Ruby ter, difesa Berlusconi: “Da alcune olgettine volontà di ricatto”

(adnkronos.com) – Alcune delle ragazze che hanno partecipato alle serate di Arcore, quelle che per la stampa sono diventate le ‘olgettine’ avrebbero fatto pressione su Silvio Berlusconi per ottenere soldi e in questo senso l’ex premier può essere ritenuto vittima di un tentativo di estorsione. Lo sostiene il difensore del leader di Forza Italia ripercorrendo i messaggi di una chat tra alcune delle imputate – Polanco, Guerra, le gemelle De Vivo solo per fare alcuni nomi – in cui emerge la volontà di “andare ad Arcore per fare pressione e ottenere benefici”.

Per il difensore, in quegli screenshot, “è emersa la volontà di ricattarlo, lo dice un ufficiale di polizia giudiziaria”. In questo senso, per la difesa non c’è nessuna violazione di un accordo corruttivo e Silvio Berlusconi “può essere individuato come parte offesa di un altro reato che non si è voluto perseguire”. E cita la posizione di Giovanna Rigato, imputata a Monza con l’accusa di tentata estorsione.

Se la tesi difensiva è sempre stata quella di “un ristoro economico a chi aveva avuto pubblicità negativa” quindi di una causale alternativa lecita, per l’avvocato “ci possano essere state delle divagazioni dalla situazioni originaria e al più vi è sicuramente stata una del tutto non condivisibile rilevante forma di approfittamento da parte di alcune imputate”.

Le dichiarazioni di Imane Fadil, la modella morta l’1 marzo 2019 per un’aplasia midollare e ritenuta dalla procura di Milano una testimone chiave contro Silvio Berlusconi, non dimostrano l’esistenza di un accordo corruttivo che avrebbe visto protagonista il leader di Forza Italia, spiega nella sua arringa Cecconi.

Tra il febbraio e il marzo 2015 la giovane di origine marocchina ha reso dichiarazioni ai pm titolari dell’indagine, ma la sua “terribile morte comporta delle inevitabili conseguenze di carattere processuale, perché le sue dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio privano le difese di una legittima possibilità e capacità di procedere al controesame. Questa povera ragazza meritava di essere oggetto di precisazioni e approfondimenti perché secondo la procura ha reso affermazioni particolarmente significative dando dimostrazione di essere al corrente del perché alcune ragazze avevano rese dichiarazioni false nei processi Ruby e Ruby 2”.

Affermazioni a cui la difesa Berlusconi non crede: i processi “hanno dato dimostrazione più e più volte di soggetti approfittatori che hanno cercato di fare biecamente business, millantando conoscenze con Berlusconi, sono tanti”. Ad esempio la frase di un testimone ‘C’è la possibilità di recuperare…’ sono “la dimostrazione plastica di approfittamento”, per questo la difesa del Cav propende “più che una proposta corruttiva” per un meccanismo “estorsivo” da parte di alcune ragazze. In questo senso la produzione da parte della procura delle dichiarazioni di Imane Fadil sono “inidonee – secondo l’avvocato Cecconi – a dare dimostrazione dell’esistenza di un accordo illecito”. Allo stesso modo anche l’intervista a Marystell Polanco non rappresenta una prova contro Berlusconi, ma solo la voglia di un giornale di cavalcare mediaticamente il caso.

Per il difensore di Berlusconi, a processo per corruzione in atti giudiziari, si tratta dunque di un processo indiziario dove manca l’accordo corruttivo. L’ex premier avrebbe pagato – con soldi o altre utilità – i coimputati nel processo Ruby ter per ottenere il loro silenzio, a dire dell’accusa.

Per il legale, la procura di Milano parte da un “errore concettuale imperdonabile”, perché “il reato presuppone in maniera inequivoca l’individuazione di un accordo corruttivo tra Berlusconi e gli imputati”, mentre nella requisitoria della pubblica accusa “Ho fatto fatica a comprendere: ho letto di vari accordi corruttivi, di un’intesa intervenuta in una riunione 14 gennaio 2011 nella residenza di Arcore”. Per la difesa siamo di fronte a un “processo per corruzione per pubblici proclami” dove il leader di Forza Italia “ha detto pubblicamente di aiutare qualcuna delle imputate. L’accordo corruttivo è stato per caso individuato? No, non ve n’è neanche un germoglio, tutti gli elementi sono di carattere indiziario e inidonei a ritenere compiuto” il reato contestato dall’accusa.

