Stefano Fassina: “Noi la nuova sinistra alleata con Conte per vincere nel Lazio”

(Edoardo Sirignano – lidentita.it) – “Se il Pd chiude all’alleanza progressista, saremo comunque a fianco del Movimento”. A dirlo Stefano Fassina, economista, ex parlamentare e autore del saggio “Il mestiere della sinistra. Nel ritorno della politica”, in libreria per Castelvecchi.

Si vocifera che sarà il candidato del M5s nel Lazio. È davvero così?
Sono solo invenzioni. Il vero problema nel Lazio è che non riusciamo a trovare le condizioni per un’alleanza tra Pd e M5s.

Perché?
Una parte del Pd ha scelto Calenda, si è impuntata strumentalmente sulla questione dell’inceneritore e ha deciso di non aprire neanche un confronto sul programma. Ha definito, in via unilaterale, la scelta del candidato. In questo modo, però, si butta nel cestino la possibilità di portare avanti e migliorare quanto di buono fatto dalla maggioranza Zingaretti.

Il centrosinistra diviso è già dato per perdente dai sondaggi. L’intesa è ancora possibile?
Coordinamento 2050, la rete nata per sostenere la direttrice progressista del M5S guidato da Conte, continuerà a lavorare in tal senso. Vedo, però, un’indisponibilità sostanziale da parte del Pd, che nel Lazio ha preferito la rotta centrista, pur sapendo di perdere. Si tratta di una scelta sciagurata, come quella del 25 settembre, che non asseconderemo. Noi, la sinistra e le energia ambientaliste e civiche più coerenti, saremo al fianco del Movimento.

Se la sinistra si riconosce in questa direttiva, il Pd non rischia di scomparire?
Il Pd, da tempo, rappresenta prevalentemente le fasce benestanti della società. Sono settori essenziali per costruire una proposta progressista di governo. Ma il Pd deve prendere atto che non è più l’unico centro della galassia progressista. Ora, i pilastri sono due, di pari portata elettorale e politica. Spero che col congresso possa cambiare qualcosa.

Tra i vari Bonaccini, Schlein e De Micheli chi ritiene più vicino alle sue idee?
Fino a ora ho ascoltato un dibattito solo sulle date e sulle procedure e non un’analisi di fase, dove vengono spiegate le ragioni della sconfitta. Sento troppe affermazioni generiche sulla lotta alla precarietà, il reddito di cittadinanza, ma nessuno entra sui temi. Nessun passo avanti verso un atlantismo adulto e un europeismo consapevole.

Il Cda di un’azienda quando sbaglia si dimette. Perché non lo ha fatto chi è al Nazareno?
Bersani si dimise pur avendo preso 3,3 milioni in più e sei punti percentuali in più rispetto a oggi. Da quel momento, nel Pd si cambia tutto, tranne i dirigenti.

Altro errore arrivare tardi in piazza…
Il Pd il 5 novembre era a disagio in piazza. Ma è stata importante la sua presenza a Roma. Certo, il Pd era anche a Milano. È complicato per chiunque andare avanti in due piazze con messaggi opposti. Probabilmente chi è stato tanti anni al governo, ha difficoltà ad avere una visione critica della società. Spero che la manifestazione del 17 dicembre contro la legge di bilancio del governo Meloni possa essere l’occasione per far ritrovare in strada tutti coloro che devono costruire una proposta alternativa.

Quanto è importante avere un’opposizione compatta?
Sarebbe opportuno per il Paese, soprattutto sui temi economici e sui rischi sempre più grandi dell’escalation militare in Ucraina. Ecco perché stiamo lavorando, da tempo, per un’alleanza tra Pd e M5S. Rappresentino soggetti sociali complementari. I 5 Stelle, come dicono i dati, raccolgono il consenso tra le periferie sociali, mentre i dem le fasce I grado di beneficiare della globalizzazione.

Come si fa a ragionare, in tal senso, con chi sta ancora valutando un’alleanza in Lombardia con la Moratti?
Non ritengo possa esserci alcun dialogo con quest’ultima. Viene da una storia opposta a quella progressista. Il candidato del Pd è Majorino. Certo, anche qui il Pd non ha cercato la condivisione per la scelta del candidato. Ma a Milano va intensificato il confronto col Movimento, tenendo conto che qui non ci sono ostacoli programmatici e possiamo giocarcela. Ci lavoriamo ancora. Speriamo si vada in questa direzione. Altrimenti saremo a supporto del candidato individuato insieme ai 5 Stelle.

