadra molto sottovalutata. Faccio una parentesi personale: non mi ero ancora seduto per vedere Svizzera-Serbia che veniva annunciato che due dei migliori giocatori elvetici da me molto amati, il portiere Sommer, che è piccolo di statura ma ha straordinari riflessi e, all’occorrenza, sa fare anche il terzino, ed Elvedi del Borussia Mönchengladbach che fa coppia fissa con Akanji, erano assenti per infortunio. Mi sono detto: la solita sfiga finiana. Ma la Svizzera è una squadra molto solida che ignora i fronzoli e bada al sodo. Del resto ha degli ottimi giocatori, ecco la formazione: in porta Sommer, in difesa da sinistra a destra Widmer, che fa il suo onesto mestiere di interditore, al centro la coppia quasi insuperabile Elvedi-Akanji centrale del Manchester City, non so se mi spiego, a destra Ricardo Rodriguez del Torino che sa fare benissimo sia la fase offensiva che difensiva, a centrocampo Xhaka che gioca nell’Arsenal, Freuler grande ex Atalanta, Shaqiri, Vargas, Sow. Gli manca un centravanti dai tempi di Chapuisat. Embolo è una specie di Lukaku un po’ meno presuntuoso, è utile perché tiene la palla e fa salire la squadra ma per il gol lo devi mettere proprio davanti alla porta.
Ho detto che questi Campionati del mondo sono diventati quasi esclusivamente un fatto politico. E io sono da sempre contrario a che la politica entri negli avvenimenti sportivi, di qualsiasi tipo. Faccio un esempio semplice: uno va a vedere la partita, dove vigono regole diverse da quelle della vita normale, per lasciarsi alle spalle le angustie, piccole o grandi, della sua esistenza quotidiana. Ma se deve ritrovarsele anche sul campo di gioco allora è meglio restarsene a casa.
GENT.MO FINI, DA EX CALCIATORE PROFESSIONISTA, QUINDI DA EX COLLEGA PERMETTIMI DI RESTARE SUL GIOCO GIOCATO. NON VEDO GRANDI SQUADRE MA NEMMENO GRANDI SOLISTI: MESSI, MBAPPE’, NEIMAR, PRIMA PARAGONATI A MARADONA E PELE’ HANNO RIVELATO DI NON VALERE NEMMENO UN’UNGHIA DI QUEI DUE GRANDI. UNA CRESCITA DELLE SQUADRE UNA VOLTA SNOBBATE (AFRICANE, GIAPPONE, AUSTRALIA, CENTROAMERICA , USA) CHE SE SARANNO MENO INGENUE AL PROSSIMO MONDIALE POTRANNO ESSERE PROTAGONSTE FINO IN FONDO. MOLTI PASSAGGI LATERALI E LENTI TRA DIFENSORI, NOIOSI ED INUTILI. DIFFICOLTA’ ALLE VERTICALIZAZIONI. INSOMMA NON UN GRAN DIVERTIMENTO . CORDIALMENTE
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Esatto, poco divertimento.
Una cosa però abbiamo potuto notare, ed è il segno dei tempi: la squadra belga, olandese, quella francese in particolare modo, sono composte in gran parte da atleti ” neri”, quelle nordafricane tutte da ” bianchi” e asiatiche , le ” emergenti” appunto, tutte da autoctoni.
Nulla di strano, data la globalizzazione e le ex colonie di tutte loro ( per quanto, ormai…), ma indicativo.
Per quanto mi riguarda tifo Giappone, che di immigrati non ha bisogno, nonostante la tanto sbandierata ” denatalità” e una popolazione più vecchia della nostra. Quando vedremo, per par condicio, un Ghana ” bianco”?
Razzismo? Chissà perché si indica con ” razzismo” solo le parole che fanno notare quanto gli stranieri ( se pur con cittadinanza) non servano in certe circostanze, e mai quando sono gli autoctoni ad essere lasciati da parte.
Ormai ci siamo assuefatti a non pensare, certe ” anomalie razziste” non le notiamo più.
Che sia perché i neri hanno ” il calcio nel sangue”?
E si torna sempre lì, ma chi se ne accorge, ormai…?
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Per tua info, il Giappone è stato sbattuto fuori ieri pomeriggio. Il tuo cosiddetto commento è di tre ore fa. Bel tifo il tuo.
Ora dovrai tifare per qualcun altro, naturalmente senza nemmeno vederlo. Comunque la tua solita vuvuzela ce l’hai.
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Il Brasile ricalca quello del ’70 con 5 giocatori offensivi: Jairzinho(Rapinha) – Gerson(Paqueta) -Tostao( Richarlison) -Pelè (neymar) -Rivelino(Vinicius)
Comunque Akanji ha giocato con la serbia
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@Gianpierluigi
La partita l’ ho vista (non un granchè) ma continuo a tifare Giappone: squadra giovane, poco incline a gesti volgari proteste, gioco scorretto…
Ognuno ha i propri gusti : almeno nello sport, si può?
Prima di mettere in moto la penna, però, bisognerebbe guardare più addentro ai fenomeni: si è mai chiesto come mai le squadre di calcio Occidentali (tutte quelle di Club) sono piene di stranieri provenienti per lo più da Paesi… emergenti, Africa in particolare, mentre i nostri ragazzi pare che non sappiano più giocare a calcio e per questo ci ritroviamo la Nazionale che ci ritroviamo?
