Sondaggi: il M5S tocca quota 15%

Secondo il Cise (Luiss), sale solo chi s’è opposto al Migliore. E anche Izi conferma: 5S sempre più vicini al Pd. Fratelli d’Italia stabilmente davanti, 5Stelle sempre più vicino al Pd. Doveva essere la campagna elettorale in cui, sul racconto della “sciagurata caduta del governo Draghi”, i dem avrebbero rimontato Giorgia Meloni […]

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – Fratelli d’Italia stabilmente davanti, 5Stelle sempre più vicino al Pd. Doveva essere la campagna elettorale in cui, sul racconto della “sciagurata caduta del governo Draghi”, i dem avrebbero rimontato Giorgia Meloni e i 5S sarebbero spariti, complice anche la scissione di Luigi Di Maio. In linea con gli ultimi sondaggi arrivano adesso altre due rilevazioni che ribaltano la narrazione “draghiana”. Sia il Centro Italiano Studi Elettorali (Cise) della Luiss che l’Istituto Izi fotografano la stessa tendenza, col Pd che più che in avanti deve guardarsi alle spalle.

Il tutto partendo da un distacco dal M5S che fino a poche settimane fa era di 12 punti.

Secondo il Cise, fondato da Roberto D’Alimonte, il primo partito è FdI col 23 per cento, in vantaggio sul Pd al 21,4. Al terzo posto c’è il M5S, distante però meno di 5 punti e stimato addirittura al 16,4 per cento. Lontanissima la Lega, che scende addirittura al 9,6 ed è tallonata da FI (8 per cento). Vola la lista unica di SI e Verdi, valutata al 5,9 per cento, mentre non sfonda il sedicente Terzo Polo, inchiodato al 5,3.

Secondo Lorenzo De Sio del Cise, questi numeri descrivono un “effetto Churchill”: prendendo per buono il parallelo tra Mario Draghi e il celebre premier inglese, il 25 settembre potrebbe accadere qualcosa di simile a ciò che accadde nel Regno Unito dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando Churchill, pur con tutti gli onori, fu sconfitto alle urne: “Il popolo britannico premiò i laburisti che promettevano un progetto di futuro – è la versione di De Sio – invece che limitarsi a ringraziare Churchill”.

Oggi, a essere favoriti “potrebbero essere gli attori (centrodestra, M5S) con una netta visione di futuro e un accento sul cambiamento, più di quelli (centrosinistra, Calenda) che rivendicano continuità con il governo uscente”. Anche il boom di Verdi e SI sarebbe coerente con questa lettura. Da notare come il crollo della Lega non avrebbe effetti particolari sulla vittoria del centrodestra (avanti 42 a 31 contro Pd e alleati), ma semmai sulle proporzioni del successo.

Dati molto simili a quelli del Cise arrivano dall’ultimo sondaggio di Izi. FdI domina (25 per cento) e stacca il Pd (21,4 per cento), ma anche qui si registra una forte avanzata del M5S, salito fino al 15,4 anche a scapito della Lega, che arranca al 10 per cento. Azione è al 5,5 per cento. Anche Izi, quindi, conferma il trend secondo cui il M5S accorcia sul Pd (ieri Letta ha detto “no” alla proposta di bicamerale di Meloni) fino a rendere ipotizzabile un sorpasso che sembrava impossibile. Senza dimenticare gli ultimi dati di Antonio Noto, che danno il Pd sotto al 20 per cento.

Izi riferisce anche alcuni elementi che aiutano a interpretare le intenzioni di voto. Sebbene la maggior parte degli intervistati di dica contrario al reddito di cittadinanza (51 per cento), i favorevoli vanno ben oltre i consensi del M5S (38 per cento). Gran parte dei favorevoli si trova nel Sud e nelle Isole, dove quasi la metà degli interpellati è d’accordo col sussidio. E sono soprattutto giovani: tra i 18 e i 34 anni, il 47 per cento dice sì al reddito, molti più che nelle fasce 35-54 anni (35,6) e con più di 55 anni (35,7).

Oltre ai numeri dei sondaggi, però, in campagna elettorale contano anche quelli degli spazi televisivi. Per questo ieri l’Agcom, l’Autorità garante per le telecomunicazioni, ha ordinato a tutte le testate “di ripristinare la parità di trattamento tra le diverse forze politiche nei notiziari”. Il motivo si nasconde nel monitoraggio relativo al periodo dal 21 agosto al 3 settembre, da cui emergono una ovvia sovra-esposizione del centrodestra a Mediaset, il poco peso (in rapporto ai sondaggi) di FdI e una generale benevolenze nei confronti di Azione e Iv. Non a caso a prendersela è il renziano Michele Anzaldi: “Da Agcom un pastrocchio”. In questo contesto, il cda Rai ha sollecitato i direttori di testata a promuovere confronti tra i leader. Forse l’ultima occasione per confermare o frenare i trend in corso.

