Ricatto atomico e bluff insondabili, così lo Zar prova a uscire dall’angolo

L’Occidente ha reagito all’invasione con l’invio di armi a Kiev e sanzioni. Adesso non basta più: occorre smascherare l’azzardo, ma è troppo rischioso

(DOMENICO QUIRICO – lastampa.it) – Arrivano momenti in cui la guerra cambia velocità, ritmo, direzione. Ti sembra quasi di sentirne il nuovo rumore: prima procedeva inarrestabile, a mille all’ora, ora sembra essersi fermata, è come sospesa, continua a uccidere ma non si riesce a decifrare dove andrà. Chi ne tiene davvero le fila, il senso, la conclusione? Accade ma noi lo scopriamo a rate.

Talora la causa è nell’esito di una battaglia, perfino uno scontro minore, che all’inizio era finito nei rapporti come episodio senza gravi conseguenze; talora è uno strappo che si verifica nelle retrovie o nell’afflusso ordinato dei rifornimenti di cui solo pochi si sono accorti. Più raramente è la decisione esplicita, annunciata da uno dei protagonisti. È quanto sta accadendo in Ucraina dopo sei mesi sperperati in battaglie, avanzate, ritirate, controffensive. E morti. Con l’evocazione putiniana, non vagamente ipotetica ma burocraticamente collegata a una clausola e a un fatto, dell’impiego della atomica o delle atomiche. Scenario che ancora esploriamo, da questa parte della guerra, convocando solo parole alla rinfusa.

Lunedì, quando verrà annunciata a Mosca dalla Duma la ratifica del referendum nei territori del Donbass sotto controllo russo e l’annessione formale alla Russia sul modello di quanto fatto per la Crimea, non sarà più la guerra che abbiamo vissuto finora. Non avranno più valore le stesse regole. Neppure le stesse condizioni per determinare la vittoria e la sconfitta. Di più: le condizioni che definiscono la vittoria o la sconfitta sono cancellate. Siamo entrati nell’irrimediabile.

Ma come? Tutto questo per un referendum che, evidentemente, per le condizioni in cui si è svolto e il suo carattere arbitrario e unilaterale, non ha alcun valore per il diritto? Purtroppo questo non cambia nulla. Perché quello che conta è quello che innesca, ovvero il ricatto atomico di Putin: d’ora in avanti se attaccate il Donbass o la fascia costiera di cui abbiamo il controllo è come se attaccaste Mosca o San Pietroburgo e abbiamo il diritto per difenderci di usare anche l’arma atomica. E il tiranno ha aggiunto: attenzione, non sto bluffando. Il prometeismo criminale dell’autocrate ci impone dunque una verità che finora era collocata per sua natura al limite dell’incubo.

Vanterie sciagurate? Trucchi di un giocatore che ha perso tutte le carte e disperato, isolato, cerca di evitare la fine? Possibile. Ma come essere sicuri che è così? Finora la strategia americana in Ucraina si muoveva su ipotesi relativamente sicure. Le decisioni strategiche che venivano concesse agli ucraini e i mezzi che le rendevano possibili, ovvero resistere a ogni costo, contrattaccare, recuperare passo dopo passo il territorio invaso e rubato, erano all’interno di sviluppi che potevano essere corretti o attenuati secondo le circostanze sempre imprevedibili della guerra. Ma ora? Alimentare il tentativo ucraino di proseguire l’avanzata e di riprendere, ricacciando un esercito russo disorganizzato e in crisi, tutto il Donbass fino al vecchio confine e Kherson e Sebastopoli che conseguenze può avere? Non c’è più il margine di errore rimediabile che ogni ipotesi militare consente. Agli strateghi militari si insegna, per questo, a non iniziare mai una guerra senza una strategia di conclusione. Qual è la strategia di conclusione ora che in Ucraina esiste la possibilità di un apocalittico non ritorno? Chi nell’amministrazione americana ha il coraggio di rischiare?

Sarà un caso ma dopo che Putin ha annunciato l’ipotesi atomica, l’avanzata ucraina, che sembrava irresistibile, si è spenta fino a quasi fermarsi. Per assestarci e riordinarci prima del nuovo balzo, si è spiegato. E se fosse il dubbio atomico da risolvere?

Finora, in fondo, era una sanguinosa lotta contro il tempo. La pressione delle sanzioni unite allo scacco militare sul terreno avrebbero prima o poi fatto crollare Putin. Costringendolo ad arrendersi o determinando una rivolta interna dei russi disperati e affamati, o una congiura, un golpe di militari umiliati e decisi a non pagare per i loro errori. Lo sciopero contro la mobilitazione in fondo era la prova che qualcosa si stava muovendo. Bastava avere pazienza e aggiungere sanzioni a sanzioni, armi ad armi.