Per la difesa le imputate – le cosiddette olgettine – “non hanno mai assunto neanche per un minuto la qualifica di pubblico ufficiale” e gli elementi raccolti dall’ufficio di procura sono “tutti di portata indiziaria e inidonei a dimostrare la responsabilità nei confronti di Berlusconi”.

7 replies

  1. E siiii..era ricattato …poverino anche la mafia lo ricattava…invece di andare a denunciare …PAGAVA,,, con denaro pubblico!
    Mandò pure ghedi ad escuterle … mentre erano indagare…. invadendo le competenze dei PM …ma pazienza Lui poteva…lui può anche non andare in tribunale… impedimenti più che numerosi per un politico delinquente.
    Solo in itaghia succedono queste cose

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  2. Quindi si ribalta la situazione???
    Ste donnacce che si approfittano di un povero anziano con la pompetta?
    L’Italia è una Repubblica fondata sulle Banane

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  3. Quando una ragazza – suvvia, mica tutte minorenni! – va a certi “festini” (anzi, fa carte false per andarci: sa bene chi c’è e come…) e riceve soldi in cambio (tanti, pare…) da un “anziano con la pompetta” ( non lo era ancora, ai tempi, comunque anche fosse ventenne sono i soldi e gli eventuali “aiuti” che interessano: spesso le frequentazioni sono durate mesi, anni…) non mi pare sia una povera Cappuccetto Rosso assalita dal lupo. Questo non toglie la responsabilità del Berlusca noi confronti di minorenni (per quanto a 17 anni…) oppure se gli “inviti” fossero stati fatti con la forza o in qualche modo costretti, ma questo non pare: c’ era la fila.

    Purtroppo si sta affermando una idea molto pericolosa: chiunque scelga una via “traversa” per ottenere soldi, potere, visibilità… frequentando persone famose e potenti, andando a casa loro, facendosi vedere in posti e con personaggi quanto meno equivoci ( e questo in un certo ambiente si sa benissimo), viene trattato da agnellino innocente, trova comprensione, viene invitato in TV, e a volte riesce persino, grazie alla “denuncia” a ottenere una visibilità che consente una progressione di carriera.
    Chi invece si fa un mazzo così per andare avanti onestamente, col proprio lavoro e senza cercare scorciatoie è assolutamente ignorato e rimarrà nella sua situazione di “poco furba” a vita. Una “molestata” da un VIP magari a parole, avrà l’ attenzione e la pietà di tutti: la poveraccia stuprata a tradimento al mattino presto mentre in strada va al lavoro, solo un trafiletto in cronaca se va bene.

    E questo vale anche per chi delinque: tanta attenzione se “proviene da una situazione disagiata”, aiuti da parte di tutti ( se il suo caso fa audience), psicologi e mediatori culturali che si mobilitano, preti che si offrono, opinionisti che “spiegano” mentre gli onesti che cercano di tirarsi fuori in silenzio dalle situazioni più umili vengono ignorati: per loro nessun aiuto.

    Nella “società eccitata” guadagna chi “eccita”, in qualsivoglia modo. Se pruriginoso è meglio ( il sesso attizza ancora, e sempre…). Ormai lo sanno anche le pietre, infatti i casi che commuovono o meglio indignano (per lo più fintamente) sono in continuo aumento. Se non appari in qualche modo ( nel male più che nel bene) non esisti,
    Ad esempio il Me Too ha indicato una strada facilissima per rovinare qualcuno: fai trapelare una molestia ( magari mettendosi d’accordo in gruppo, quindi con testimoni) e il malcapitato ( magari un professore poco… indulgente…) è finito.
    Prove? Non servono più, ormai; e anche se un tardivo processo portasse ad una completa assoluzione lo stigma e il sospetto rimarranno per sempre.

    Andiamoci piano quindi.

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