31 replies

  1. ” Doveva essere la campagna elettorale in cui, sul racconto della “sciagurata caduta del governo Draghi”, i dem avrebbero rimontato Giorgia Meloni e i 5S sarebbero spariti, ” ed invece, alla lunga , sparirà il PD e la sua corte di cicisbei…

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      • @Caterina Piretti
        la differenza tra 16,6% e 16,4% è statisticamente irrilevante.
        In statistica non diamo mai un solo numero, ma diamo almeno un intervallo di confidenza in cui il valore vero si trova con una certa probabilità. Per esempio diciamo che il partito della cuccagna si trova tra il 72% e l’80% con una confidenza del 95%. Poi i giornali riportano come valore il 76%, valore centrale dell’intervallo.
        Sul campione ristretto dei sondaggi (quelli de La7 sono su 1200 persone…) l’intervallo di confidenza è decisamente largo. Ergo quando leggo che un partito ha guadagnato lo 0.1% mi metto le mani nei capelli. In una settimana 1 persona “e un quinto di persona” in più voterebbe quel partito.
        Oh poveri noi…

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      • Vale lo stesso discorso: l’intervallo di confidenza se va bene è di 2-3 punti percentuali, significa che col 95% di probabilità il risultato oggi sarebbe tra 13% e 19%.

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  2. Risultati che mi piacerebbero:
    Fratelli degli USA: maggioranza assoluta dei seggi (così quando Meloni fallirà miseramente e – fallirà miseramente – non avrà l’alibi dell’alleato che non gli ha fatto fare le cose e sparirà per sempre dopo anni di blah blah blah)
    PD: minimo storico e dietro al M5S
    Di Maio e suoi lecchini vari: trombatura catastrofica
    Fratoianni e Verdi: 0 seggi per svendita dei loro valori (eccetto il poltronismo)

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  3. “Oggi, a essere favoriti potrebbero essere gli attori (centrodestra, M5S) con una netta visione di futuro e un accento sul cambiamento”
    Centrodestra con visione di futuro? Aaahahhahahahahahah questa è proprio una bella barzelletta!

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  4. Chi si mette all’opposizione del Governo Draghi sale nei sondaggi.
    Chi si allinea all’Agenda Draghi scende.
    Conte ha cominciato a risalire da quando in Parlamento ha proposto i suoi nove punti ma il governo Draghi è caduto senza che vi sia stata una vera opposizione. Si è suicidato da solo.
    Mi chiedo di quanto sarebbe risalito il M5S se Conte avesse fatto una seria opposizione da subito, dribblando le follie di Grillo.

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    • Probabilmente starebbe ben sopra il PD a quest’ora,anzi,quasi sicuramente avrebbe rintercettato gran parte dei delusi del 2018 e avrebbe potuto fare un testa a testa con la meloni per il primo partito

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    • …e se mia nonna avesse le ruote sarebbe una cariola…
      Del senno di poi son piene le fosse…
      Basta…! Alcune scelte, avvallate dalla base, per voi sono state sbagliate ma fatevene una ragione; principi e valori sono ancora lì intatti. I fatti lo dimostrano.
      Basta lamentarsi!
      Rimboccarsi le maniche e darsi da fare per aiutare…

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  5. Se Conte volesse vincere le elezioni ……
    Il giorno prima del silenzio stampa a reti unificate dice agli elettori che se sarà eletto primo ministro cercherà con la diplomazia e solo con quella di ottenere la pace dalla Russia.
    Se ha le 00 ma devono essere di acciaio inox
    Perché penso che ha buone possibilità di finire come Moro.

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    • @giuseppe
      Nel frattempo però aumento della povertà, dei fallimenti e dei suicidi, aumento della criminalità con gran piacere del ministro della difesa che potrà usare “il pugno duro”. Nel frattemp ladri, evasori, mafiosi, corrotti e corruttori festeggiano l’impunità e non si preoccupano più delle intercettazioni.

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      • Attenzione signori diplomazia va benissimo ma stiamo attenti alle sanzioni è un terreno pericolosissimo. Se decidessimo unilateralmente di togliere le sanzioni alla Russia l’unione europea ci prenderebbe a bastonate sui denti per non parlare dello zio Tom. È un discorso da affrontare collegialmente.

