Genio e regolatezza

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Per noi devoti del culto federeriano questo è un giorno di lutto, ma anche di sollievo: non avremmo retto la vista del nostro idolo che ritorna in campo dopo una pausa infinita e viene strapazzato da qualche spara-palline con la metà dei suoi anni e un decimo del suo talento. Come ha scritto il mio correligionario Marco Imarisio, ci piace immaginare che Federer si sia ritirato nel 2019, subito dopo avere vinto l’ennesimo Wimbledon al secondo match-point contro Djokovic (in realtà lo sbagliò e poi perse la partita, almeno così mi fu detto: io per la stizza avevo già spento il televisore).

Federer è stato un atleta poetico, i suoi gesti sembravano versi in metrica: nitidi, essenziali e intrisi di quell’energica armonia che colleghiamo istintivamente all’idea universale di bellezza. Ma una simile definizione vale anche per altri geni dello sport, da Diego Maradona Muhammad Ali. La differenza è che in loro, come in quasi tutti gli artisti, era presente una parte oscura: una sofferenza originaria, una maledizione perpetua di cui il talento rappresentava la ricompensa. L’artista Federer invece è stato pura luce senz’ombra, un uomo risolto che ha saputo domare gli istinti autodistruttivi che lo avevano indotto da giovanissimo a spaccare parecchie racchette. De André cantava: «Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior». Sui campi da tennis Roger Federer ha incarnato l’eccezione: il diamante da cui nascevano i fiori.

5 replies

  1. Vero per “giocatore unico”, in quanto ad “esempio” non allarghiamoci.

    Vorrei far notare, e passant, quanto lo sport sia ormai distrutto dalla politica : vedi il caso Nole (se non fosse stato serbo non sarebbe andata così: una finta vaccinazione e via…) e soprattutto le esclusioni che si moltiplicano nella varie Olimpiadi e raduni internazionali.
    Ovviamente nei confronti di atleti fortissimi che potrebbero fare man bassa di medaglie (a vantaggio, di questi tempi, della “sorpresa” Ucraina, che fino a ieri…).

    Ora, fino a ieri si magnificavano le Olimpiadi, nate in una Terra sempre in guerra ma che rappresentavano un raro momento di tregua tra i belligeranti. Ora succede il contrario: sono motivo di scontro e di esclusione.
    Anche la Cina sta diventando fortissima in ogni categoria: non mi sorprenderei che, prossimamente, verrà esclusa perchè “putiniana” o con la solita scusa del doping ( che gli atleti US mai e poi mai usano: basta guardarli…)

    Finirà così: Olimpiadi e Mondiali riservati a US e GB, con estensione ad altri Stati previa professione di fede atlantica.
    Anche Hitler aveva fatto di meglio.

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    • Che dire poi del fatto che lo sport è ormai un palcoscenico dove allestire fiction da catapultare al mondo attraverso la scatola magica tv?

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  2. Comunque sempre meglio una Olimpiade, un Mondiale Volley, un Tour de France,( bello quest’anno, finalmente!) di tutto il ciarpame propagandistico che ci ammorba in qualsivoglia altro programma. A meno che non si obblighi Lucchetta a cantare Bella Ciao per conservare il posto in RAI.
    Ci manca poco…

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