Conte: “L’atomica? Nessuno scherzi col fuoco. La destra è inadatta a governare”

Il presidente M5S: «Serve un accordo di pace. Ma Europa e Italia ci credono poco. Il Pd vuole i nostri voti, Renzi e Meloni fanno la guerra ai poveri. Mai con Calenda»

(ANDREA MALAGUTI – lastampa.it) – Lo ripete tre volte nel giro di un minuto. «Non scherziamo col fuoco». Giuseppe Conte pensa a Putin, alla minaccia atomica, e risponde alle domande di questa intervista a La Stampa col muscolo del cuore che sembra congelato. Rattrappito. La linea va e viene, mentre l’auto che lo porta in giro per gli ultimi comizi in Campania a quattro giorni dal voto passa sotto le gallerie di un’Italia in cui comunicare sembra impossibile. Lui e il Pd. Lui e Calenda. Renzi e Meloni che fanno la guerra ai poveri. Lui e Draghi. Lui e Salvini. La democrazia a rischio. Quando l’auto si ferma si sente in sottofondo un brusio sempre più forte. Una signora grida: «Giuseppe fatti baciare». Dopo quaranta minuti di telefonata lui dice: «Scusi, ora ho bisogno di stare con loro». I sondaggi non li può citare. Ma quella folla adorante davanti a lui sembra avere la forza di un’onda.

Presidente Conte, Putin ha annunciato la mobilitazione militare parziale. L’operazione speciale è diventata una guerra.
«Temevo l’escalation militare. È quello che sta avvenendo».

Crede che Mosca userà l’atomica?
«Sono molto preoccupato, perché nella strategia che stiamo mettendo in atto non sembra esserci una via d’uscita».

Esiste una via d’uscita?
«Esiste. E la indichiamo da mesi. Un negoziato di pace che impedisca al conflitto di raggiungere proporzioni più vaste e fuori controllo. Non possiamo ignorare il fatto che la Russia è una superpotenza con un arsenale militare di armi non convenzionali».

Molti osservatori internazionali ritengono che quello di Putin sia il bluff di un autocrate con le spalle al muro. Il cancelliere Scholz parla di «un uomo disperato».
«Mi pare che in questo momento nessuno possa permettersi di scommettere sulle intenzioni di Putin. Per altro le reazioni di un autocrate con le spalle al muro possono essere molto pericolose. La posta in gioco è troppo alta. Ripeto, servono sforzi diplomatici che devono vedere l’Italia protagonista all’interno dell’alleanza atlantica. Lo dico con sincera preoccupazione: nessuno scherzi col fuoco».

Il Cremlino richiamerà al fronte 300mila riservisti, segno che sul campo le cose non vanno bene. Intanto i giovani scappano in massa da Mosca e da San Pietroburgo.
«Io non voglio illudermi. È rischioso immaginare che il regime di Putin stia vacillando e che lo si possa abbattere militarmente. Dobbiamo cercare una vittoria politica che tuteli i diritti degli ucraini garantendo una pace solida e duratura».

Riprovo: come?
«Un negoziato di pace richiede sforzi diplomatici intensi e grande determinazione. Conviene anche a Putin. È su questo che dobbiamo puntare».

Al momento Putin è sordo anche agli inviti sempre più pressanti del presidente cinese Xi Jinping.
«I canali per costruire la pace si trovano sempre. Il problema è che questa prospettiva sembra incomprensibilmente rimossa e di certo anche all’interno dell’unione europea non mi pare ci sia reale convinzione che questa sia la direzione giusta».

Draghi le sembra poco convinto?
«Ho visto un governo premuroso nell’accodarsi a una strategia decisa a Washington quando invece sarebbe stato più utile contribuire a indirizzare la strategia euro-atlantica verso una soluzione negoziale».

Se fosse stato lei il presidente del Consiglio avrebbe detto no alle sanzioni e all’invio delle armi?
«Ho sempre risposto che avrei detto sì alle sanzioni e che certamente gli ucraini non potevano difendersi a mani nude. Ma che superata la fase iniziale occorreva perseguire una strategia che ci portasse fuori da una guerra a oltranza».

L’alleanza con gli Stati Uniti sta diventando un problema?
«L’alleanza euroatlantica non è certamente un problema e tanto meno è in discussione. Ma abbiamo il diritto di discutere sul ruolo che vogliono e possono recitare lealmente l’Europa e l’Italia».