Quale il contributo che Fassina sta dando per superare le divergenze tra i principali attori del centrosinistra?
Le presentazioni del mio libro. Nei prossimi giorni, a Napoli con Fico e il sindaco Manfredi. Poi a Firenze con Rosy Bindi e Chiti. A Torino con M5S, Pd, Sinistra e prof Revelli.

Al momento ritiene che sia più Conte a non voler parlare con Letta o il contrario?
Non mi risulta che sia stato l’ex premier ad erigere, prima delle elezioni politiche, il Governo e l’agenda Draghi a discriminante. Nel Lazio, il Pd ha scelto unilateralmente il candidato. Il sindaco di Roma non ha fatto nulla per provare a ricucire. Avrebbe dovuto aprire alla possibilità di valutare le migliori tecnologie per quanto riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti. Così si sarebbe salvata un’alleanza. Ci sono responsabilità molto chiare. Allo stesso modo, nessuno del Movimento può sentirsi sollevato da una rottura che fa male all’intero campo e inibisce le possibilità di un governo progressista.

In questo perimetro rientra pure chi, come Calenda, si siede allo stesso tavolo della Meloni?
Calenda fa il suo mestiere. È alfiere del neo-liberismo vigliacco, quindi è in sintonia con la legge di Bilancio della presidente del Consiglio. Non mi preoccuperei più di tanto. Renzi e Calenda si sono tirati fuori da tempo dal’area progressista.

Ciò divide il Pd in due parti. Forse è arrivato il momento di scioglierlo?
Non è mai avvenuto nella storia che un partito del 20 per cento si sia sciolto. Non la ritengo realistica tale prospettiva. Mi auguro, invece, che ci sia una discussione vera nel Pd su chi può rappresentare. Solo così si capirà definitivamente con chi è utile avviare la costruzione di un’alleanza e con chi invece meno.

3 replies

  1. Riporto qui alcuni stralci di un articolo de Il Tempo. 22\11\2022
    TITOLO: SENZA ALLEANZE CON LA “SINISTRA” IL MOVIMENTO CINQUE STELLE VOLA AL 20%. “CI MANGEREMO IL PD”.

    «Se restiamo all’opposizione e non facciamo alleanze con i dem nell’arco di qualche mese sfioreremo la soglia fatidica del 20%», ci si sfregava ieri le mani in via Campo Marzio.

    Antonio Noto: “Il M5S ha un bacino potenziale che potrebbe oscillare tra il 22% e il 25% – aggiunge il sondaggista- voti di chi si era allontanato e torna e voti di nuovi simpatizzanti pronti a premiare il posizionamento a sinistra”.

    Non alleandosi col PD, il M5S gli scipperà minimo 4-5 punti percentuali di consenso; altri 4-5 punti li recupererebbe dall’astensione.
    Con l’aiuto del mal governo della Meloni, il M5S ritornerà a essere di gran lunga la prima forza d’Italia, egemonizzando il campo della sinistra.

    "Mi piace"

  2. Pd, nasce il comitato dei 100 per riscrivere l’identità del partito
    LA CRISI DEM. Proteste sulla scelta dei componenti, entra Speranza, fuori Bettini. I sindaci Nardella e Ricci fanno squadra per sfidare Bonaccini. Letta lancia la battaglia contro la manovra di Meloni «inadeguata, iniqua e improvvisata»

    Pd, nasce il comitato dei 100 per riscrivere l’identità del partito
    Andrea Carugati

    «Non ci sarà congresso se non ci sarà una fase costituente efficace». Enrico Letta tira dritto, pur tra mille difficoltà, con l’obiettivo di scrivere una nuova carta d’identità del Pd prima che inizi lo scontro diretto tra i candidati leader. Lui stesso è consapevole delle difficoltà, in un partito ancora tramortito dalla sconfitta e diviso anche sui fondamentali.

    «Abbiamo davanti un pertugio, un cammino stretto, dobbiamo percorrerlo insieme», ha detto ieri alla direzione, che ha votato a larga maggioranza il comitato costituente di circa 100 persone che avrà il compito di scrivere il nuovo manifesto dei valori (che sarà approvato dall’assemblea il 21-22 gennaio).

