Gli intellettuali e il nulla

(Pietrangelo Buttafuoco) – A proposito di Bernard-Henry Lévy, il filosofo di riferimento della ztl globale che su Rai3, vomita di tutto contro le destre italiane – lo fa nello spazio ztl di Marco Damilano, prima firma della ztl d’Italia – Giampiero Mughini scrive su Dagospia parole di semplice e pulita verità: “Questi intellettuali non sanno nulla di nulla. Non bisogna cadere nel provincialismo di andare a cercare fuori dai nostri confini…”. Ecco, il provincialismo. La nostra tabe è proprio il provincialismo, non sappiamo uscire fuori da questa trappola mentale e ci sembra sempre oro colato tutto quello che profuma di Ztl, dimenticando – nel caso in specie – quello che Mughini, con la sua proverbiale onestà intellettuale, sottolinea: “Non c’è nessuna prova tangibile che lo scrittore francese conosca bene la situazione del nostro paese. Lo dimostra il fatto che lui sia stato tra gli intellettuali “parigini” più accaniti nel difendere il destino di un criminale pluriomicida quale il terrorista rosso Cesare Battisti”. Chiaro, no? Meno BHL, più Mughini.

9 replies

  1. Il signor BHL trova spesso ospitalità su Rep (gedi) che pubblica le sue “perle”.

    Anche damilano era (?????) un uomo gedi fino a ieri mattina.

    E gedi è anche il signor sorgi (Stampa)
    che tempo fa invocava i colonnelli alla guida del paese (stellette di provata fede atlantista, immagino).

    Questi campioni, se li interroghi, professano tutti una ferrea fede “progressista”, stai sicuro.

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  2. Henry-Levy era (ed è ) belloccio.
    Non fosse stato così (suvvia, ragazzi: gli ormoni si mettono in moto anche tra le compagne ed i compagni “sinistr- sinistri”!) non lo avrebbe ascoltato nessuno, data la sempiterna autoreferenzialità ed inconcludenza.
    Mai visto un ” rivoluzionario” up to date brutto? Pensiamo a chi c’è sulle bandierine ancora oggi: il Che ( che molto bello era: Castro era forse più “rivoluzionario” ma meno carino), Lenin non era male per i tempi, Stalin molto bello in gioventù, … il povero Mao non ci sembrava granchè, ma forse perchè non sappiamo vederlo con occhi cinesi. Anche Mussolini ed Hitler erano considerati uomini di un certo fascino.

    Insomma, la bellezza paga, sempre. Nell’ era dell’ immagine, poi…

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  3. Mi piace la definizione “l’onestà intellettuale di Mughini”: uno che ha passato tutto l’arco partitico. Dall’estrema sinistra extraparlamentare (Lotta Continua) all’estrema destra. E adesso pure ballerino sotto le stelle. Certo che a destra stanno proprio messi male a “intellettuali” se devono raccattare a modello Mughini. Peraltro famosissimo in Francia! Ma forse mi sbaglio.

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