Il divorzio “per sbaglio” di Letta dal m5s di Conte

Guardando la foto di Enrico Letta seduto fra Giorgia Meloni e Luigi Di Maio sul palco del Meeting di Rimini son tornato a chiedermi quale cupio dissolvi possa aver ispirato al segretario del Pd la scelta di rompere l’alleanza con il M5S proprio quando […]

(DI GAD LERNER – Il Fatto Quotidiano) – Guardando la foto di Enrico Letta seduto fra Giorgia Meloni e Luigi Di Maio sul palco del Meeting di Rimini son tornato a chiedermi quale cupio dissolvi possa aver ispirato al segretario del Pd la scelta di rompere l’alleanza con il M5S proprio quando gli sarebbe stata più necessaria.

La motivazione ufficiale, si sa, è che l’aver maldestramente fatto cadere il governo Draghi fosse una colpa gravissima e irredimibile di Giuseppe Conte, tale da suscitare la riprovazione della maggioranza degli italiani e da rendere obbligatoria l’immediata rescissione di ogni rapporto. Questo e non altro, ci è stato detto.

Si badi bene: le diversità di vedute già manifestatesi nei mesi precedenti su un argomento cruciale come la guerra in Ucraina, non avevano impedito ai due partiti di presentarsi affiancati, solo un mese prima, il 12 giugno, alle elezioni amministrative. Il Pd, difatti, non era caduto nella trappola propagandistica di chi additava i Cinquestelle come “amici di Putin”; e anzi le medesime diverse sensibilità riguardo al modo in cui l’Italia debba agire pur nell’ambito dell’alleanza atlantica erano (e restano) compresenti nella base di entrambe le formazioni.

E allora? Cosa ha indotto Letta a quella rottura frettolosa, che probabilmente ricorderemo come un divorzio per sbaglio, insperato regalo alla destra? Temo che il segretario del Pd abbia commesso il tipico errore di chi scambia un proprio desiderio per la realtà. Ovvero che si sia lasciato convincere dalla campagna giornalistica martellante che descriveva il M5S in caduta libera, ormai prossimo alla dissoluzione, destinato a scomparire nel giro dei pochi mesi che ci separavano dalla scadenza naturale della legislatura. Eppure, se non altro per le leggi della fisica, qualora non bastasse la constatazione che quel movimento era presente in Parlamento da nove anni con percentuali di voto elevate, avrebbero dovuto ricordarselo: piaccia o non piaccia, con tutte le sue giravolte e il dilettantismo che lo contraddistingueva, il M5S non poteva essere considerato una meteora come l’Uomo Qualunque. Per quanto in crisi, anche ammettendo che scivolasse disastrosamente sotto il 10 per cento, era impensabile la sua sparizione dalla scena perché rappresentava un elettorato, certo deluso, ma non cancellabile con un colpo di spugna. E sarebbe rimasto comunque la seconda forza di quella coalizione di centrosinistra su cui il Pd puntava da tre anni, tanto da affidare a Conte la guida di un governo in cui aveva impegnato tutto il suo gruppo dirigente.

Divorzio per sbaglio, dunque? Una banale svista? Temo ci sia di più. Per restare nell’ambito del linguaggio medico oculistico, credo che Letta sia afflitto da quella diffusa patologia che rende difficoltoso vedere le cose da vicino: cioè la presbiopia. Lo sguardo presbite sulla società italiana, dovuto al restringersi dell’orizzonte di chi vive da troppo tempo asserragliato nelle stanze del potere governativo e amministrativo, lo ha sospinto a considerare irrilevanti i fermenti di chi vive al di fuori di quella cerchia, e più in basso.

Concedo un’attenuante, al presbite Letta: in effetti i risultati del voto del 12 giugno nelle città, dopo che già i Cinquestelle avevano fallito a Roma e Torino, favorivano l’illusione ottica, parevano confermarne l’invisibilità dei Cinquestelle, del tutto incapaci di esprimere una classe dirigente locale. Di lì, forse, ha preso il via la tentazione di dargli il colpo di grazia. E magari di incoraggiare la robusta scissione operata da Di Maio, nel frattempo promosso dalla stampa dell’establishment a statista degno di cooptazione nel novero dei Migliori. Altra illusione ottica. Faceva quasi tenerezza, ieri a Rimini, l’imperturbabile ministro degli Esteri seduto a Rimini accanto a Letta, unico suo irrilevante “alleato”. I ciellini, da buoni cattolici, non devono aver avuto l’animo di revocargli l’invito, dopo che l’avevano prescelto al posto di Conte, anch’essi aderendo al luogo comune che il capo dei Cinquestelle fosse un morto che cammina.