    DENTRO IL COMITATO C’È tanta nomenklatura dem: parlamentari ed ex, sindaci, assessori, governatori, gli attuali e i futuri candidati alla segreteria, da Bonaccini a De Micheli. C’è anche Roberto Speranza, il segretario di Articolo 1, che guiderà l’organismo insieme a Letta, sancendo il ritorno ufficiale dei bersaniani nella casa madre.

    Un terzo sono esterni, tra questi scrittori come Viola Ardone e Maurizio De Giovanni, intellettuali e docenti come i sociologi Chiara Saraceno e Mauro Magatti, Filippo Andreatta, i filosofi Michele Ciliberto, Roberto Esposito e Giorgia Serughetti, Luigi Manconi, Nadia Urbinati, Simone Romagnoli delle Acli, Massimiliano Tarantino della fondazione Feltrinelli e l’economista Carlo Trigilia (che fu ministro della coesione nel governo Letta). E ancora: il segretario della fondazione Italianieuropei Mario Hubler e l’ex ministro Enrico Giovannini.Tra gli ex parlamentari spiccano Luigi Zanda, Barbara Pollastrini, Cesare Damiano, la prodiana Albertina Soliani e Andrea Romano.

    PRESENTE IN FORZE il gruppo dirigente nazionale, da Andrea Orlando a Peppe Provenzano, le capogruppo Malpezzi e Serracchiani, Irene Tinagli, Matteo Orfini, Graziano Delrio e Gianni Cuperlo. Si notano alcune assenze di peso, come i capi corrente Dario Franceschini e Lorenzo Guerini (una decisione concordata con Letta) e Goffredo Bettini, che sta animando il dibattito congressuale con il suo libro «A sinistra. Da capo», ma a quanto risulta non sarebbe stato neppure contattato. Uno sgarbo che ha anche un sapore politico, visto che Bettini tra i dirigenti è quello che propone la revisione più drastica della linea del partito, con il ritorno alla critica del capitalismo.

    LE PROTESTE ARRIVANO da varie parti: Chiara Gribaudo (tra gli astenuti) contesta la «mancanza di trasparenza» nella selezione dei componenti, a partire dai parlamentari. Paola De Micheli, la prima candidarsi aalla segreteria, ci va giù ancora più duro: «Dalla direzione la conferma di un percorso burocratico». Contrario anche il gruppo di donne, guidato da Alessandra Moretti, che aveva chiesto l’anticipo delle primarie: «Nei nomi scelti da Letta rileviamo un tentativo di autoconservazione di una classe dirigente che ha fallito».

    NOVITÀ SUL FRONTE delle candidature. Tra domani e domenica si attendono le mosse dei sindaci di Firenze e Pesaro Dario Nardella e Matteo Ricci, che mercoledi si sono visti e hanno deciso di fare squadra in vista del congresso. Ricci presenterà le sue «dieci idee per il nuovo Pd» domani al circolo San Giovanni a Roma, Nardella riunirà i suoi nella capitale domenica, ci saranno anche Michele Emiliano e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. «La forza dei sindaci è fondamentale per una vera rinascita del Pd», spiegano i due primi cittadini.

    Probabile l’ipotesi di un ticket, con Ricci sulla fascia sinistra e Nardella spostato al centro. «Se mi candido? A me interessa parlare di idee, i nomi verranno. Tra un po’ di tempo, non tanto, ma decideremo. Bisogna mettere le idee al centro», dice il sindaco di Firenze. Attorno a loro potrebbe coagularsi un’area variegata di chi non vuole Bonaccini e neppure Schlein, da Franceschini a pezzi della sinistra se Orlando alla fine dovesse rinunciare. Sulle scelte dell’ex ministro del Lavoro pesa una certa freddezza di parte dei suoi: i più giovani, a partire da Provenzano e Brando Benifei, guardano con un certo interesse alle mosse di Schlein.

    FONDAMENTALE NELLE prossime settimane del Pd sarà la mobilitazione contro la manovra, che culminerà con la manifestazione del 17 dicembre a Santi Apostoli. «Una legge improvvisata, iniqua e inadeguata», ha tuonato Letta annunciando battaglia per il salario minimo. Il responsabile economico Antonio Misiani ha definito «irresponsabile» togliere il reddito di cittadinanza, unico strumento di contrasto alla povertà. «Nella manovra c’è una idea di paese che gioca in serie B e si rivolge alle imprese in difficoltà dicendo “fate un po’ di nero e contenete i salari”», l’accusa di Orlando.”

    «Nei nomi scelti da Letta rileviamo un tentativo di autoconservazione di una classe dirigente che ha fallito».

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...