Il fenomeno è noto, e fa parte di quell’ immenso calderone di “razzismo” sotto mentite spoglie che tanto piace agli Italiani “accoglienti” e che porta – ormai in mille modi, basta gridare al razzismo: tanto, nel merito, chi ci guarda più? – soldi a palate ad una marea di… soggetti.
Ne aveva parlato persino il Fatto:
Certo che fino a quando ci saranno persone come lei, gentile @Gianpierluigi, questi sono in una botte di ferro-.
Comunque tranquillo: come può leggere si tratta di “bontà”. I calciatori Giapponesi – ed i Giapponesi in genere -, che questa “opportunità” non sfruttano, saranno certamente razzisti e fascisti. Che facciamo: li mettiamo in lista assieme ai Cinesi, ai Russi, ai Nordcoreani, agli Ungheresi, ai Serbi, ai Bielorussi…?
Sicuro?
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Mi scuso, il link ovviamente è questo:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/07/18/la-tratta-dei-baby-calciatori-tra-fenomeni-e-poveri-cristi/6265630/
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Il fenomeno è noto da tempo, ma purtroppo dobbiamo essere “buoni” e quindi “accogliamo”. Mai che guardiamo il perchè ed il percome.
ttps://www.fanpage.it/attualita/la-tratta-dei-baby-calciatori-africani-in-italia-il-lato-oscuro-del-calcio-non-e-solo-in-qatar/
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Credo che l’odio iraniano verso gli Stati Uniti vada ricercato molto più indietro delle sanzioni, cioè quando in combutta coi britannici (che non volevano rinunciare alle concessioni petrolifere nazionalizzate da Mossadeq) organizzarono embargo commerciale, blocco navale e, infine, il colpo di stato dello Scià contro il governo di Mohammad Mossadeq.
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@Carolina
Tu invece non hai nessun bisogno di “mettere in moto la penna”. Da quel che vedo butti giú i tuoi nonsense dall’inevitabile sapore legazzaro anche quando dormi, quindi il tuo problema sembra essere il dopo aver messo in moto la penna.
Sí, ognuno ha i propri gusti. Quello di tifare una squadra che nemmeno si segue non mi era mai capitato. Ovviamente non hai visto nulla e tifato proprio un bel niente, ma tanto… Con te i giapponesi son loro in una botte di ferro. Ooops! Erano.
Che cacchio c’entrano le “squadre di Club” con le nazionali e i Mondiali? Col “tifare il Giappone”?Hai cercato in tremila scommenti di motivare sempre il medesimo inane punto in modo immancabilmente fallimentare. Ma era e resta una stupidaggine, buona da aggiungere al mangime dato in pasto a chi l’ha votato, questo governo.
Per favore evita in futuro di fare la condiscendente: riesci solo a far sorridere. E la prossima volta almeno fingi di tifare per qualcuno che è ancora in gioco, anche a caso: collezionerai meno figure barbine.
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Massimo! spero che tu sia interista
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Il concetto di “stupidaggine” è personalissimo. Per fortuna.
C’è qualcuno che gira il Mondo, per lavoro e per interesse (devo giustificare le mie alzatacce notturne? Lei non ha parenti negli US immagino, nè amici in giro per il Mondo… E, per inciso: si può andare a letto anche alle 8 di sera…).
Per quanto riguarda la presenza degli Stranieri (ormai sono note le modalità di “reclutamento” dei Club nei Paesi Emergenti , Africa in primis), il problema è noto da più di 20 anni, ma le cose sono, se possibile, sempre peggiorate:
https://www.repubblica.it/online/sport/politica/stranieri/stranieri.html
E’ ovvio che avendo un parterre usa-e-getta pressochè infinito di giovanissimi stranieri in cui pescare praticamente gratis e senza i genitori che rompono, i Club preferiscono avvalersi di questi ultimi piuttosto che formare i nostri ragazzi.
E ovviamente la Nazionale ne risente: ci sono pochi italiani bravi a disposizione.
Non mi pare difficile da comprendere.
Poi potrà andare bene cosi: ognuno ha i propri gusti. Certamente per i Club supermiliardari è tutto grasso che cola: controlli sulle compravendite di “promesse”, zero. Tanto, sono “neri”…
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Il concetto di stupidaggine sará anche personalissimo, ma con le tue uscite tu riesci a renderlo universale.
“Lei non ha parenti negli US immagino, nè amici in giro per il Mondo”. Poveretta: non sai nemmeno da dove scrivo. Da quel che leggo, poi, tu non hai amici nemmeno lí a Canicattí.
Sí, puoi andare a letto anche alle otto di sera. Peccato che il Giappone l’abbiano sbattuto fuori nel pomeriggio. 😄 Non te ne va bene una!
Ancora con i clubs. Che con le Nazionali non c’entrano nulla. A questo punto per fartelo entrare in zucca rimangono solo le figurine.
“La Nazionale ne risente”? “Ci sono pochi italiani bravi a disposizione”?! Chi lo dice? Tu? 😂 E a “supporto” posti anche un’articoletto di merda di Repubblica, come se ti desse ragione? Del 1999, poi? Quindi ora da quanti “stranieri” siamo “invasi”, nella nostra Nazionale? Che fai, deliri? 😄
E ricorda che “i nostri ragazzi” giocano per le squadre di tutto il mondo. E competono con tutti e come tutti gli altri. “Pensaci sopra”, fà un pó il favore.
E ora basta, che ho di meglio da fare.
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