Sanno di perdere, danno di matto

(Maurizio Belpietro – La Verità) – Il mandato di Sergio Mattarella scadrà alla fine di gennaio del 2029, quando l’attuale inquilino del Quirinale sfiorerà gli 88 anni. Se non interverranno fatti nuovi, come per esempio una riforma costituzionale che porti all’elezione diretta del capo dello Stato oppure ragioni personali che inducano il presidente della Repubblica a dimettersi dall’incarico prima del tempo, per 14 anni sul Colle avremo avuto dunque la stessa persona, nominata quando aveva 74 anni e in carica fino alla soglia dei 90.

Mattarella infatti è stato eletto a febbraio del 2015, in un’altra stagione, quando a fare il bello e il cattivo tempo a Palazzo Chigi c’era Matteo Renzi. Dopo altri tre premier non eletti dal popolo – ossia Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte e infine Mario Draghi -, il Parlamento non ha saputo fare altro che riconfermare l’attuale capo dello Stato. In nessun altro Paese occidentale si ha notizia di un fatto del genere.

In America, i presidenti vengono scelti dopo una lunga campagna elettorale e rimangono in carica per quattro anni, che possono diventare otto con un secondo mandato. Ovviamente, sempre che gli americani votino a favore del presidente uscente. In Gran Bretagna il problema non si pone, perché non si parla di una democrazia, ma di una monarchia, tuttavia i poteri della Regina, dal punto di vista politico, sono estremamente limitati.

In Francia i presidenti della République sono eletti dal popolo e il loro mandato dura cinque anni, terminati i quali si torna al voto e i francesi scelgono da chi essere rappresentati. La Germania non ha un’elezione diretta del capo dello Stato, come in America e in Francia, ma l’incarico dura cinque anni e le prerogative sono piuttosto contenute.

Ecco, se si spinge lo sguardo oltre frontiera si capisce che l’Italia rappresenta un’anomalia, perché in nessuna democrazia occidentale un uomo che non sia stato eletto potrebbe rimanere per un così lungo periodo ai vertici delle istituzioni.

Men che meno un presidente non eletto potrebbe decidere di affidare il governo del Paese a persone che non siano state selezionate da un processo democratico, ossia scelte con un voto. Per quanto le elezioni non abbiano offerto un risultato chiaro, in Germania a guidare il governo di coalizione è Olaf Scholz, leader dei socialdemocratici, ossia numero uno del partito che ha preso il maggior numero di consensi.

La Francia, che è una Repubblica presidenziale, ha il governo che si è scelto Emmanuel Macron, ovvero il capo dello Stato che ha vinto le elezioni. Da noi invece, l’esecutivo è guidato dall’ex governatore della Bce, che nessuno ha mai votato e a decidere di affidargli l’incarico, negando il normale ricorso al voto, è un signore che fino a prima del febbraio di sette anni fa pochissimi italiani conoscevano, ovvero Sergio Mattarella.

Ecco, se dovessimo fare il punto dello stato della democrazia in Italia dovremmo partire da qui, ovvero dal fatto che da oltre dieci anni in questo Paese si succedono presidenti del Consiglio che gli italiani non si sono scelti e spesso non conoscevano neppure, mentre abbiamo presidenti della Repubblica che, se fossero stati preventivamente sottoposti al vaglio degli elettori, non sarebbero mai arrivati sul Colle.

Giorgio Napolitano, quando fu nominato capo dello Stato, rappresentava una minoranza della minoranza. Leader della componente migliorista del Pci, era considerato un perdente e infatti all’interno del suo partito era isolato. I Ds giocarono il suo nome quasi per scherzo, convinti che sarebbe stato impallinato. L’uomo che avrebbero voluto al Quirinale era infatti Massimo D’Alema ma, come spesso accade, colui che era stato scelto come candidato a perdere, inspiegabilmente fu eletto.

Non solo: arrivato a fine mandato, riuscì nella non facile impresa di essere riconfermato, divenendo il primo presidente della Repubblica a godere del bis. La nomina di Mattarella fu ancora più incredibile. Renzi e Berlusconi si erano messi d’accordo per scegliere Giuliano Amato, ma poi alla fine il primo cercò di fregare il secondo o viceversa. Risultato, all’improvviso spuntò il nome dell’ex ministro della sinistra dc, un personaggio da tempo scomparso dai radar, che gli ex democristiani avevano piazzato alla Corte costituzionale.

Probabilmente Renzi lo scelse perché era talmente incolore che mai gli avrebbe fatto ombra. O per lo meno questo è ciò che credeva. Di quanto si fosse sbagliato se ne accorse alla fine del 2016, quando perse il referendum sulla Costituzione e il capo dello Stato gli negò le elezioni.

Così facendo, l’uomo che mai nessun italiano avrebbe scelto per rappresentare la Repubblica, condizionò la storia della Repubblica. Detto ciò, ieri Silvio Berlusconi ha sostenuto non solo di essere favorevole a una riforma costituzionale che consenta agli elettori di scegliere il capo dello Stato, dunque di volere una Repubblica presidenziale, ma ha anche aggiunto che, nel caso ciò avvenisse, Mattarella potrebbe farsi da parte prima dello scadenza naturale del mandato.

In pratica, il Cavaliere ha detto una cosa ovvia. Se gli italiani vogliono decidere da chi farsi rappresentare, è evidente che chi li rappresenta oggi non è più legittimato a farlo. Tuttavia, pur essendo scontata, la frase del fondatore di Forza Italia è stata usata per la solita gazzarra politica. Letta e compagni infatti, si sono schierati in difesa di Mattarella e contro il principio sacrosanto di un presidente eletto dal popolo.