Io non so come andranno a finire i Cinquestelle, oggi rinvigoriti da questo divorzio per sbaglio che vivono anch’essi, ahimè, come provvidenziale. Ora hanno rotto col Pd anche in Sicilia, e pazienza se ciò favorirà la vittoria di Schifani, a riprova che la tendenza alla frantumazione del centrosinistra si configura ineluttabile. Salvo aggiungere che dopo, a disastro combinato, si vedrà. Continuo a sospettare che l’auspicio di Domenico De Masi – immaginarli futuri rappresentanti degli interessi dei poveri e degli sfruttati – presupponga una mutazione genetica poco verosimile. Ma mi resta infine la spiacevole impressione che fra i calcoli di Letta ce ne fosse anche un altro indicibile: mi conviene che il “popolino” scompaia nell’astensione piuttosto che voti ancora quei “bruti”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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17 replies

  1. Ma quale Letta, ma quale Letta ha fatto, Letta ha detto?
    Letta conta meno dell’uno e mezzo di picche, cioè niente.
    Sono le solite lobby (dalle varie multinazionali informatiche a confindustria alle signore del petrolio e via rubando) che gli spiegano per filo e per segno cosa fare, quando farlo e forse anche cosa pensare.
    Perciò la direttiva prima delle elezioni e che tutti devono stare lontani dai 5s, noti grassatori neoComunisti con la C maiuscola e in nerettto. Neanche parlarci assieme si deve, che poi si rischia di essere contagiati e magari avere quallche barlume di politica fatta per il popolo e non per il dio Denaro.
    Amen.

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  2. Tante domande, ne manca una, non meno importante. Ma per quale oscura ragione ha voluto salvare dimaio? Perché ha distrutto (salvandolo) il m5s? Non mi basta …

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    • Perchè Letta è il maggiordomo di Draghi, a cui Di Maio ha leccato le chiappe per mesi, sapendo che se ti fai amico il più potente massone d’Italia non avrai più il problema di trovare un lavoro da persona altolocata. Da qualche parte verrà piazzato.
      E siccome Giggino vuole mettere su famiglia….

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      • Beh, comincio a starci, si perché la paga a giuda per aver distrutto il mov è una giustificazione da sémpliciotti, perché solo i tanti ciechi di qua dentro non hanno visto che il mov lo ha cominciato a distruggere dal 2018, perché al PD digli tutto ma non che non è furbo e sapeva benissimo come sarebbe andata a finire dopo l’altola’ della pippa.

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  3. Come si possa insistere su un uomo così mediocre di intelligenza e di intuito politico come Letta, resta un mistero. E comunque tutto dà prova che c’era anche lui dietro la scissione, la seguiva e ci sperava, la riteneva cosa fatta, Movimento finito. Invidioso di Conte e del suo successo tra la gente, lui che non ha carisma, nè simpatia e nemmeno empatia, un cactus ne ha di più. E comunque Conte, nella sua ingenua lealtà, desideroso di cambiare registro al Movimento, non si era accorto di niente, è il suo limite che in tanti segnaliamo da tempo, e non perchè gli vogliamo male ma perchè stava facendo male a se stesso, sottoponendosi a umiliazioni continue che si era convinto di dover incassare in nome di un’alleanza in cui credeva solo lui ma non l’alleato; si puo’ sperare che almeno ora abbia imparato, non per suo merito, ma per un errore del socio, ma che almeno si scrolli di dosso la dabbenaggine, che possa cambiare anche un po’ lui invece di cambiare solo il Movimento.

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    • Conte era anche confortato dal fatto che la quasi totalità dell’elettorato rimasto in 5* era (è ancora?) favorevole o predisposto ad una futura o possibile alleanza col pd.
      Già il fatto di parlarne è un forte ostacolo per reclutare nuovo elettorato, quello composto da milioni di cittadini che si astengono dal voto. Conte deve averlo finalmente capito che il pd è una disgrazia terrena tra le più terribili mai abbattutesi sul pianeta.

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  4. Niente paura mr tentenna sancho panza il bradipo è in trepidante attesa del 26 settembre data in cui il lettamaio gli riaprirà le braccia e lo riaccoglierà nuovamente nella sua alcova dove potrà vivere felice e contento fino alla fine finale,

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  5. “E allora? Cosa ha indotto Letta a quella rottura frettolosa,”
    ___________
    Confindustria.

    “Concedo un’attenuante, al presbite Letta:”
    ______________
    Anche no, non è presbite è parte del sistema, ovvero stronzo.

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  6. cari amici, ma perchè non vi rendete conto che il solo nominare i vari politici , è portare acqua al loro mulino ed a quello dei partiti ? Prevedo un “ribaltone”, anche non subito, della gente contro i partiti La pentola è talmente sottopressione che basta un gesto piccolo iniziale per scoperchiarla. L’importante è che sia in senso democratico e non autoritario.

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  7. Letta non è migliore di Renzi.Viene dalla stessa scuola,quella di Casini e Mattarella. Questo è fondamentale per capire la mentalità dalla quale scaturiscono le loro decisioni. Sono devoti agli Usa e ubidiscono ai loro comandi.