Ma con la proclamazione dei nuovi confini difesi dalla atomica Putin ha fermato questo orologio le cui lancette scandivano il nostro evidente vantaggio e segnavano il poco tempo che lo separavano dalla catastrofe. L’irrompere della atomica sul campo di battaglia, come accadde nell’agosto del 1949 quando gli scienziati russi regalarono a Stalin il suo ordigno, crea un tempo nuovo, che è immobile: perché se l’orologio fosse riavviato scandirebbe solo lo spazio che ci separa dalla apocalisse.

Si dice: sono chiacchiere, Putin sa benissimo che se userà l’atomica la punizione per lui e i russi sarebbe altrettanto mostruosa, forse di più. Già. Ma siete sicuri? Come fare ad essere sicuri? E come potreste giustificare il margine di errore che avete deciso di accettare?

L’attentato al gasdotto del Baltico potrebbe essere un altro segnale, se è il responsabile, che ci invia il Cremlino: io elimino i miei nemici avvelenandoli, lo sapete bene. Ora sapete che posso avvelenare anche un mare, non mi pongo limiti nella capacità di distruzione. Saddam diede fuoco ai pozzi di petrolio causando un disastro ecologico. Ma Saddam non aveva le atomiche.

Ora occorre riesaminare tutta la strategia per vincere. E bisogna evitare un errore di cui in questi mesi mi pare si siano intravisti segni, il fenomeno psicologico definito sindrome da realizzazione dello scenario. Le informazioni che non corrispondono alla interpretazione dominante degli avvenimenti vengono semplicemente ignorate. I politici occidentali vogliono essere rassicurati: Putin è politicamente ed economicamente moribondo, il suo espansionismo prepotente è naturalmente destinato al fallimento di fronte al coraggio e alla onnipotenza democratica. La tesi non è necessariamente corretta, ma è quanto vogliono sentirsi dire. E allora analisti e «intelligence» tendono a scegliere solo i dati che lo provano scartando gli altri. In qualche caso come in Iraq e in Afghanistan costruiscono addirittura le prove che lo dimostrano. Ma con l’atomica non si può sbagliare.

22 replies

  1. quindi secondo Quirico e Gedi, Putin taglia fuori l’europa nelle forniture di gas, facendo esplodere i tubi, invece che chiudere i rubinetti?
    Il Baltico per chi non lo sapesse è un “LAGO” della NATO e della occhiuta e sospettosa Svezia, tutte le imbarcazione sono monitorate, come è possibile che i russi non siano stati colti con le mani nel tubo?
    Chi ha interesse di isolare la GHERMANIA dalla Russia è IUESEI, si erano accorti che malgrado tutto la GHERMANIA trattava sottobanco con VLAD e sono intervenuti con un segnale perentorio.

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    • Invidio il vostro mondo semplice e immediato, dove i vari attori hanno la casacca con scritto buoni e cattivi per distinguerli. Probabilmente sei di quelli che “Pearl Harbour l’anno organizzata gli americani”. O “il covid l’hanno inventato le case farmaceutiche” questo perché non sapete distinguere tra sfruttare un’occasione e crearsela, stupidi che non sanno cosa sia la furbizia.

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      • No, no, Metropolis non è come dici: è uno uguaglio a te che non porta casacche e che dimentica le H come te, ma solo perché A il pollicione opponibile, non perché è ignorante come il mononeuron…

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      • Attraverso il confronto e il contrasto con pratiche discorsive simili, si sono individuati alcuni dei principali ingredienti semiotici del trolling: provocazione insensibile all’argomento; celia illimitata; gerarchia sadica di mittente e ricevente; anonimato sia del troll che del suo pubblico; carattere corale dell’“attante osservatore” del trolling, e così via. Sebbene tutte queste caratteristiche pragmatiche siano strettamente legate a un contesto socioculturale (che agisce sia come causa che come effetto) e sebbene producano effetti semantici, esse non sono tuttavia di per sé semantiche. Un’analisi separata deve quindi essere sviluppata per quanto riguarda la semantica del trolling, cioè i campi specifici di significato sui quali il troll di solito si basa. Suggerire che il trolling sia insensibile al suo argomento, infatti, non significa che questa pratica discorsiva possa svolgersi in relazione a qualsiasi area semantica. Affinché possa svilupparsi del trolling, il campo di senso al centro della conversazione digitale deve essere oggetto di controversia.

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    • Tu si che sei uno psicopatico. Oramai con cogliostro sei il secondo portavoce di quel CRIMINALE russo.

