(Giuseppe Di Maio)Il pesce rosso ha dimenticato. La metà sono vecchi arnesi del governo Berlusconi, l’altra metà vecchi arnesi delle destre a cui non era stata ancora data l’opportunità di farci male. Il governo che ha appena giurato se n’era andato nell’ignominia 11 anni fa lasciandoci in guai seri, ed è ritornato perché nel frattempo il popolo crede di aver provato le alternative. Invece in tutti questi anni c’è stato solo un tira e molla tra formule di governo sostenute da vaste alleanze conservatrici, perché agli italiani non è mai stata concessa la possibilità di cambiare, perché la nostra democrazia è ostaggio di una selezione politica a cui il popolo è estraneo. Specie se gli vengono raccontate storie incredibili: i Galli di Brenno scapparono spaventati dalle oche del Campidoglio; mille scalcagnati su due tinozze conquistarono un regno di 9 mln di abitanti; i poveri (la disuguaglianza) sono aumentati durante i governi del M5S, come dice a “di martedì” l’ovale glabro e ignifugo di Sallusti. Al contrario, se Di Battista afferma che il PD è un partito di destra, lo studio televisivo si solleva in un coro di proteste.

Sarebbe interessante provare a mantenere le promesse elettorali: sarebbe interessante che le urla della vigilia contro le tasse, i migranti, e i demeriti sociali diventassero realtà. Verificare poi con programma elettorale alla mano le reali ricadute sul popolo italiano. Ma questo non succede mai. L’informazione mente sui risultati, sulle responsabilità politiche, e i partiti non saranno più gli stessi per i quali il popolo ha votato. Solo i nemici restano uguali: i nemici dell’establishment, delle bande degli affari, dell’ingiustizia. E tra tutto il bailamme di suggerimenti, proposte politiche e consigli per gli acquisti, la gente rivoterà il proprio nemico. Ripeterà a pappagallo le argomentazioni che da mane a sera la pubblicità gli ha indicato: chi vuole il salario minimo, o chi riceve il reddito non ha voglia di lavorare; gli stranieri delinquono e sono sporchi; il nostro mondo è l’Occidente e combatteremo i suoi nemici.

L’ampolla per il pesce rosso diventa sempre più piccola e la sua memoria sempre più corta. La campanella passa dalle mani di Draghi a quelli di Meloni, che è una donna, la prima, a cui già offriamo ogni tipo di indulgenza, come a ogni donna. Tutta la destra si prepara a diventare femminista, e fautrice del politically correct. Ursula e Macron minacciano di sorvegliare l’Italia, ma solo nei diritti civili. Non passa loro manco per l’anticamera giudicare le politiche reali che arricchiscono le bande di destra, che causano la disuguaglianza, che fanno blaterare qualunque capo ‘a limone che la colpa dell’iniquità in Italia è del Movimento 5 stelle.