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  8. “… con tutte le sue giravolte e il dilettantismo che lo contraddistingueva”
    Dilettantismo rispetto al professionismo del malaffare mi sta bene, ma dubito che Lerner l’abbia inteso così, sembra più il trito concetto di “scappati di casa” .
    Mi sembra, nonostante le apparenti critiche, che anche lui veda, con un sopracciglio alzato, il m5s come una specie di outsider, di enfant terrible da tenere a freno.
    Punteggia qua e là l’articolo di piccole note urticanti, che tendono a sottolineare una superiorità piddina da fratello maggiore spazientito.

    “… tanto da affidare a Conte la guida di un governo in cui aveva impegnato tutto il suo gruppo dirigente.”

    Ma AFFIDARE de che?
    LORO avrebbero affidato a Conte che cosa?
    Col loro 18% contro il 33% dei parlamentari 5s?
    Sono stati generosamente accolti e risvegliati dal letargo!

    ” Continuo a sospettare che l’auspicio di Domenico De Masi – immaginarli futuri rappresentanti degli interessi dei poveri e degli sfruttati – presupponga una mutazione genetica poco verosimile.”

    “FUTURI rappresentanti “? Perché invece gli attuali CHI sarebbero, LORO?
    Mutazione genetica? E pure poco verosimile!
    Ma questo dove vive?
    È rimasto al Pd manifesto del comunismo? Cosa che non è mai esistita?
    Attribuisce a Letta ciò che è anche il SUO pregiudizio, lo stesso che vedevo in parlamento nel 2013, cercando di convincerci che invece ne è affrancato?
    Nessuno che noti che Letta semplicemente teme Conte per la sua popolarità e l’enorme ombra che gli avrebbe fatto…
    Non che ci volesse una grossa mole, per riuscirci: basta essere più vicini alla fonte luminosa della buona politica.

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  9. Ci sono troppi amanti del pd che si sentono abbandonati quando già erano quasi arrivati sull’altare. Certo, avevano i denti rotti dai tanti calci tirati dai pidini, ma loro, increduli, continuavano a sognare quell’amore giovanile di rivoluzionari comunisti. I maggiori masochisti si sono dimostrati i compagni del fatto fin dal giorno in cui cominciarono a ritenere il movimento come il salva voti pidino.

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  10. “mi conviene che il “popolino” scompaia nell’astensione piuttosto che voti ancora quei “bruti”. io ritengo che questa sia la sintesi del Letta pensiero, (ammesso che esista un pensiero lettiano) Io sono meno accondiscendente di gad lener verso il Pd perche ritengo che non sia ne centrosinistra ne progressista ma un carravanserraglio dove bestie umane, animali bipedi e carovanieri politicanti convivono senza sapere ne capire dove vanno ne cosa gli spinga a camminare .Loro i carovanieri politicanti portano sulle spalle quella strana bestia ibrida di un arpia avvinghiata ai loro corpi con artigli confindustriali , le ali delle banche del profitto e con la testa dagli occhi di tigre per spaventare , il povero bastonato diseredato che implora aiuto. ecco perchè il “popolino e meglio che non vada a votare potrebbe riversare i suoi voti sul quel’ strano robin hood che porta via ai ricchi per dare ai bisognosi

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  11. Al movimento il “divorzio per sbaglio” è andato benissimo!! Così almeno Conte ha finalmente capito con chi ha avuto a che fare!! E speriamo non lo dimentichi!!😁

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  12. Banalmente, aspettavo per decidere il prossimo voto, le mosse del M5S, se in avvicinamento al PD, il mio voto lo avrebbe visto con il binocolo. …fortunatamente qualcuno ha detto dal PD mai con i 5 stelle, ed io ho ringraziato. …poi Conte ha ribadito ” date pure i vostri collegi a Di Maio”, poi ha chiarito che con questo PD neppure ci sediamo ad un tavolo, poi ha rotto l’ alleanza in Sicilia, il percorso mi pare giusto. …..e mi auguro che il M5S vada all’ opposizione, senza alcuna tentazione di accordo, neppure programmatico, con il PD , anche se vincesse, e non credo proprio, le elezioni. ….chieda i voti a Renzi/Calenda e FI , e se li faccia bastare! Il M5S deve solo sedersi ed aspettarne l’ implosione, che si tirerà dietro pure quella della coalizione di destra……Chiunque andrà al governo del paese si troverà fra le mani una situazione esplosiva…..il M5S dovrebbe starne prudentemente lontano, perché questi sono capaci prima di far scoppiare il botto e poi di puntare il dito su altri. …già accaduto in passato! Se vincerà la destra, dovrà governare e l’ unica preoccupazione è che userà la massima repressione possibile per continuare a farlo!

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