      Ce li vedo proprio i norvegesi, svedesi, finlandesi, danesi e tedeschi delle ricche coste del nord spararsi da soli nei cogliostri, autoimponendosi un disastro ambientale EPOCALE. Perchè questo è un disastro ambientale senza tetti massimi misurabili…

      Tutta la pesca e agricoltura fottuti, tutte le belle terre incontaminate paggio della monnezza di napoli interrata…

      Sono soddisfazioni.

      Solo i complottisti potrebbero dire che c’entra la nato. Al limite la dovresti dare al 50%. Ma io la darei al 49% rispetto a quel DELINQUENTE vero di putin, che fa il mafioso perchè è un MAFIOSO.

      Lo psicopatico anziano in preda a DELIRI.

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      • lo sai vero che di disastri ambientali gli IUESESI sono i primi fornitori mondiali? se sai leggere (ma temo di no) fatti una ricerca.
        Dimenticavo…
        il metano CH₄ è u gas e non un olio, per cui è un disastro per l’atmosfera poiché è un gas serra micidiale, come tutti gli allevamenti intensivi e come le tue esalazioni quando caghi o respiri

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      • @adriano58

        Quindi sono stati gli iuessei (perchè lo dici tu) e questo NON è un disastro ambientale. Inoltre stai dicendo che la mmrda di 1 milione di mucche è come gli idrocarburi a spasso per l’aria.

        Se non sei psicopatico tu, chi lo è???

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    • Rinnovo l’invito Metropolis: adesso che sei entrato di prepotenza nella categoria psico-socio-patica, avremo maggior agio nella discussione, tra una portata e l’altra…

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      • Come Metropolis: sei disoccupato? Mi tocca pagarti il rancio? Pensavo di fare alla romana… No, seriamente, niente di grave spero…

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      • no, l’azienda è mia col 99% del capitale sociale, ma per smettere di lavorare e godermi FINALMENTE del tempo libero, o la chiudo oppure vendo le quote.
        Poichè vi lavorano 26 persone devo trovare un modo per garantire loro un futuro o almeno una scelta.

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  2. Si Adriano, tutti i saccenti, professori e politologi (con nomi di ex reali), che accusano la Russia dell’attentato sono in estrema malafede. Io non ho idea di chi sia stato, ma se fossi in Putin a questo punto toglierei di mezzo transmed.

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  3. Quando ci sono state le domande su Bucha si è detto(come si dice per tutti i complotti) perché non vedere la soluzione più semplice, dando dei pazzi e dei putiniani a coloro che osavano soltanto instillare il minimo dubbio.Ora per l’attentato al Nord Stream si segua la stessa linea di pensiero e si scelga la linea più semplice ed evidente
    Grazie

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  4. Gli imbecilli ubriachi di propaganda UESSEI ( come dice Adriano) non capendo, anzi non volendo capire, che questa Guerra è stata ispirata, progettata, spinta dagli USA con l’obiettivo di isolare la Russia dall’Europa ( e Putin c’è cascato) non potranno mai ammettere che attentare ai gasdotti Nordstream è basilare nella strategia americana, perché chiudono i conti definitivamente su un progetto durato e costruito negli anni tra Germania e Russia. Un progetto che poi faceva comodo all’Europa tutta ( o quasi se levi la Polonia e l’Ucraina colonizzata dagli USA). Putin poteva chiudere i rubinetti…ma poi in un contesto diverso poteva riaprirli. Ora non più, il danno è enorme. Ed un Europa mai così nulla, debole, insignificante politicamente, si è fatta fottere, per la pavidità e corruzione di chi la rappresenta. Che gli USA siano nemici dell’Europa libera, di un’ Europa Sovrana, dovrebbe essere evidente a tutti. Tranne ai decerebrati che continuano a leggere la Guerra in terra ucraina come una guerra alla libertà, alla democrazia, ai nostri valori. Mentre è una volgarissima Guerra di Geopolitica, in terra ucraina, con sangue e distruzione ucraina, voluta dagli USA per determinare ciò che programmavano da almeno 15-20 anni. Ci sono prove evidenti, dichiarazioni evidenti, atti evidenti a confermare ciò. Ma il cieco, ubriaco di propaganda “occidentale”, va a sbattere in successione, fino all’ultimo palo. Prima del precipizio definitivo. In cui cadremo tutti, saggi e stolti, vittime e carnefici.