Europa e Stati Uniti hanno interessi diversi?
«Che gli interessi strategici non siano sovrapponibili è di conclamata evidenza. Ma lavorare insieme è necessario, senza dimenticare che questa guerra è nel cuore dell’Europa e sta provocando una spirale recessiva pagata pesantemente dai nostri concittadini».

La crisi Usa-Taiwan è preoccupante quanto quella tra Russia e Ucraina?
«È un ulteriore focolaio di tensione. Se non lo affrontiamo con sagacia e prudenza può sfociare in una nuova crisi pericolosa».

Il Movimento non ha mai nascosto le proprie simpatie verso Pechino. Firmò lei gli accordi sulla Via della seta.
«Come presidente del Consiglio l’unica simpatia che ho avuto è stata quella nei confronti della nostra bilancia commerciale. Altri Paesi europei fanno con la Cina più affari di noi. Colmare il gap mi sembrava giusto e necessario. Faccio sommessamente notare che abbiamo siglato quell’accordo dopo altri tredici Paesi europei e per la prima volta abbiamo fatto firmare ai cinesi clausole in linea con i valori occidentali che per loro erano inizialmente irricevibili».

Lo rifirmerebbe?
«Lo rifirmerei.

Avvocato del Popolo. Le piace ancora il soprannome?
«Mi piace.

Una formula salviniana.
«Falso. Una formula coniata da me con un intento preciso: rivendicare l’obiettivo di battere i privilegi dei soliti noti. Di stare vicino ai più deboli. Di dare voce a chi non viene ascoltato, a chi rimane invisibile. Alla parola popolo viene ingiustamente e spocchiosamente attribuito un significato spregiativo».

Il Giuseppi di Trump l’ha segnata?
«Per nulla. Era solo un attestato di stima».

Ricambiata?
«I pilastri politici cui facciamo riferimento io e l’ex presidente Trump sono molto diversi. A cominciare dalla politica estera. Lui ha una visione bilaterale. Io sono un convinto sostenitore dell’approccio multilateralista».

Rimpiange il governo fatto assieme a Salvini?
«No, ma le faccio notare che durante quel governo abbiamo comunque raggiunto buona parte degli obiettivi del programma presentato in campagna elettorale. Abbiamo imposto alla Lega il reddito di cittadinanza, il decreto dignità contro il precariato e la legge contro la corruzione, tanto per citare le prime tre cose che mi vengono in mente».

A proposito di popolo. Lei ormai ha tolto la pochette e si è messo la maglietta. È l’unico leader a concedersi fisicamente alla folla. Una scelta quasi berlusconiana.
«Una scelta contiana. Per me il confronto con le persone è normale. Piuttosto mi meraviglio che Meloni e Renzi invochino presidi militari per muoversi sul territorio».

Renzi sostiene che è colpa sua se deve girare con la scorta.
«Stravolge e distorce le cose come sempre. Temo che Renzi susciti antipatia nella gente indipendentemente da me».

Il Movimento è il partito dell’assistenzialismo?
«Assolutamente no. Anche se gli avversari provano a schiacciarci su questo cliché. Siamo una forza politica che persegue un’idea di sviluppo del paese e al contempo crede in un sistema di protezione sociale. Quella stessa protezione che decenni di politica che ci hanno preceduto non sono stati in grado di garantire».

La sua popolarità è clamorosamente in crescita. Siete fortissimi al Sud e deboli al Nord. Vi interessa più chi è senza lavoro di chi lo dà o lo crea?
«Sostenerlo è assurdo. Abbiamo risollevato il tessuto produttivo nazionale con il superbonus che ha rilanciato il settore delle costruzioni, introdotto la garanzia di Stato per dare liquidità alle imprese, creato il pacchetto per la transizione e l’innovazione 4.0 e, se ci daranno la possibilità, saremo la forza politica che farà lo Statuto per le imprese cancellando l’Irap e semplificando radicalmente il rapporto tra aziende e pubblica amministrazione. Grazie alle nostre misure il pil è cresciuto del 6,6%».

Un merito che si attribuisce anche Draghi.
«Anche un neo-studente di economia sa che la legge di bilancio ha effetto sull’anno successivo. Quella che ci ha fatto fare il salto è firmata da me».

Cito Giorgia Meloni: sogno un Paese in cui rialzino la testa coloro che hanno dovuto tenerla piegata per tanti anni per paura di essere cacciati.
«Se si riferisce ai neofascisti sarebbe meglio che continuassero a tenerla abbassata».

