A Roma alcuni vigili urbani si vendevano per un prosciutto

(Andrea Ossino – la Repubblica – Edizione Roma) – Qualcuno si vendeva per un prosciutto, altri in cambio di una cena o di una mazzetta da 400 euro. Tutti però agevolavano i clienti dello Studio Tecnico Mari ad eludere i controlli o ad ottenere pratiche edilizie favorevoli. E tutti adesso rischiano di finire a processo.

Con 8 richieste di rinvio a giudizio e 2 patteggiamenti all’orizzonte si appresta ad approdare in aula la vicenda che ruota intorno ai vertici dello Studio Tecnico Mari, gli stessi che per aiutare i loro clienti avrebbero corrotto pubblici funzionari disposti a falsificare documenti o ad accedere abusivamente ai sistemi informatici.

Adesso però la procura ha svelato il sistema illecito. E mentre Bruno e Cinzia Mari hanno chiesto di poter patteggiare la loro pena, sulla teste di sette vigili urbani e di funzionario dell’Ufficio Edilizia e Ispettorato Edilizio del VII Municipio pende una richiesta di rinvio a giudizio.

L’inchiesta nata nel luglio 2020, quando i pm hanno scoperto che il noto Palacavicchi, un parcheggio e un albergo riconducibili alla galassia di imprese del patron Giancarlo Cavicchi, sarebbero andati avanti nonostante parecchie irregolarità. Eppure i vigili avevano visitato spesso i locali alle porte di Fiumicino.

Agli investigatori è dunque venuto il dubbio che alcuni agenti della polizia locale potessero aver omesso di segnalare le irregolarità riscontrate. Da quel momento è partita un’indagine parallela che ha permesso di scoprire prosciutti, cene e bustarelle elargite ai vigili infedeli, uomini in divisa che avrebbero venduto la loro funzione anche per 400 euro. Non sarebbe costato molto garantire il buon esito dei controlli al ” Mago della frutta”. […]

I poliziotti corrotti della polizia municipale, secondo il pm, avrebbero anche rivelato l’esatto momento in cui i colleghi, quelli onesti, avrebbero effettuato i controlli negli esercizi commerciali. Il tutto per soldi o prelibatezze. Un cittadino cinese, Ye Se, per ottenere un’ispezione favorevole avrebbe ad esempio elargito “un intero prosciutto” e promesso altri generi alimentari, oltre a una cena.

Nell’inchiesta spuntano anche i nomi di Angelo e Laura Casamonica, “appartenenti alla nota omonima famiglia”, si legge negli atti. I due si sarebbero rivolti allo studio Mari «per risolvere alcune pratiche edilizie relative a immobili di loro proprietà». Il giro di mazzette sarebbe stato ampio. Per questo adesso è lungo l’elenco di persone attese il prossimo 19 aprile tra le aule del tribunale di piazzale Clodio.

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8 replies

  1. “e mentre Bruno e Cinzia Mari hanno chiesto di poter patteggiare la loro pena”…

    son curioso di vedere quanto costera’ questo patteggiamento relativp al ripetuto, anzi costante “metodo di lavoro “corruttivo…

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    • Egregio Salvo, guardi che Nerone era un raffinato artista incompreso da quegli squali dei senatori. Ad Anzio ( RM) – sua città natale – gli hanno eretto, giustamente, un monumento. Rispetto agli attuali governanti, poi, vuoi locali vuoi nazionali, appare – nonostante la propaganda negativa cristiana e senatoriale – come un leggendario Titano.

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      • Il leggendario titano si fece fare pure una statua alta come Mazinga, se è per questo. Incompreso? Forse, ma pur sempre un dittatore.

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  2. Ripeto lo stesso commento messo all’altro articolo di Repubblica sulla sanità.
    Quando c’è da darsi da fare per informare correttamente i cittadini e aiutarli a scegliere chi potrà fare i loro interessi e quindi votarli, Repubblica si schiera, come ha fatto ancora di recente, dalla parte sbagliata. Poi quando le cose vanno male perchè governano quelli a cui hanno dato manforte a prendere in giro gli italiani, allora fanno le inchieste sui mali che affliggono il Paese, ma che lasciano il tempo che trovano.
    Raggi stava cercando di far cessare, o almeno scoprire e ridurre il malaffare romano, ma per Repubblica non andava bene. Ora fanno la cronaca sulla corruzione a Roma.

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