Scuola, gli studenti scendono in piazza venerdì 18 novembre

Manifestazioni organizzate in oltre 35 città, per una grande mobilitazione nazionale contro le politiche del governo sull’istruzione.

(tag43.it) – Venerdì 18 novembre gli studenti di tutta Italia scenderanno in piazza con lo slogan “Ora decidiamo noi”, manifestando da nord a sud per una scuola più giusta, contro le politiche del governo sull’istruzione. La giornata di proteste ha anche un nome: No Meloni Day, a evidenziare l’ostilità verso la premier e leader di Fratelli d’Italia. «Quest’anno scendiamo in piazza contro questo governo e le nostre rivendicazioni si basano su 5 pilastri: diritto allo studio, stop all’alternanza scuola lavoro, benessere psicologico, più rappresentanza e più diritti per gli studenti e le studentesse», ha spiegato all’Adnkronos Alice Beccari, responsabile comunicazione dell’Unione degli Studenti. Oltre 35 le città dove sono state organizzate proteste: l’obiettivo è superare i 150 mila studenti che hanno partecipato nel 2021.

No Meloni Day, gli studenti scendono in piazza venerdì 18 novembre. Manifestazioni organizzate in 35 città.

Gli studenti contro le riforme della scuola pubblica 

«Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna e così via da nord a sud per il No Meloni Day, anche se noi non scendiamo in piazza esclusivamente contro il governo Meloni, ma come gli anni passati manifestiamo contro le riforme della scuola pubblica che vanno verso la privatizzazione e l’industrializzazione della scuola stessa», ha spiegato Beccari.

Ad appoggiare l’iniziativa dell’Uds, Link coordinamento Universitario, Rete della Conoscenza, Action Aid, Fiom, Flc, Legambiente, Libera contro le mafie e Non Una Di Meno. «Abbiamo chiesto a questo nuovo Governo di abbandonare la retorica della meritocrazia e di provare a ragionare di un chiaro e netto investimento sul futuro dell’istruzione di questo Paese. A oggi, invece, tutto ciò che abbiamo ricevuto sono state silenzio e manganellate. Nessuno parla di scuola e università nella legge di bilancio ormai alle porte. Questo governo ha un solo merito: quello di non averne nessuno», hanno scritto gli organizzatori della protesta (UdU e Rete degli Studenti) lanciando l’iniziativa e riferendosi a quanto accaduto il 25 ottobre a Roma, quando ci sono stati momenti di tensione alla facoltà di Scienze Politiche della Sapienza in occasione di un convegno organizzato da Azione Universitaria cui erano stati invitati anche Daniele Capezzone e Fabio Roscani, esponente di Fratelli d’Italia e presidente di Gioventù Nazionale.

No Meloni Day, gli studenti scendono in piazza venerdì 18 novembre. Manifestazioni organizzate in 35 città.

A Roma il corteo terminerà davanti al ministero dell’Istruzione

Genova e Perugia il corteo inizierà alle 8:30, rispettivamente da via Cadorna e piazza Partigiani. A Udine partenza da piazzale Cavedalis dalle 9, mentre a Milano il corteo partirà da largo Cairoli alle 9:30. A Roma partenza alle 10:30 dal Circo Massimo in direzione del ministero dell’Istruzione e del merito. A Taranto assemblea pubblica alla Cgil di Taranto dalle 17, a Bologna assemblea pubblica al Portico dei Servi dalle 17:30.

18 NOVEMBRE 2022 CORTEO STUDENTESCO REGIONALE P.zza Garibaldi ore 10.00

Il 18 Novembre, in occasione della data di mobilitazione nazionale lanciata dall’ Unione degli Studenti, gli studenti e le studentesse di tutta la Campania saranno in piazza a Napoli 

per il diritto allo studio e un sistema scolastico migliore

“Ci rivolgiamo alla Regione e all’assessore Fortini” – dichiara Sara Monti, coordinatrice dell’UdS Campania –  “vogliamo l’applicazione della legge regionale del 2005 sul diritto allo studio: nell’articolo 10 infatti, è prevista la convocazione, due volte all’anno, di una conferenza sul diritto allo studio, pensata come luogo di confronto e avanzamento, caratterizzata dal protagonismo delle realtà studentesche e dei lavoratori della conoscenza.” La conferenza ad oggi non è mai stata convocata, mentre anche altri fattori preoccupano gli studenti: “nel frattempo gli studenti e le studentesse vedono loro negato il diritto allo studio quotidianamenti” – continua Monti – “gli edifici scolastici che cadono a pezzi, i trasporti non funzionanti e inaccessibili, il caro-libri sono la causa della dispersione scolastica che in Campania raggiunge un tasso pari al 16,4 %”

Ricadono nel diritto allo studio anche altre tematiche, che concorrono, allo stato attuale, alla creazione di disagi e sofferenze per la comunità studentesca.

“Dopo tre morti in un anno, a causa del rapporto scuola-lavoro, è inammissibile proseguire con il PCTO, da sempre sfruttante e pericoloso” – afferma Fabio Pilato, responsabile organizzazione dell’UdS Campania- “richiediamo a livello nazionale la sua abolizione in favore della didattica integrata ”- continua- “anche il benessere psicologico e il transfemminismo sono dei temi su cui continuiamo a lottare, richiedendo sportelli d’ascolto e carriere alias, affinchè le nostre scuole siano luoghi sicuri e accoglienti per ogni aspetto della persona.” 

Si aggiunge al quadro la rappresentanza studentesca, che ha bisogno di riforme sugli organi collegiali e sulle consulte al fine di garantire il protagonismo, nelle tematiche scolastiche,  degli studenti e delle studentesse. 

 “il 18 novembre decidiamo di essere la voce di chi non ha niente, di tante vite che sono invisibilizzate, di tanti pensieri che non trovano espressione, e decidiamo di confrontarci tutti insieme con un solo interlocutore,la Regione, vogliamo risposte chiare e certe, ora decidiamo noi. “ – conclude Anita Maglio, responsabile comunicazione dell’UdS Campania.

Studenti da Avellino, Salerno, Benevento e dintorni manifesteranno a Napoli,l’appuntamento quindi è a Piazza Garibaldi alle ore 10.00, il 18 Novembre.

UDS Napoli

4 replies

  1. Come già scritto in precedenza piccolo piedini si fanno sentire. Non una parola contro la guerra, contro gli aumenti delle spese militari. Noi manifestiamo a prescindere, anche se poi la scuola e stata affossata dal pinocchio/pidocchio toscano. Ma andate a c…..

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  2. Ragazze e ragazzi le manifestazioni, il protestare, lo scendere in piazza, gli scioperi sono sacrosanti ma..state attenti tutto deve essere svolto in maniera pacifica, isolate i violenti e chi tenterà di infiltrarsi per provocare qualche disordine e dare modo alle forze dell’ordine di intervenire, ciò che molti….si auspicano “capisci a’ mè” diceva Totò se non erro

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