Nulla di cui stupirsi, naturalmente. Essendo riusciti a eleggere negli ultimi 30 anni presidenti di sinistra, sono terrorizzati alla sola idea che a decidere il capo dello Stato non sia la parrocchietta loro, ma gli italiani. La cosa paradossale è che parlano in nome della democrazia, loro che la democrazia l’hanno messa e la mettono ogni giorno sotto i piedi. La sinistra parla di popolo, ma a decidere non vogliono che sia il popolo, bensì la nomenclatura dei loro partiti. Per quanto ci riguarda, siamo presidenzialisti da sempre.

Anzi, siamo per una democrazia compiuta, dove un Mattarella non sarebbe mai stato eletto presidente. A noi va bene il sistema americano, ma anche quello francese. L’unico che non ci piace è quello italiano, dove a decidere chi debba essere il presidente della Repubblica non è la Repubblica, ma la monarchia dei partiti.

17 replies

  1. Dai Maurizio, anche stavolta hai preso troppo sole (o troppi soldi) per scrivere tutte queste castronerie. Un bel periodo di ferie ti gioverà senz’altro..e con te soprattutto a noi tutti con il tuo silenzio.

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  2. Se la canta e se la suona guarda all’estero quando gli conviene con il reddito di cittadinanza invece è la prima cosa da abilire
    Abche se è presente in quasi tutta europa
    A mauriziobelpietro ma vattelapija’ndarcubo te Berlusconi Salvini Meloni e chi nun ve lo dice a mano alzata ,✋✋🖖

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  3. Fortunatamente c’è ancora la Costruzione vigente a difenderci dai deliri di partiti fascisti che invocano il presidenzialismo e di un giornalista come Belpietro (che gli fa da megafono) che fino all’altro giorno voleva un ottuagenario pregiudicato come Berlusconi a presidente della Repubblica…. Un altro fanatico che predica male e razzola peggio!

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    • Belpietro è tornato il solito scribacchino. L’articolo è pura spazzatura per cui non vale la pena perdere tempo a spendere neppure una parola, è bastato quello perso a leggere le castronerie che la mente “malata” del pennivendolo ha partorito.

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  4. Belpietro, scrive, dice e, forse,ignora oppure omette. NON È VERO che negli USA i Presidenti e i vice Presidenti siano sempre eletti dal popolo:
    ” Gerald Rudolph “Jerry” Ford Jr., (Omaha, 14 luglio 1913 – Rancho Mirage, 26 dicembre 2006), è stato un politico statunitense, 38º presidente degli Stati Uniti d’America dal 1974 al 1977.
    Diventato Presidente degli USA a seguito delle dimissioni di Richard Nixon, è fino ad oggi l’unico presidente ad aver assunto tale ruolo senza essere stato eletto nemmeno come vicepresidente, in quanto venne nominato come tale da Nixon dopo le dimissioni di Spiro Agnew, vicepresidente eletto con Nixon…omissis …scelse quale vicepresidente il Governatore dello Stato di New York, Nelson Rockefeller. “

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    • PDR lgbitqui+ :

      Quindi possiamo dire che non il 100%, ma il 98+% dei presidenti americani sono stati eletti direttamente.

      Ma per te è più importante l’ECCEZIONE (dovuta ad un altro evento eccezionale, avvenuto per giunta in una situazione molto difficile per il paese appena uscito dalla guerra in VN), che la REGOLA.

      Se volevi contraddire Belpietro non sei stato molto credibile.

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  5. I putinisti sono stati accontentati: prendetevi, chiaramente senza ammetterlo, il bruttoporcopietro che meritate! O avete il coraggio di riggettarlo pubblicamente questo umano rifiuto, lustrascarpe, da sempre, del mafioevasore di Arcore?

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  6. Probabilmente Renzi lo scelse perché era talmente incolore che mai gli avrebbe fatto ombra.”’

    Questo, cari derattori di Belpietro, lo disse anche indovinate chi? MARCO TRAVAGLIO, citando Massimo Fini tra l’altro. Da Santoro.

    Quanto al resto: non ho visto nessuna seria critica ragionata a quel che ha detto Belpietro.

    E ricordo che Prinzivalli ha detto cose molto simili nel suo articolo di ieri, come mai non l’avete accusato di dire castronerie?

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  7. Bisogna essere onesti intellettualmente e dire che Belpietro non ha tutti i torti. Un a.certa classe di potere in Italia sta abusando della nostra costituzione.proponendo in 28 anni (28.anni, ci rendiamo conto)!solo 2 presidenti ottantenni/novantenni molto accondiscendenti. Repubblica si, ma delle banane
    Poi ci si chiede perché la gente.si butta a destra e vuole cambiare costituzione

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  8. Er Tronco dice: dopo aver apprezzato gli articoli del direttore sull’Ucraina, Belpietro torna ad essere Belpietro. Di quale presidenzialismo ciancia? Quale dovrebbe essere l’assetto istituzionale? Usa o Francia con l’Italica destra fascistoide, la cui leader rivendica orgogliosamente il simbolo della fiamma di repubblichina memoria? Od invece il presidenzialismo della repubblica di Mediaset?

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  9. Egregio, è proprio l’eccezione in un momento drammatico che dimostra la fallibilità del sistema che si vorrebbe perfetto. Comunque, buon Ferragosto.

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  10. Nell’estate 2019 il sig belpietro elogiava un ministro dell’interno, che partecipava al governo del popolo scelto dal popolo col 38+17%dei voti. Totale 55%.
    Ma poi hanno ordinato a questo maialino di giornalista di accordarsi al coro “non scelti dal popolo” tanto caro agli analfabeti. Se Conte vi spaventa cosi, fino al terrore, allora dev’essere onesto.

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