Di Maio contestato a Napoli: “Vattene a casa, non ti vogliamo”

(ilfattoquotidiano.it) – Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e leader di Impegno civico, è stato aggredito verbalmente da alcuni contestatori mentre entrava al nuovo comitato elettorale di Napoli per l’inaugurazione. Diversi gli insulti partiti dalla folla: “Vattene a casa, assassino, non ti vogliamo”. Così ha risposto Di Maio alla domanda di un cronista che gli ha chiesto se questi contestatori fossero suoi ex amici dei 5 Stelle: “Non lo so, non ho mai avuto il piacere di conoscerli”.

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27 replies

  1. un giorno gli studiosi di politica si arrovelleranno per cercare di risolvere il più intricato quesito della storia contemporanea:
    MA CHE QAZZO CI HA GUADAGNATO IL PD A REGALARE UN SEGGIO A QUESTO ESSERE INUTILE???
    perché se lo ha fatto immaginando che avrebbe portato al PD in cambio una valanga di voti, c’è da sperare che il PD scompaia anche solo perché i suoi dirigenti non capiscono una fava di politica, hanno capacità predittive pari a quelle di Paolo Fox nel 2020 e sono talmente babbei da non riuscire a distinguere un cavallo da un somaro zoppo e bolso.
    se lo ha fatto per altre, misteriose ragioni, e cioè perché ci guadagna qualcosa, torniamo al quesito di cui sopra.

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  2. I favori sono come i debiti, vanno saldati. …..senza Giggino che si scinde, non si sarebbero verificati gli eventi a catena per arrivare a quel governo a guida Draghi, sostenuto da PD, FI, Terzo polo e Lega, senza Salvini, passando per elezioni, che è il vero progetto dei suddetti…..eventi dove , sotto la regia di Berlusconi, passando per Renzi, via Verdini, quello che rischia la figura del solito cojone è Salvini, la seconda volta dopo il mojito 2019, perché si sta dissanguando a favore della Meloni. …… se avesse sostenuto il governo Draghi, avrebbe costretto la Meloni, iperatlantista, ad affrontare insieme al Migliore l’ autunno caldo, smascherando la sua finta opposizione. …..invece ha scelto di tagliarsi le pa@@e per non avere il M5S all’ opposizione fino a marzo 2023! Come quello che per fare dispetto alla moglie, ecc, ecc. ……se la Lega va male il 25 settembre e la destra non sfonda, a Salvini arriva il foglio di via. ……perché prende quota il progetto centrista con Draghi pdc a cui Giorgetti lavora da anni. …..probabilmente dal 2019, quando dopo la ciucca di mojito, a settembre Renzi fonda IV!

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  3. La cosa migliore per uno così dovrebbe essere il nulla attorno a lui!! Nemmeno le proteste.. lasciarlo solo con la sua megalomania!! Lui è vera stella cadente anzi buco nero, stella scoppiata!!

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  4. LA NOTA STONATA NELL’IMPRENDITORIA GLOBALISTA
    Pubblicato 09/09/2022
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    DI ANTONELLO TOMANELLI

    Chi ha sostenuto che le dichiarazioni di Marija Zacharova sulle sanzioni economiche alla Russia provenivano da una personalità disturbata, ora dovrà coraggiosamente prendere atto che la follia ce l’abbiamo in casa.
    In un’intervista resa al quotidiano La Repubblica, Emma Marcegaglia fornisce un’analisi speculare a quella fatta pochi giorni fa dalla portavoce del ministro degli Esteri russo Lavrov. Secondo l’imprenditrice lombarda «le sanzioni sono diventate uno strumento di concorrenza sleale per i produttori italiani», i cui promotori sono «seduti dall’altra parte dell’oceano».

    Le imprese italiane finiranno per essere «distrutte dai fratelli d’oltreoceano». Accusa «imprenditori, gestori della finanza e teorici dell’economia politica» di non essere stati «minimamente in grado di prevedere il disastro assoluto del sistema produttivo europeo che si profila all’orizzonte».

    Considera «una forma di miopia particolarmente grave» il fatto di non aver previsto che «lo scollamento dell’intero occidente dai rapporti commerciali con la Federazione Russa avrebbe portato a conseguenze catastrofiche sui nostri standard abituali di benessere».
    Nata e cresciuta in una famiglia di imprenditori dell’acciaio, laurea in economia aziendale alla Bocconi, Emma Marcegaglia è stata presidente di Confindustria dal 2008 al 2012, presidente di Business Europe (l’ente che aggrega tutte le Confindustrie europee) dal 2013 al 2015, nonché presidente dell’ENI dal 2014 al 2020.

    Quelle della Marcegaglia sono parole forti e che pesano, perché arrivano da una donna che di effetti di sanzioni economiche ne sa a pacchi. E che oggi sposa le posizioni russe sulle sanzioni imposte da Bruxelles dietro regia USA, nel sostenere che stanno facendo il solletico a Mosca e affondando la nostra economia.
    E non lesina aspre critiche nei confronti degli stessi USA, parlando di «concorrenza sleale» che Washington, primo sponsor di quelle sanzioni, starebbe attuando a scapito delle nostre aziende, proprio allo scopo di colpire la produzione italiana.

    Sebbene l’intervista sia stata dai media ufficiali collocata all’estrema periferia della cronaca, è possibile che provocherà qualche contraccolpo, visto lo spessore dell’intervistata. Ma la Marcegaglia non è Orsini, o Bianchi, o Fazolo. È una donna del sistema. Potranno relegarla nel girone dei putiniani senza dover rinnegare se stessi?
    Auguri a Luigi Di Maio, che dovrà riprendersi dal forte shock per non aver potuto parlare, almeno una volta, di «ingerenze».

    PS
    A Cernobio c’era anche lei , aveva paura alzare le chiappe e dire quello che pensa invece di applaudire tutti i politici cafoni intervenuti ?

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    • Per assurdo le sanzioni alla Russia le faranno un grande favore, la stanno obbligando a sostituire le importazioni con produzioni proprie, per cui nuove industrie e molta ricerca anche grazie al surplus commerciale

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  5. Per Tracia
    Finchè una signora come la Mercegaglia non va in tv a dire chiaramente per chi votere per invertire la rotta e con lei tutti gli inustriali,in primis quelli tedeschi in patria loro, allora è solo rumore .

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