A quattro giorni dal voto non le sembra surreale la mancanza di un accordo tra voi e il Pd?
«La mancanza di questo accordo è frutto della pertinace determinazione del Pd di emarginarci per prenderci voti».

Lei accusa Letta, Letta accusa lei. Intanto la destra mette le mani su Palazzo Chigi.
«Letta mi accusa di non avere sottoscritto un’agenda Draghi che non esiste e di non seguire un metodo Draghi che in effetti non seguo».

Perché?
«Perché si tratta solo di decisionismo autoreferenziale. In una democrazia parlamentare è irricevibile».

Passando da Draghi a Meloni l’Italia ci guadagna o ci rimette?
«Io aspetterei il 25 settembre prima di incoronare Meloni, ma una cosa mi sembra chiara già ora: sul reddito di cittadinanza Renzi e Meloni fanno la guerra ai poveri».

Prende più voti il Movimento o il Pd?
«Anche questo lo vedremo al momento dello spoglio. Ma votando noi gli elettori sanno che saremo fedeli al programma».

Nicola Fratoianni dice che per fermare la destra sarebbe disponibile a stare al governo anche con Calenda. Lei?
«Io non intendo turarmi il naso e non sono disponibile a formule equivoche che abbiano come unico obiettivo il governo».

Da solo al governo non ci va di sicuro.
«Una prospettiva di governo con Calenda, che ha l’unico merito di riportare Renzi in Parlamento, è semplicemente impossibile. Calenda prende in giro gli elettori con una proposta politica che non esiste: riportare Draghi a Palazzo Chigi. Peccato che lui non voglia. Vende un progetto politico inesistente».

È vero che si confronta spesso con D’Alema?
«Con D’Alema mi confronto di rado, ma quando succede gli scambi non sono mai banali. È un interlocutore di rara intelligenza politica».

Presidente, la democrazia è a rischio?
«Le ricette della destra sono inadeguate e peraltro il recente voto al parlamento europeo di Salvini e Meloni in favore di Orban segna una novità molto preoccupante. Se loro condividono questa svolta illiberale e autocratica e se il progetto politico che difendono è quello di Vox in Spagna, allora mi permetto di dire che sono decisamente inidonei a governare qui in Italia».

38 replies

  1. noto curiosamente, sarà una coincidenza , che alcuni giornali (confindustria ed agnelli , ) sole 24 ore e la stampa lanciano servizi giornalistici che parlano di conte e del M5S DENIGRATI O ignorati sino a qualche giorno fa.. SARA’ CHE IL CALDO VENTO DEL SUD RIESCE A CONTRASTARE I VENTI FREDDI DEL NORD- oppure vista la mala parata della maggioranza antipovertà con flop elettorale di lega e FI i soliti ricconi hanno pensato ad un loro riposizionamento che potrebbe garantirli qualche soldino in piu del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).oggi per i Prenditori de Noiatri i cinquestelle non sono piu scappati di casa ne possono piu celebrare il loro funerale..forse un buon 17% a livello nazionale con punte massime del 35% al sud li spaventa

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  2. Cmq parole come quelle digiuseppi sono molto chiare ed evidenti. NON è un lacché di Biden e parla di negoziato e non di ‘Russia con le spalle al muro’.

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    • Molto chiare ed evidenti:

      “a pag .13 del programma 5s: solida collocazione dell’Italia nell’alleanza atlantica e nell’unione europea, ma CON UN ATTEGGIAMENTO PROATTIVO E NON FIDEISTICO, che renda l’Italia protagonista nell’ambito dei vari consessi no alla corsa al riarmo, sì al progetto di difesa comune europea per la pace e la sicurezza”.

      Ecco, come superca22ola è chiarissima!

      Altre parole molto chiare ed evidenti:

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      • Grazie Fesso,
        Per la propaganda a favore 5stelle….
        Grazie ancora.
        Impegnati in questi 3 ultimi giorni.
        E arriviamo al 40%

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      • Gatto,
        hai bloccato Conte quando forse stava dicendo, (al contrario dei soldatini russofobi e guerrafondai filoNato) che è contrario all’invio di armi in Ucraina?