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    • ” Ci sono prove evidenti, dichiarazioni evidenti, atti evidenti a confermare ciò”.
      Lo dice la sequenza dei fatti, sta nei fatti.
      Ma appunto, la censura assoluta ha fatto da scudo a una realtà inconfessabile.
      La verità dovrà uscire e uscirà. Ma dobbiamo pregare che esca presto e che ci siano politici con la coscienza (basterebbe anche l’onestà) di farla propria, per porre fine a tutto ciò prima che sia tardi.

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  5. Se i russi sono riusciti a far saltare un’infrastruttura così strategica e sotto osservazione come il nord-stream, in un mare controllato giorno e notte, sopra e sotto, in lungo e in largo dalla nato… allora potrebbero anche impossessarsi della Casa Bianca entrando travestiti da Monika la stagista.

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  6. DI ANTONELLO TOMANELLI

    “Bisogna chiedere aiuto a Google per rintracciare la notizia che arriva da Berlino. Ma finora soltanto i siti streetweb, l’antidiplomatico e il farodiroma la riportano. Il che è tutto dire. Benché si tratti di una notizia che ha del clamoroso. 476 deputati del Bundestag contro 179 hanno bocciato la proposta di inviare armi pesanti in Ucraina. Eppure, fino a pochi giorni fa tirava tutt’altra aria a Berlino, con Sholtz assediato non solo dall’esterno, CDU in testa, ma anche da Verdi e Liberaldemocratici, ovvero i suoi alleati, fino ad arrivare ad alcuni elementi della stessa compagine governativa.
    Evidentemente il botto sottomarino dell’altro giorno al largo delle coste danesi deve avere irritato non poco i tedeschi, già inviperiti per un’inflazione ormai all’11% e con la previsione di un calo del PIL dello 0,4% per il 2023. Nord Stream è stato tanto fortemente voluto da Germania e Russia quanto palesemente osteggiato dagli USA. E sentirsi raccontare con la faccia seria che sono stati i sommozzatori russi a far saltare il gasdotto con un quintale di tritolo per raffreddare le case e bloccare le imprese tedesche, ai parlamentari del Bundestag deve essere apparso eccessivo.
    Con questa decisione la Germania rinnega la posizione assunta proprio al vertice Nato di Ramstein del 26 aprile scorso, in cui si era impegnata ad inviare in Ucraina i sofisticati carri armati Leopard insieme ai blindati antiaerei Gepard, che avrebbero certamente dato parecchio filo da torcere all’esercito russo.
    Pare proprio che la Germania si stia smarcando dal guerrafondaismo che impera in Europa. Certamente il sabotaggio al Nord Stream è apparso agli occhi del popolo tedesco come un atto di terrorismo internazionale, fatto proprio per colpire principalmente i suoi interessi, e che un voto a favore dell’invio di armi pesanti in Ucraina avrebbe finito per avallare, arrivando così a fare proprio il gioco dei bombaroli subacquei.
    Anche la decisione della Germania di utilizzare 200 miliardi di Euro per calmierare il prezzo del gas segna la volontà di non seguire i diktat della UE, che sulla questione sta evidentemente temporeggiando, sebbene pressata da più Stati.
    Ma se la Germania cambia rotta facendo marcia indietro un po’ su tutto, dagli aiuti militari a Kiev alla lotta contro il caro energia, che farà la Von Der Leyen? Parlerà di nazionalismo tedesco e della Germania come un Paese ormai contaminato dai venti sovranisti provenienti dall’Ungheria? Manderà al Bundeskanzleramt di Berlino una notifica di procedura di infrazione?
    Se i deputati del Bundestag hanno radicalmente mutato una posizione che fino alla vigilia del sabotaggio al Nord Stream era più che consolidata, significa che non hanno esitato ad interpretare nel proprio elettorato lo sdegno per il sabotaggio del Nord Stream. E allora lode a quei rappresentanti del popolo, le cui dignità evidentemente non sono facili da sotterrare.”

    Notizie ABC21:59 · 7 febbraio 2022
    @ABC
    Pres. Biden: “Se la Russia invade… allora non ci sarà più un Nord Stream 2. Porremo fine a tutto questo”. Reporter: “Ma come lo farai, esattamente, dal momento che… il progetto è sotto il controllo della Germania?” Biden: “Te lo prometto, ce la faremo”.
    http://abcn.ws/3B5SScx

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  7. l’arroganza degli amerikani, a prescindere da chi ha fatto materialmente l’attentato, è stomachevole.
    vecchio infame scoreggione rimbambito, ti prometto anch’io che quando crepi festeggio

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  8. Amici o nemici di Putin o Biden,non preoccupatevi di ciò che sarà, perché se parte un’escalation atomica ,noi Italia e Italiani saremo cancellati dalla faccia della terra e passeremo ai libri di storia insieme ai popoli estinti come i Maya

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