L’infanzia obbligatoria del Pd

Va bene le favolette elettorali sulla scuola, ma il partito di Letta ha un’idea semplicemente assurda. E un po’ sovietica. Aspetteremo i carabinieri come Pinocchio

(MAURIZIO CRIPPA – ilfoglio.it) – Parlare di scuola alla vigilia di ferragosto, quando persino i genitori vorrebbero tornare bambini con le pinne e gli occhiali, può sembrare una gratuita perfidia. Ma non è colpa nostra, ha iniziato lui, Enrico Letta: “Se vinciamo, a fine legislatura, gli insegnanti saranno pagati con una retribuzione che sarà la media di quella degli altri insegnanti europei”. Ma una favoletta elettorale balneare non si nega a nessuno, la cosa davvero assurda, e anche inquietante per chi ami la libera educazione, è scritta nel programma del @pdnetwork e minacciano di prenderla sul serio: “In Italia un bambino su dieci non frequenta la scuola dell’infanzia (3-5 anni). Ciò crea le prime odiose diseguaglianze”. E fin qui bene. Il problema è come pensano di risolverla: “Intendiamo cancellare questa discriminazione rendendo obbligatoria la scuola dell’infanzia”. Obbligatoria? La logica (sic) vorrebbe essere questa: siccome le pubbliche amministrazioni non adempiono a un loro obbligo – garantire il posto a tutti – invece di costringerle a garantire il servizio, rendiamo obbligatoria la frequenza. Anche di chi, putacaso, non lo voglia. E’ come se per aumentare i posti al pronto soccorso si rendesse obbligatorio fare gli incidenti. Un po’ sovietica, come idea. Ma attendiamo fiduciosi i gendarmi, assieme a Pinocchio.

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