Il Pd romano meglio di House of Cards

(Estratto dell’articolo di Lorenzo d’Albergo – la Repubblica – Edizione Roma) – È la fine di un’era. […] l’addio di Albino Ruberti al Campidoglio è uno di quei passaggi che promette di cambiare i connotati all’amministrazione capitolina. L’uomo dei mille dossier, dal termovalorizzatore in giù, non c’è più. Nemmeno il sistema di gestione del potere che fino a ieri si è retto tutto sulle sue spalle e che, si scopre in queste ore in cui esplodono più facilmente i rancori covati per mesi, non piaceva davvero a tanti. Sia in Comune che fuori. Questione di delibere. E soprattutto di nomine.

[…] Figlio di Antonio, dell’ex ministro socialista ed ex rettore della Sapienza, Albino mette per la prima volta piede in Comune quando il sindaco era Walter Veltroni. Sopravvissuto all’avvento della destra di Gianni Alemanno restando alla guida di Zètema, azienda controllata da Roma Capitale che si occupa di cultura, Ruberti è stato poi chiamato in Regione dal governatore Nicola Zingaretti quando l’amministrazione capitolina è finita nelle mani di Virginia Raggi. Infine il gran ritorno con Gualtieri e un contratto da 200 mila euro all’anno in virtù della laurea triennale nel frattempo ottenuta all’Uninettuno. Una scelta che teneva conto tanto del curriculum – LazioCrea, Teatro dell’Opera, Federculture e Civita Cultura – che delle intemperanze collezionate in passato dal dirigente.

Episodi che gli sono valsi un doppio soprannome. Per alcuni Ruberti è il « Pugile » , per altri « Rocky » . Appellativi figli di un filmato in cui il dirigente affronta a mani nude un gruppo di animalisti piombati a un comizio dem per contestare Zingaretti. Non l’unico comportamento sopra le righe.

Il primo maggio 2020, in pieno lockdown, Ruberti è stato pizzicato dalla polizia a mangiare a casa di amici al Pigneto. Davanti agli agenti sembra sia partito un «lei non sa chi sono io». Simile, se non identico, a quello pronunciato dai figli del manager lo scorso 4 febbraio: 17 e 19 anni, erano stati fermati dai carabinieri per un controllo dopo aver parcheggiato male l’auto intestata al padre ai Parioli. Questioni private diventate pubbliche a causa del ruolo di Ruberti.

In Campidoglio, come dice un consigliere dem, ora è partito il «tutti contro Albino». E saltano fuori le prime censure sulle modalità utilizzate per le nomine dall’ormai ex capo di gabinetto. Un esempio? Da ieri circola una nota dell’ex collegio sindacale di Ama. Lo spoils system […] di solito si concretizza nel cambio del cda di un’azienda […] Nel caso della municipalizzata dell’ambiente, Ruberti ha però rimosso anche il collegio dei sindaci senza aspettarne la naturale scadenza. […]

Il posto di Ruberti per ora andrà all’attuale vice, Nicola De Bernardini. Ma si fa già il nome del nuovo possibile titolare. Potrebbe essere Andrea Baldanza, ex capo di gabinetto in Regione e magistrato della Corte dei Conti.

UN VIDEO-BOMBA IL VERO OBIETTIVO I POSTI IN REGIONE

(Estratto dell’articolo di L.d’A. e Cle.Pis. – la Repubblica – Edizione Roma) – «Quel video è fuoco amico. Lo hanno offerto a noi in piena campagna elettorale, ma ci siamo rifiutati di diffonderlo. Non ci prestiamo a certi giochi. Ed ecco che alla vigilia della firma delle candidature e non solo scoppia la bomba». A parlare è un autorevole esponente del centrodestra di Frosinone, dove a giugno a raccogliere il testimone dal leghista Nicola Ottaviani è stato il sindaco azzurro Riccardo Mastrangeli. Una conferma a quella che è la principale ipotesi circolata ieri sulle immagini- shock in cui Albino Ruberti dà in escandescenze e si scaglia contro Vladimiro De Angelis, fratello dell’ex europarlamentare Francesco: uno strumento per compiere un regolamento di conti all’interno dei dem del Lazio.

Il video girato da mani ignote […] è stato reso pubblico il giorno prima dell’accettazione della candidatura da parte di Francesco De Angelis, presidente del potente Consorzio industriale del Lazio. Sembra che tra i dem in molti non vedessero bene la possibilità data all’esponente ciociaro del Pd di poter ottenere un seggio alla Camera e che soprattutto tanti da tempo stiano lavorando per ottenere l’influente poltrona dell’ente pubblico economico.

[…] De Angelis prova a resistere: «Ho rinunciato alla candidatura per evitare strumentalizzazioni, ma non al mio ruolo nel Consorzio[…]». Ma nel capoluogo ciociaro insistono. «Non sarà presidente quando inizierà la campagna elettorale per le regionali. Quel ruolo interessa a chi è più in alto», insistono.

De Angelis non sarebbe però l’unico obiettivo del video. La reazione scomposta di Ruberti sembra infatti destinata a pesare anche sul possibile candidato alla presidenza della Regione Lazio. […] Dietro la diffusione delle immagini della lite tra Ruberti, il sindaco di Giuliano di Roma, Adriano Lampazzi, e i De Angelis vi sarebbero dunque guerre per scalare il Consorzio industriale e per prendere il potere in Regione. Attriti che, sull’asse Frosinone- Roma, sono iniziati anche prima, quando Mauro Buschini mollò la poltrona di presidente del consiglio regionale dopo essere finito nella concorsopoli di Allumiere, da cui è stato prosciolto. Nel 2018 si era candidato insieme a Sara Battisti, compagna di Ruberti, ma l’idillio tra i due è finito. E non sarebbe stata vista bene neppure la vicinanza di De Angelis a Gasbarra dopo che a lungo era stato vicino a Leodori. –

3 replies

  1. Ho sentito dire che il tizio aggredito da Ruberti gli avesse detto: “Mi ti compro…” non so a che titolo e riferito a che cosa…
    E che lui lo volesse un ginocchio a chiedergli scusa per questo.

    "Mi piace"

  2. Liti da ballatoio per spartirsi posti dorati da cui fare lobby a favore di Tizio o Caio in cambio di succulente mazzette, come se non bastassero gli stipendi siderali pagati dai contribuenti

    Piace a 1 persona

  3. Torna il Manzoni : la peste di Roma , il sindaco che la attribuisce ad un’infausta congiunzione astrale, i monatti che si spartiscono le spoglie di chi e’ caduto.Sotto il fuoco amico

    "Mi piace"