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      • Sì, Gsi, l’ho bloccato quando stava per dire questo:

        ” L’ex premier cambia versione nel week end, dice no agli aiuti militari ma poi ammette che «grazie all’enorme afflusso di armi dall’Europa e dagli Usa è in grado di respingere l’invasore russo».
        Già nel corso del governo Draghi M5s aveva cambiato più volte la sua posizione. Ma solo a parole: perché aveva detto sì alla prima risoluzione per Kiev, che autorizza l’esecutivo a inviare armi fino al 31 dicembre.”!

        Attendiamo altre nuove CHIAREZZE di esposizione…

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      • Gatto,
        Conte ha i fucili spianato contro. Sarà un terno al lotto per lui riuscire ad avere una percentuale sufficiente a dare un certo peso alla sua posizione a favore di una soluzione diplomatica della guerra Usa-Russia in Ucraina.
        Che sarebbe rivoluzionaria se dovesse diventare la posizione e del governo italiano.
        Accontentati.
        I tuoi abbaiano alla luna.

        Ah già, tu pensi alla pandeminchia…🤦‍♂️

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      • Ah, beh, sì, certo, silu+suffisso, non ci avebbi penzato: avanti tutta allora!

        PS: per i refusi rivolgersi al senegalese.

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      • Ahahahah
        Che povero idoti@

        “Farete capottò”
        Allora se deriva da capottare:
        “capotto:
        prima persona singolare dell’indicativo presente di capottare”

        Quindi si può dire:

        Farete Mangio(prima persona indicativo presente)
        Oppure
        Farete vado…

        Torna a pulire i cessi,povero fesso
        Mettiti gli occhiali neri così che nessuno possa riconoscerti!!!!

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      • E insiste pure… ahahah… Ha mai sentito parlare di calembour, l’idiot4?

        Noi non ci abbassiamo a wiki, acconcia ai “bidelli dentro”, ma usiamo qualcosa di più pertinente:

        “TREGGATTI ‹kalãbùur› s. m., fr. [etimo incerto]. – Freddura fondata su un gioco di parole, risultante per lo più dalla contrapposizione o dall’accostamento di parole omografe o polisemiche … o dalla sostituzione, in una frase nota, di una parola con altra di SUONO SIMILE, ma di sign. molto diverso.”.

        E lui che fa? Il Maestro Manzi de ‘sto caxxo con le regolette grammaticali che, in questo caso, servono solo a pulirsi il…

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      • Teste
        MenteGatto, non perdi occasione,
        Per mostrar le tue maniere bazzesche
        Tipiche di un povero “cuio” dalla cui bocca esce solamente biuta.
        Solo un cianfordone può discuisir teco,
        ché già nessun ciofo chiuschero ti degnerà di un sol sguardo,ne vorrà imbrescare il suo intelletto.
        Il tuo sbaiaffare è solo smegma stillatizia.
        Sozzido nell’anima.

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      • “ dalla contrapposizione o dall’accostamento di parole omografe o polisemiche “

        Farete capotto
        1)farete
        2)capotto

        1 e 2 non sono parole omografe o polisemiche

        C’è il bagno numero 4 in condizioni pietose.
        Agisci subito

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      • Che ci tocca fare… Infatti, gli esempi che ho tralasciato perché non corrispondevano alla nostra querelle, erano questi:

        “(per es.: «un professore che, anziché fare lezioni di economia, fa economia di lezioni»; «un cretino [in effetti questo calzava a pennello, ndr.] può scrivere un saggio, ma non viceversa»)”,

        ma si concludeva con un “…O DALLA SOSTITUZIONE, in una frase nota… ecc., ecc…”.

        Il bagno numero 4 è tutto tuo!

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      • Eccomi tornato.
        Vediamo cosa ha scritto il mio imbe(ille preferito.
        Ah ok gli esempi non c’entrano. Ovvio sei un pirla che vuole venire a rubare in casa del ladro.
        Le parole da te utilizzate non possono essere contrapposte o associate per dare luogo alla gioco di parole da te citato.

        Fesso! Vai su un forum dove si parla di argomenti da te conosciuti( il pulire i cessi ad esempio), non dove si parla in italiano.

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      • Perché da wiki tu ti facesti una cultura,
        Così che tu mi capiscisti un pochino bene e potessi io perqlare te.
        Se io proverei a spiegartelo a te con un libro
        Delle squole lementari,esso tu non intenderesti il signifigatto.

        Ahahahahahahahahahahah

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  3. «Esiste. E la indichiamo da mesi. Un negoziato di pace che impedisca al conflitto di raggiungere proporzioni più vaste e fuori controllo. Non possiamo ignorare il fatto che la Russia è una superpotenza con un arsenale militare di armi non convenzionali».

