Covid, pubblicate le linee guida per la quinta dose: ecco chi deve riceverla

Per la prima volta in assoluto si parla in Italia di quinta dose anti-covid, la cui grande novità è rappresentata dal vaccino bivalente.

(MATTIA POLVER – tag24.it) – la campagna di vaccinazione anti-covid che prosegue particolarmente a rilento (media di 34mila dosi giornaliere, quasi tutte per il “secondo booster”), per la prima volta in Italia si è parlato di quinta dose (o terzo booster) tramite una circolare di aggiornamento firmata congiuntamente da ministero della Salute, Consiglio superiore di Sanità (Css), Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e Istituto superiore di sanità (Iss).

Al suo interno sono contenute le indicazioni relative alla platea a cui è destinato il vaccino, la tempistica di somministrazione, e la tipologia di varianti interessate (le ultime Omicron, ma questa volta si tratta del bivalente a mRna). La dose sarà sovrapponibile ad altri vaccini, come per esempio quello antinfluenzale, escluso quello dedicato al vaiolo delle scimmie.

Quinta dose covid, le info principali

Quinta dose anti-covid, chi la deve ricevere? Sul sito del ministero della Salute è comparsa nella serata di lunedì l’informativa con tutti i dettagli relativi al terzo richiamo, vediamo i passaggi salienti.

La quinta dose è raccomandata a ultraottantenni, ospiti delle strutture residenziali per anziani e delle persone di età sopra i 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti” si legge nelle Faq sul sito ministeriale, dunque una platea leggermente ristretta rispetto alla quarta dose. Non cambia invece l’arco temporale di riferimento tra una somministrazione e l’altra: il nuovo vaccino può essere erogato dopo 120 giorni dall’ultima dose o dalla contrazione del virus.

Nella circolare si leggono anche i motivi alla base dell’aggiornamento che, come intuibile, sono legati al probabile peggioramento del quadro pandemico in vista della stagione fredda. “L’attuale contesto epidemiologico presenta un’aumentata circolazione del virus SARS-CoV-2 contestuale all’incremento dell’indice di trasmissibilità sopra la soglia epidemica” è la frase con cui si apre la nota.

Consigliata a tutti gli ultrasessantenni con il secondo richiamo, con il numero di somministrazioni che registra una timida accelerazione. Nel bollettino di ieri, inoltre, dati in miglioramento rispetto a 7 giorni fa ma con ripercussioni pesanti su decessi e ricoveri.

7 replies

    • Ho sentito dire in un dibattito, che chi ha fatto il covid non deve fare più il vaccino. Perchè prendendolo ci si immunizza, e facendo ancora vaccini non si fa altro che far nascere nuove varianti e indebolire il sistema immunitario. Sono dei criminali.

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  1. Jolly… e il vaccino contro il vaiolo delle scimmie? Se fossi in te lo farei.
    Ci sono parecchi lavori scientifici, anche del Mario Negri, che mostrano come molti fans proteggono dalle forme gravi di covid, riducendo le ospedalizzazione del 80-90%, se somministrati precocemente. La vaccinazione forzata a tutta la popolazione è stata una porcata che ha fatto bene sicuramente alle case farmaceutiche.

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