        MASSIMO

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  6. Il M5S è da sempre sottostimato nei sondaggi, il PD, al contrario, perennemente sovrastimato.
    Pertanto è altamente probabile che la “forbice” in realtà sia più una “pinzetta”…

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  7. Non scorderò mai la faccia rintronata di Gargamella Bersani nel 2013, quando era sicuro di fare sfracelli contro B. ed invece si presentò con un ebetissimo “abbiamo non vinto”, dopo essere finito dietro Grillo..
    Quale potrebbe essere la geniale trovata dialettico-mediatica (e la faccia) di Letta, davanti ad un bis del medesimo scenario?
    Votare Conte potrebbe essere un prezzo congruo del biglietto da pagare per assistere allo spettacolo.

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    • No, no… è ora di piantarla con questa storia che Bersani ha perso, che “è finito dietro Grillo” etc… Ma non c’eravate?
      Come mai è stato Bersani a fare la “proposta” a Crimi & Lombardi?
      Come mai, pur di non allearsi con B., Bersani ha lasciato il posto a
      Letta, che ha governato coi SUOI voti (e anche Renzi, dopo di lui), per quanto piccola fosse la differenza col m5s?
      Mai frase di politico fu più travisata dal suo originario significato di umiltà (evidentemente si è poco abituati ad essa, in politica) e considerata una realtà numerica.

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      • Attenzione Anail, Bersani fece una proposta assurda. I 5S avrebbero dovuto solo mettere i voti il PD avrebbe messo ministri e riforme. Tanto è vero che pochi mesi dopo alla Festa dell’Unità disse pubblicamente:
        MA IO NON SONO MICA COSÌ MATTO CHE AVREI FATTO LE RIFORME COI 5S. Che poi abbia cambiato idea è un altro paio di maniche.

        MASSIMO

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      • Non stavo entrando nel merito, Massimo, anche se non sono andate precisamente così, le cose.
        Stavo solo dicendo che, se è stato Bersani a fare la proposta era perché la coalizione che lui guidava aveva vinto.
        Di poco (forse meno di 4 punti), ma aveva vinto, mentre passa sempre che ha perso e che il PD è arrivato 3o nel 2018, mentre era 2o, prima della Lega. Solo per correttezza di informazione, perché figurati…

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      • ANAIL
        Elezioni Politiche 2013 – Camera
        MoVimento 5 Stelle – beppegrillo.it 8.689.458
        Partito Democratico (Pd) 8.644.523

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      • Tu non hai parlato del PD, ma di “Gargamella” (che si dovrebbe riservare ad elementi meno rispettabili) Bersani, quindi alla COALIZIONE di cui era a capo, che, di poco, ha vinto.
        E io su Bersani ho risposto.
        Purtroppo, questi sono gli svantaggi di andare soli.

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      • Ecco brava, sa soli senza finanziamenti pubblici (al contrario di Gargamella, che fra l’altro prendeva soldi anche da Riva e Marcegaglia, tanto per fare due esempi), senza conflitti d’interesse (come quelli del PD con tutto il sistema bancario nazionale, tanto per fare un esempio), senza stampa compiacente (come quella del Gruppo Gedi e di Cairo, sempre per fare un altro paio di esempi), si è riusciti nel miracolo di arrivare prima del PD.
        Meglio soli, che malissimo accompagnati.
        Ma poi soli de che?!? Le piazze parlavano da sole.

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  8. Ho visto la presentazione del programma 5S all’Auditorium della Conciliazione, veramente ben fatto, innovativo, coinvolgente e inclusivo.
    Spiccava, secondo me, la presentazione del programma sulla Giustizia, con l’intervento di Cafiero de Raho e Scarpinato (calibri oltre i 90).
    Bene, al TG1 delle 20 hanno fatto un “servizietto” su questo evento che un fotografo per matrimoni avrebbe fatto un milione di volte meglio!

    A mio parere, il “sistema” comincia ad avere paura della serietà e della determinazione della proposta politica e delle competenze di spicco che sono sempre più visibili nella campagna 5S in corso; stanno facendo di tutto per per offuscare (della 7 non ne parliamo …).

    Se la determinazione di Conte continua cosi, nelle 2 settimane che mancano al voto, credo che potremmo assistere ad un’incredibile sorpresa.

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  9. Mi permetto di aggiungere (e invitare) che anche noi, se vogliamo votare 5S, dovremmo essere più attivi, magari anche sugli altri social, per smontare tutte le menzogne e i trucchetti narrativi contro i 5S e Conte in particolare.
    Nel mio piccolo lo sto facendo e mi sono accorto di avere un riscontro molto positivo, anche oltre le mie intenzioni.
    Forza!!!

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