    Conte non mi piace per niente. Lo ritengo inadeguato, incompetente sotto il profilo economico, ondivago e anche un po’ fasullo (costruito). Tuttavia, credo alla buona fede di queste frasi che ha pronunciato. Il problema è che questa buona fede di fatto lo fa concludere che l’unica cosa possibile è cedere a Putin: siccome non possiamo ignorare che la Russia è una potenza atomica (vero, la prima, addirittura, per numero di testate) dobbiamo trattare. Il che, però, se la si lascia in una posizione di forza, significa arrendersi.

    Con questo tipo di buona fede, Neville Chamberlain gli fa un baffo.

    PS: non c’è nulla di cui rallegrarsi nel constatare che c’è il rischio di doversi battere eh … ma, qualcuno ricorda? “Potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.”

    Non è stata la politica di un Chamberlain a riportare la pace in Europa ed a farci vivere per settant’ anni almeno in quella che possiamo considerare (almeno noi europei) pace. È stato uno colle palle a dare il via.

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    • farci vivere per settant’ anni almeno in quella che possiamo considerare (almeno noi europei) pace.

      Per curiosità, l’ex Jugoslavia a quale continente appartiene?

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      • L’ ex Jugoslavia era una polveriera di etnie tenuta insieme da Tito (morto lui è iniziata la fine) che era, guarda caso, un dittatore non diverso da Putin. Non era certo un’occidentale come noi intendiamo questo termine. C’erano molte più affinità di regime con la realtà sovietica che con uno stato europeo. La collocazione geografica non basta. Sono stati fatti errori nell’intervenire? Può essere. Ma la guerra in casa se la sono creata loro.

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    • “Conte non mi piace per niente. Lo ritengo inadeguato, incompetente sotto il profilo economico, ondivago e anche un po’ fasullo (costruito). Tuttavia, credo alla buona fede di queste frasi che ha pronunciato. Il problema è che questa buona fede di fatto lo fa concludere che l’unica cosa possibile è cedere a Putin: siccome non possiamo ignorare che la Russia è una potenza atomica (vero, la prima, addirittura, per numero di testate) dobbiamo trattare. Il che, però, se la si lascia in una posizione di forza, significa arrendersi.

      Con questo tipo di buona fede, Neville Chamberlain gli fa un baffo.” ONDIVAGO, soprattutto ONDIVAGO!

      Perfetto!

      E ancora tutti ubriachi nel ritenere che i 209 mld sono merito suo. Io non ci ho MAI creduto! Mafiusconi, quando ha visto che sono foraggio per le mafie, ha cercato di intestarseli. E così ora c’è pure tanta ggente che crede al mafiusca, esattamente come tanti all’ondivago.

      Anche se ha dimostrato riconoscenza nei confronti del movimento, questa sua, diciamo onestà, non è sufficiente per portarmi al seggio. Poi basta con le minchiate, tenuto conto che ogni due per tre declama la bontà del porcobonus: il più grande regalo fatto ai ricconi, farabutti, imbroglioni, lestofanti e ammanicati di tutte le risme, tranne che nel caso dei condomini. Un superbonus che ha comportato, PROPRIO IN TERMINI AMBIENTALI, un enorme spreco e un dragaggio dei prezzi, che pagheremo con gli interessi. Poi le due misure che ho apprezzato di più, taglio porcilaia e limite due mandati, non sono farina del suo sacco. Anzi fosse stato per lui il limite sarebbe saltato. Quindi il voto del 2018, per il momento, basta e avanza. Il 25 resto a casa!

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      • Riguardo la contrattazione per i denari del piano europeo, personalmente credo che effettivamente lui abbia fatto la sua parte. Nel senso che abbia agito nell’interesse italiano ad aggiudicarsi quanti più aiuti possibili (ma non tutto è a fondo perduto, eh…).

        È il fatto che questi aiuti siano stati messi in campo per merito suo ad essere una bella favola. Così come il fatto che ci siano stati accordati solo perché c’era lui e non un’altra persona mediamente normale e credibile (non parliamo di Salvini, ovvio) è pure una favola.

        I soldi sono stati accordati su spinte generali per una situazione grave che coinvolgeva tutti, chi più chi meno e per successivo avallo della Germania (cui hanno obbedito i più recalcitranti) che di fronte alla possibilità che si riverificasse un nuovo caso Grecia in Italia, anche se per diversi motivi, non ha voluto ripetere l’errore.

