Renzi conferenziere a Bangkok: “L’Ucraina rifiutò il patto di pace”

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – Lo aspettavano a Roma per testimoniare al processo Consip. Qualcuno se lo immaginava insieme a Carlo Calenda a Palazzo Chigi per incontrare Giorgia Meloni. E invece ieri Matteo Renzi era a Bangkok per partecipare a un “business summit” organizzato dalla Camera di commercio italiana in Thailandia. Uno dei consueti impegni internazionali che da qualche anno fanno la fortuna economica di Renzi, conferenziere a pagamento per diverse agenzie.

La novità, semmai, è nei contenuti dell’intervento di Renzi di fronte a diplomatici e imprenditori. Parlando della guerra in Ucraina, l’ex premier utilizza toni inediti, pur con quella solita premessa (“Putin è colpevole, sono favorevole a un pieno sostegno all’Ucraina”) a cui spesso è costretto chi osa criticare l’atteggiamento atlantico. Il senatore parte da lontano, spaparanzato su un divanetto a fianco al vicepremier thailandese Anutin Charnvirakul: “Nel novembre 2014 organizzammo un vertice con Putin, Poroshenko (il predecessore di Zelensky alla guida dell’Ucraina, ndr), Merkel, Cameron e Hollande. Al termine di un gran lavoro diplomatico, offrimmo per il Donbass una soluzione simile a quella che risolse la questione del Sud Tirolo tra Italia e Austria: sarebbe rimasto dentro l’integrità dello Stato ucraino, ma avrebbe avuto una formula di indipendenza garantita da un accordo internazionale. Putin disse sì, Poroshenko disse no”. Questo per dire che “la storia è complicata, bisogna ammettere che la situazione è più complessa di come appare”.

Ma Renzi si spinge oltre. Lontano dall’ultra-atlantismo mostrato da Azione e Iv in Italia, l’aria delle conferenze ispira a Matteo considerazioni ben più provocatorie: “Dobbiamo ammettere che la democrazia, che noi negli anni abbiamo provato a esportare con un approccio un po’ arrogante, non è così importante altrove. Non possiamo accettare l’idea che ci sia un unico modello in tutto il mondo. Io amo il modello democratico, ma non possiamo immaginare sia uguale in Egitto o in Medio-Oriente”.

E qui si arriva al solito “amico”, ovvero quel Bin Salman, principe d’Arabia Saudita, protagonista del “Rinascimento” di cui lo stesso Renzi è partecipe, visto che siede nel board of trustees del FII, ovvero un ente gestito da un fondo sovrano di Ryad che lo paga fino a 80 mila dollari lordi all’anno. Anche a Bangkok Renzi ha parole d’amore per Bin Salman: “Ho un ottimo rapporto col principe, penso sia un uomo con una forte visione per il futuro”. E siccome “l’Arabia avrà un ruolo chiave” nei prossimi anni, è bene mantenere buoni rapporti. Come d’altronde fa Renzi, che a Bangkok è ambasciatore delle buone politiche saudite, ma si propone anche di “facilitare la cooperazione tra Italia e Thailandia”. Con l’esperienza accumulata in giro per il mondo nella nuova vita da speaker e consulente, può permetterselo. Sempre meglio che starsene in Italia tra Palazzi della politica e aule del tribunale.

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10 replies

  1. Questa storia è conosciuta poco ma è vera, è stato l’unico governo che fece qualcosa nel 2015 poichè le cancellerie europee erano state allertate, proprio dalla russia, su quello che stava succedendo in Ucraina, Kiev rifiutò la soluzione italiana del Trentino Ato Adige, cioè il riconoscimento della seconda lingua e dei costumi e usanze territoriali. Dovrebbe ricordarlo anche in Italia, invece di perseverare nell’ipocrisia, se questa cosa qui non si puo’ dire, di quale democrazia parla

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  2. Trovo incredibile che qualcuno lo paghi per sentirlo parlare di rinascimenti e panzane simili superiamo che aladino il rinascimentale gli dia la cittadinanza araba cosi se lo levamo dal casso.Magari se porta pure calendula che vestito con la sottana araba fa’ la sua porca figura.

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  3. “Dobbiamo ammettere che la democrazia, che noi negli anni abbiamo provato a esportare con un approccio un po’ arrogante”
    Alla faccia! Solo po’ arrogante?

    Poi.
    Io non ho mai esportato niente. Semmai lui quelli come lui, non noi.
    Voi!

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  4. Sta millantando un “SUGGERIMENTO GENIALE” dato nel novembre 2014, cioè 2 MESI DOPO gli accordi di Minsk I (settembre 2014), che prevedevano pressappoco la stessa cosa?
    Che sagoma.
    Riuscirebbe a vantarsi della scoperta del fuoco.

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  5. “Dobbiamo ammettere che la democrazia, che noi negli anni abbiamo provato a esportare con un approccio un po’ arrogante, non è così importante altrove. ”
    —————-
    Non è così importante per chi?
    Per gli oligarchi, gli sceicchi, per certi capi religiosi…
    Ma hanno chiesto alla gente? Quella che protesta, che finisce picchiata, in galera, ammazzata?
    Ah no, non è importante!
    Per lui è quelli come lui.

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  6. Meglio, direi, fuori dai Palazzi della politica, chiuso dentro per sempre, a chiave , nelle aule di Tribunale.

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  7. Bravo Renzi. Vediamo di riportare un po’ di equilibrio nella demenziale e suicida politica antirussa degli ultimi nove mesi

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