I sondaggi già stroncano l’alleanza di quei due simpaticoni di Calenda e Renzi

(C. Tar. – La Verità) – Depositato ieri il simbolo al Viminale, parte ufficialmente la campagna elettorale del sedicente terzo polo, in realtà quarto, almeno alla luce dei sondaggi che vedono il tandem Carlo Calenda-Matteo Renzi incassare circa la metà dei consensi del M5s.

I due azionisti di Azione si dividono le quote al 50%: i capolista al proporzionale saranno divisi equamente tra i due partiti, Renzi e Calenda guideranno la lista in più collegi. «Azione e Italia Viva», scrive Renzi, «hanno chiuso il programma insieme dopo 14 ore di verifica finale sui testi.

Lascio volentieri che sia Carlo Calenda a guidare la campagna elettorale. Talvolta abbiamo discusso, lo sapete, ma i punti che ci uniscono sono molti di più di quelli che ci dividono. Servono gli assist per fare i gol. Io con impegno e tenacia sarò in campo (e in qualche circoscrizione al Senato) per dare una mano e farlo vincere». Renzi si candiderà certamente a Firenze, poi probabilmente a Milano e Torino.

Matteo spara sul Pd: «Ho sentito che Letta ambisce alla segreteria generale della Nato», ha detto ieri il leader di Iv, tra il serio e il faceto, al festival di Pietrasanta La Versiliana, «se ha questa capacità strategica, tempo sei mesi i russi arrivano in Portogallo». Randella Letta pure Calenda: «Caro Enrico Letta», scrive Calenda, replicando alle accuse del segretario del Pd, «nessuno ti ha fregato. Ti sei fregato da solo. E questo per un leader politico è molto più grave. Cortesemente chiudiamo questa storia.

Abbiamo entrambi da lavorare. Un leader politico che guida una grande coalizione, a cui auguro di avere successo almeno per il Partito democratico, che si frega da solo. Ecco», aggiunge Calenda, «io penserei molto su questo. E molto meno di insultare gli altri.

Grazie». Calenda si candiderò sicuramente a Roma, oltre che in altri collegi.

Per quel che riguarda gli altri big, certa la candidatura di Mariastella Gelmini in Lombardia, così come quella di Mara Carfagna a Napoli e in altri collegi del sud. Non si lascia scoraggiare dalle previsioni il presidente di Iv, Ettore Rosato, irrefrenabile sul fronte organizzativo: «I sondaggi ci danno al 6%? Sono convinto», dice Rosato a Rainews 24, «che faremo meglio. La campagna elettorale ancora non è iniziata e come sappiamo per esperienza gli italiani decideranno negli ultimi giorni.

Noi non ci arrendiamo, come sta facendo il Pd all’idea che la destra abbia già vinto le elezioni, lavoriamo seriamente con la nostra squadra, con Calenda, Renzi, le nostre ministre Bonetti, Carfagna e Gelmini, per spiegare il nostro progetto, la nostra volontà di rompere gli equilibri e per dare al paese un messaggio di positività che oggi è necessario».

La strategia di Renzi e Calenda è ormai smascherata: altro che concorrenza a Forza Italia, si punta sulla debolezza del Pd e del segretario Letta per conquistare una parte di elettorato in fuga da un partito che gioca a perdere. Infierisce Maria Elena Boschi: «Chiusa la parte amministrativo-burocratica, ora siamo pronti alla sfida delle prossime settimane tra la gente. Il nostro primo impegno è non alzare le tasse: in una campagna elettorale in cui Letta ha proposto di alzare le tasse», graffia la Boschi, «come prima proposta programmatica di governo, noi su questo siamo chiari».

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8 replies

  1. Sono impresentabili … Mi fanno schifo ricordiamoci che leggi ha fatto Renzi… La buona scuola, la legge sul lavoro togliendo qualsiasi minimo orario e qualsiasi garanzia per 8 anni anche a quelli indeterminati

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    • Hanno dimostrato che sono delle persone che non vogliono bene al.popolo …impresentabili.. Renzi ha fatto cadere il secondo governo conte.. si è staccato dal PD creando un suo partito prendendo in giro gli elettori che votano a sinistra del PD , ha fatto.leggi di merda contro i lavoratori quando era presidente del consiglio, ha cannato anche il referendum sulla modifica della costituzione… Ha inciuci con gli arabi … Cosa vogliamo aggiungere ancora ?? Basta a sta branca di manigoldi a dire poco impresentabili e a mio parere invotabili

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  2. I big chi sarebbero quelle due cose acide e antipatiche,devono solo ringraziare il Berlusca se sono diventate ministre.

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