        Quindi, se al posto di Conte ci fosse stato Letta, li avremmo avuti ugualmente. Miliardo più o miliardo meno non basta per dire che Conte è questa gran roba. E del resto, come potrebbe essere diverso? Ma secondo voi, basta che ci sia una brava persona che guida uno degli innumerevoli governi italiani semibalneari perché tutti gli altri, che devono tutelare gli interessi dei propri cittadini, concedano tutto questo? Ma in che film?!

        Dopo la guerra abbiamo avuto un quasi santo come presidente del consiglio, De Gasperi. Forse che gli americani crearono il piano Marshal perché rapiti da questo sant’uomo, dal fatto che si era fatto prestare il cappotto e perché disse “Sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me”?

        Purtroppo no ed è giusto così. I sodi arrivarono per lo stesso motivo per il quale arrivarono in Germania e per lo stesso motivo per il quale a Norimberga furono impiccati solo una frazione dei criminali tedeschi di guerra e gli altri vennero “dimenticati”. C’era un problema più grosso: la Russia, la guerra fredda. E l’Italia era ed è in posizione militarmente strategica.

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      • Mario,
        Ho più volte polemizzato affermando che altri, chesso’ gentiloni, letta, avrebbero ottenuto anche di più. Perché su Conte pesava l’ombra di antieuropeismo, in quanto espressione di un movimento che, nel recentissimo passato, si era espresso, col semianalfabeta degli esteri, addirittura, per l’ uscita dall’euro. Nei confronti di altri l’EU non avrebbe avuto alcuna remora.

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  4. Trattare con Putin vuol dire cedere a Putin?
    Complimenti,
    solo un azzeccagarbugli poteva arrivare a confondere volontà di far finire una guerra dove i sono contendenti non hanno ragioni assolute da esibire a proprio vantaggio.
    Qui siamo a Ruby nipote di Mubarak o giù di lì…

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      • Non esistono ragioni assolute: tutte sono relative. Anche le ragioni dei due belligeranti. E lo sono anche le nostre tant’è che fino a quando il conflitto è rimasto circoscritto alla prima fase è stato sostanzialmente lasciato correre perché non s’intravvedeva come imminente una crisi che avrebbe potuto potenzialmente coinvolgere l’Europa.

        È ipocrisia? Certo che lo è se ragioniamo come Gesù. Ma, sfortunatamente, come Gesù, in geopolitica non ragiona nessuno tranne qualche idealista de noaltri – vedi Di Battista – cui va ricordato che Gesù, ed era Gesù, alla fine è stato messo in croce (che fosse Dio o non lo fosse poco importa: importa il suo messaggio che gli sopravvive a distanza di duemila anni).

        Tutti vogliamo che finisca e nessuno vuole rimetterci la vita. Il fatto è che per indurre due belligeranti a negoziare occorre che ci siano validi motivi che li inducano a farlo. Uno di questi motivi, in questo caso specifico, è necessariamente che nessuno dei due intravveda la possibilità di vincere (e i russi pensavano di vincere e al momento la cosa è in forse) coronando quindi le proprie anbizioni.

        Gli americani non lasceranno vincere gli ucraini perché non conviene. Resta da capire come comporre la cosa col minor danno possibile. E qui anche Putin deve fare la sua parte. Se la sua parte è paventare l’uso di armi atomiche è terribile, ma è fuori strada.

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      • L’atomica è un’arma che serve a tutti quanti ce l’hanno per esibirla come monito a chi minaccia la loro esistenza.

        Ci sarebbe da stabilire chi minaccia chi in questa guerra.

        Ma non può stabilirlo chi indossa i panni del tifoso.

        Vale però sempre la pena di ricordare che uno dei belligeranti ha già dimostrato di possedere l’immoralità criminale di sganciarne due. A guerra finita, su due città, su cittadini inermi.

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    • Altro che nipote di mubarak!
      Il criminale cleptomafioso del kremlino ha fatto capire, in tutte le occasioni, brandendo l’arma del bottone, che il suo fine era e resta quello di cancellare dalla carta geografica l’Ucraina. Allora, bisogna trattare per consentire se farglielo fare con la gomma morbida o quella dura? Quindi, tranne i pacifinti, non so chi altri può credere a questa balla. Il cui risultato finale sarebbe, in ogni caso, l’annientamento di una nazione e di un popolo! NON SONO UN PACIFINTO!

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